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giovedì 24 luglio 2014

VivaGel: un preservativo contro le malattie sessualmente trasmissibili

Un preservativo che, oltre scongiurare il rischio di essere contagiati dalle malattie sessualmente trasmissibili, “uccide”, con una percentuale di più del 99%, virus come l’HIV, l’Herpes Simplex e il virus del papilloma umano: ecco il nuovo ostacolo saltato vittoriosamente dalla medicina. In Australia sarà disponibile tra qualche mese.


Come funziona? Beh, ha il prodotto antivirale incorporato nel lubrificante del condom. VivaGel, così si chiama il nuovo inaspettato prodotto, ha già ottenuto una certificazione in Giappone e le richieste si sono moltiplicate.


In questo modo la lotta contro l’Aids potrà divenire ancor più forte e le morti potranno ulteriormente diminuire; pare, comunque, che ci sia stato un calo vertiginoso nell’espansione della malattia.

(24 luglio 2014)


martedì 22 luglio 2014

Intolleranti al lattosio? Per voi (e non solo) c’è la torta all’ananas

Dopo le numerose richieste che mi sono arrivate di poter pubblicare una ricetta anche per gli intolleranti al lattosio, mi sono messa d’impegno e via, la torta è venuta fuori in un batter d’occhio.
Spulciando nel diario delle ricette che scriveva la mia nonna paterna, ho riscoperto una torta della quale non potrò più fare a meno: la torta caramellata all’ananas e noci.
Ecco a voi la ricetta e, mi raccomando, prendete appunti perché vi farà fare un figurone.



Ingredienti per una tortiera da 26 cm:

250 GR DI FARINA 00
200 GR DI ZUCCHERO
5 UOVA INTERE
1 BUSTINA DI LIEVITO PER DOLCI
1 BUSTINA DI VANILLINA
1 BARATTOLO DI ANANAS SCIROPPATA
6 NOCI
2 CUCCHIAI DI ZUCCHERO
MEZZO BICCHIERE D’ACQUA
NOCE DI BURRO




Preparazione:

Per cominciare imburrate una tortiera del diametro di 26 cm. In un pentolino scaldate i due cucchiai di zucchero semolato mischiandoli con mezzo bicchiere d’acqua. Mescolate lo zucchero con l’acqua fino a che non si sia formato il caramello. Stendete il caramello sul fondo della tortiera e adagiatevi sopra le fette di ananas. All’interno del buco di ogni fetta, poi, inserite mezza noce. Nel frattempo preparate la base, separate i tuorli dagli albumi e montate questi ultimi a neve ben ferma. Sbattete i tuorli con lo zucchero, aiutandovi con le fruste elettriche, per almeno 5 minuti fino ad ottenere una crema liscia. Aggiungete a quest’ultimo composto la farina setacciata con il lievito e la vanillina poco alla volta e mescolate il tutto con un cucchiaio di legno. Incorporate infine gli albumi prima con un cucchiaio di legno e successivamente con le fruste elettriche alla minima velocità per 1 o 2 minuti affinché risulti una crema omogenea. Versate l’impasto nella tortiera e livellate bene in superficie, sbattendo lo stampo su un piano. Infornate a forno ben caldo, statico, a 200° circa per 35/40 minuti. Controllate la cottura con uno stuzzicadenti. Sfornate la vostra torta e rovesciatela su un vassoio da portata.

La torta all’ananas è ottima a colazione o a merenda e soprattutto adatta a tutte quelle persone che sono intolleranti al lattosio.


Allora? Che aspettate? Io intanto corro a tagliarne una fetta.


Altre ricette qui.


(22 luglio 2014)


Trapianto di midollo per l’HIV

Siamo nell’epoca della medicina, delle malattie curate benché considerate letali, dell’aspettativa di vita sempre più alta, della speranza oltre ogni limite, insomma. Quante vittime ha mietuto l’HIV? Triste realtà, per decenni è stata una piaga a cui non era possibile porre rimedio.


Ma ora ben tre persone, grazie ad un trapianto di midollo, possono dire, con gioia, di aver visto sradicato questo male incurabile dal proprio corpo. Sì, è vero: dovranno rimanere sotto controllo, ed è vero, altresì, che il pericolo è in agguato; ma questo è certo un miracolo, medico, ma pur sempre miracolo.


I ricercatori del St Vincent's Hospital di Sidney, che hanno trattato gli ultimi due pazienti, ritengono che le cellule staminali siano ancora la chiave per curare senza pericoli l’HIV ma, dicono, “vi è un potenziale per usare i trapianti con modalità efficace contro l’HIV nel futuro”.


(22 luglio 2014)



lunedì 21 luglio 2014

I danesi campioni di felicità

Chi è il popolo più felice del mondo? Secondo una ricerca dell’Università di Warwick, condotto grazie alle informazioni raccolte su 131 Paesi del mondo, avere il DNA danese sarebbe garanzia di felicità. Ai primi posti anche l’Olanda, mentre, ahimè, l’Italia è piuttosto in basso in questa importante classifica.


Ogni popolazione ha un proprio corredo genetico: ogni individuo è, in un certo qual modo, imparentato con i propri connazionali, ed è emerso dalle ricerche che più tale corredo genetico si allontana da quello degli abitanti della Danimarca più diminuisce il livello di benessere e serenità.


(21 luglio 2014)




Grand Budapest Hotel di Wes Anderson

Quando ci si siede al cinema per guardare un film di Wes Anderson, lo si fa con una certa dose di aspettativa mista a eccitazione. Se poi il cast vanta la presenza Ralph Fiennes, Edward Norton, Jude Law e Willem Dafoe, tutti nella loro lungimirante carriera candidati a due premi Oscar, e dei sempreverdi Murray Abraham, Adrien Brody e Tilda Swinton, ciascuno vincitore di una statuetta d’oro dell'Academy, allora le probabilità che le aspettative vengano deluse e che l'eccitazione cali nel primo tempo sono assai remote.



Trama
È il 1968, nella Republica di Zubrowka si erige il Grand Budapest Hotel, ormai vecchio e fatiscente che nel trentennio precedente ha brillato di luce sfavillante. Un giovane scrittore (Jude Law) decide di passare qualche giorno lì, quando incontra il vecchio Zero Moustafa (Murray Abraham). Attraverso un flashback viene raccontata la storia del Grand Budapest quando era ancora all'apice della grandezza.


M. Gustave (Ralph Fiennes) è un concierge giovane, di bell'aspetto e dai gusti raffinati. Si occupa dell’hotel dirigendolo con grazia magistrale, attirando tra l'altro la stragrande parte delle clienti; tutte molto avanti con l'età, tutto ciononostante molto avvenenti - o quasi - e tutte molto, molto ricche. Zero, il garzoncello di umili origini, segue M. Gustave in giro per l'hotel, aggiustando e aiutando dove può. La vita scorre frenetica al Grand Budapest, niente all'infuori della normalità in effetti, ma quando la vecchia Madame D. (Tilda Swinton), una delle numerosissime amanti del concierge, viene trovata morta, i due sono costretti a recarsi alla città della donna. Dopo il funerale, all'apertura del testamento, M. Gustave si ritrova proprietario di un quadro dal valore inestimabile: Ragazzo con mela, un dipinto che potrebbe valere quanto tutte le proficue proprietà della donna messe assieme. Il giovane rampollo della ricca famiglia (Adrien Brody) però non ci sta ed è pronto a tutto pur di riprendere il dipinto dalle mani di M. Gustave, anche accusarlo ingiustamente dell'omicidio della vecchia donna. M. Gustave e Zero dovranno riuscire a scagionare il concierge prima che l'assassino messo loro alle calcagna riesca nel lavoro assegnatoli.



Commento
Colorato, divertente, drammatico. Grand Budapest Hotel è un film che in sé contiene diversi generi in un miscuglio sorprendentemente omogeneo che è stato una grossissima sfida per il regista Anderson. Film tanto atipici e strambi, nella storia del cinema, sono stati spesso additati come un impasto malriuscito di una sceneggiatura troppo audace e un regista eccessivamente visionario. Fortunatamente, questo non è il nostro caso. La pellicola di Anderson ha fatto centro, sia nei gusti del grande pubblico che in quelli della critica. Ha rilanciato attori di grande talento da tempo depositati nella cassettiera impolverata di una Hollywood alla perpetua ricerca di nuovi talenti.

Il film è un tipo di commedia che molti giudicano troppo pericolosamente vicina alla demenzialità per essere degna di una produzione stellare, ma che tuttavia riesce a staccare una risata senza ricadere nello scadente o nel ridicolo. Una commedia dal gusto arcigno, in cui lo sceneggiatore/regista non ha avuto paura di sporcarsi le mani, aggiungendo fronzoli e merletti e superfluo su superfluo evitando la sconvenienza dell'eccessivo in modo superbo e inspiegabile.


Mattia Insolia
(21 giugno 2014)




 

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