#Prima Pagina on line per l'ambiente

Altri articoli

#storie di tutti i giorni

Altri articoli

#sua sanità

Altri articoli

#il digitale che resta

Altri articoli

#fuori-gioco

Altri articoli

martedì 31 marzo 2015

Per la Scienza le donne sono più sensibili degli uomini

Il luogo comune 
Quante volte, noi donne, ci siamo sentite dire: “Voi donne siete così sensibili!” dopo un piagnisteo interminabile alla fine di un film strappalacrime – di quelli che, magari visti e stravisti, provocano singhiozzi e lacrimoni ogni volta – o durante C’è posta per te – con padri che riabbracciano figli o figlie che riabbracciano madri, e chi più ne ha ne metta. Nonostante tutte noi ci affrettiamo a giustificarci – tirando fuori le scuse più incredibili da “ho il ciclo, eh”, a “oggi è proprio una giornata no” – alcune ricerche mostrano scientificamente perché noi donne siamo propense a vedere le cose in modo differente rispetto agli uomini.


I fatti dimostrati scientificamente
L’Università di Basilea ha dimostrato come nel cervello degli uomini e delle donne si attivino aree cerebrali diverse davanti ad alcune immagini. Il cervello femminile dà più peso alle immagini negative e, reagendo in modo forte alle immagini che provocano emozioni esse hanno sviluppato, nel tempo, una capacità mnemonica maggiore. Il fatto che le donne siano più sensibili è quindi supportato da dati scientifici che considerano le differenze a livello neuronale. L’Università di Milano-Bicocca sostiene che le donne siano molto più empatiche verso gli altri esseri umani rispetto agli uomini.


Be’ comunque, più frignone sì, ma anche più precise nella memoria.


(31 marzo 2015)




lunedì 30 marzo 2015

Quando vi accorgerete che i soldi non si possono mangiare, sarà troppo tardi

In tema di ambientalismo il monito più “cliccato” è quello degli indiani Cree del Quebec che recitava: “Quando l’ultimo albero sarà abbattuto, quando l’ultimo fiume sarà avvelenato, quando l’ultimo pesce sarà catturato, allora vi accorgerete che i soldi non si possono mangiare”.


Il WWF e l’Ora della Terra
Questa pillola di saggezza la si trova postata frequentemente in questo periodo di ricorrenze ambientaliste di cui l’ultima, rigorosamente sponsorizzata “made in WWF”, è stata l’Ora della Terra; purtroppo, stravolte nei loro fondamentali più nobili, queste belle iniziative in cui si parla di eco-sostenibilità e rispetto per la natura che ci circonda vengono svilite dalle pagine forum dei social o postate con noncuranza nei blog con “mi piace” al pari della sagra della porchetta di Mirandola o dell’apertura delle “fosse” di Saludecio. Ancora non esiste la consapevolezza che questo monito (inascoltato) tratti del nostro futuro di umani e a quasi nessuno degli “addetti ai lavori” sembra interessi più di tanto la lotta all’inquinamento, ma in passato non è sempre stato così.



In passato la pena di morte per reati contro l’ambiente
I governatori sparsi per le terre veneziane di San Marco erano diffidati dal governo della Serenissima dal farsi impietosire da chi rompeva un argine provocando inondazioni (non esondazioni come si direbbe oggi) o da chi inquinava le acque con scarichi di rifiuti agricoli che finivano poi in laguna; le vetrerie e le fonderie di piombo che rendevano l’aria irrespirabile furono costrette a spostarsi a Murano e adottare misure antinquinamento. Chi oggi invoca la “certezza della pena” sarebbe stato soddisfatto perché a quei tempi per chi inquinava aria, terra o acqua c’era l’unica punizione possibile per un delitto a tratti peggiore dell’omicidio: la pena di morte.

I primi danni prima di Cristo
I guasti ecologici della responsabilità umana iniziarono dai primi millenni prima di Cristo con gli scarti della lavorazione della selce e il disboscamento di Cipro passando ai danni dovuti all’ingestione del piombo usato nelle diverse leghe degli attrezzi da cucina e a i vasi da cottura in argilla di quattromila anni fa che contenevano nell’impasto fibre di amianto per renderli più resistenti al fuoco; i popoli asiatici tessevano poi i vestiti con fibre di amianto in quanto Marco Polo riportò che “esponevano al fuoco i tessute sporchi, che uscivano puliti e indenni”.

Oggi solo processi interminabili
Le storie odierne di processi sui disastri ambientali finiscono invece in iniziative giudiziarie interminabili e cavillose chiuse in genere da prescrizioni generali, la certezza della pena non abita più qui; fenomeni paralleli poi come l’inerzia delle amministrazioni locali che conoscono bene i rischi del proprio territorio e le crescenti alterazioni climatiche da “effetto serra” hanno dato il colpo di grazia al disastro ambientale che viviamo: benzene, polveri sottili e altri inquinanti ci fanno sempre troppa compagnia e soffocano le città, l’economia balneare sopravvive borderline grazie alle deroghe antinquinamento, i fiumi ed i terreni sono diventati bacini di raccolta di inquinanti tossici.



In conclusione
All’epoca dell’unità nazionale eravamo in 26 milioni e 328 mila italiani, oggi molti di più e inquiniamo sempre più, portando a scuola i bimbi o andando in ufficio, in auto, in scooter o sui mezzi pubblici, Milano o Napoli non importa perché le centraline di monitoraggio sono spietate: inquinamento. Le priorità degli indiani Cree del Quebec erano altre rispetto alle nostre di cittadini del ventunesimo secolo, le pillole di saggezza pure.


 (30 marzo 2015)



L'incredibile storia di Kai, il cane abbandonato in stazione

Kai, un adorabile Shar Pei di tre anni, è stato trovato legato ad una banchina con la sua valigia accanto, all’interno della stazione ferroviaria di Ayr, in Scozia. Con lui non c’era nessuno, soltanto quel trolley contenente i suoi giocattoli, una ciotola, del cibo e persino un cuscino. Immediatamente, le immagini di quel cagnone tutto solo dall’aria triste hanno fatto il giro del mondo suscitando commozione e rabbia.


Stewart Taylor, volontario della Spca (Society for the Prevention of Cruelty to Animals, un ente benefico per la protezione degli animali), è stato il primo ad arrivare sul posto dopo aver ricevuto una segnalazione telefonica. “Il cane era lì, tutto infreddolito e con gli occhi puntati sull’entrata, dove forse aveva visto per l’ultima volta il suo padrone” – racconta Taylor.


Il volontario è riuscito a risalire al nome dell’animale a quattro zampe grazie al microchip impiantato sottopelle. Inoltre Taylor ha rintracciato i precedenti proprietari che però hanno precisato di averlo venduto nel 2013.


In poco tempo nel Regno Unito è scattata una gara di solidarietà per aiutare Kai. In meno di 24 ore si sono raccolti più di 3.200 euro e sono arrivate richieste di adozione da ogni parte del mondo. A battere il record di generosità pare sia stato un certo John Ferguson, che è andato persino a trovare il cagnone per riempirlo di giocattoli e cibo.
Dall’ente puntualizzano che, prima di essere affidato a una nuova famiglia, Kai dovrà sottoporsi a un intervento: il cane ha un problema alle palpebre che richiede un’operazione delicata e costosa. L’animale dovrà finire la convalescenza prima di poter essere finalmente adottato da una famiglia capace di dargli le cure e l’amore che si merita.


Ambra Leanza
(30 marzo 2015)



MotoGP, nuova stagione: in Qatar brilla il 46 di Valentino Rossi

Che fosse un fenomeno, lo sapevamo, che vincesse subito la prima gara dell'anno è stata una sorpresa, considerando le prove. Ad ogni modo, il Motomondiale è iniziato con la prima gara del Qatar e il nostro Valentino Rossi ha spiazzato tutti vincendo a pieni voti.

Le qualifiche
Le prove preannunciavano già un netto vantaggio delle Ducati, specie quella di Dovizioso che anche in gara ha dato spettacolo, tanto da far chiedere a tutti se fosse proprio lui l’uomo da battere. Solo ottavo Rossi.


La gara
Dopo il minuto di raccoglimento per le vittime del disastro aereo della Germanwings, si spegne il semaforo, si parte. Dovizioso subito primo con dietro Iannone, mentre Márquez va subito lungo per non tamponare Smith perdendo velocità e posizioni, è undicesimo. Lorenzo tra le Ducati ha una bel passo mentre Rossi è solo decimo e Pedrosa lo precede. I due rimontano presto passando all'ottava e alla nona posizione. Lorenzo e le Ducati si staccano, mentre Hernandez è al quarto, poi Smith.
Pedrosa e Rossi lottano ma è il numero 46 ad avere la meglio sullo spagnolo conquistando anche il giro veloce.Nel frattempo tante bagarre nelle prime tre posizioni che vedono Lorenzo primo e dietro Iannone e Dovizioso. Intanto Rossi raggiunge Hernandez ed è quarto. Márquez raggiunge Pedrosa, ma rimane comunque indietro.


I primi quattro si distaccano dagli altri ed inizia un duello che vedrà tutta la seconda metà gara.Ancora Dovizioso e Lorenzo che si contengono la prima posizione mentre Rossi e Iannone replicano le bagarre dei primi due. Le Honda ormai sono staccate, è duello Yamaha-Ducati. A 6 giri dal termine Lorenzo precede ancora Dovizioso, Rossi e Iannone. Poi quest'ultimo si stacca e viene sorpassato dal Dottore. Dovizioso passa sul rettilineo Lorenzo. Rossi lo replica portandosi alla seconda posizione.
Nella top ten. oltre alle Honda, ci sono Crutchlow, Hernandez, Smith e Pol Espargaró. Gli ultimi giri regalano parecchie emozioni: Iannone sorpassa Jorge Lorenzo e sono i tre italiani a giocarsi il primo posto. Battaglia senza esclusione di colpi tra Dovizioso e Rossi. Lorenzo ormai è quarto con Iannone che lo tiene perfettamente a bada.



Ultimo giro
È Valentino Rossi, nove volte campione del mondo, a vincere contro tutti. È stata una gara emozionante che regala felicità non solo ai fan del Dottore ma rappresenta motivo d’orgoglio per tutti gli italiani: un podio tutto tricolore non si vedeva dal 2006.


La prima gara preannuncia un Motomondiale interessante e pieno di sorprese con moto potenziate e piloti più carichi che mai. E prima gara che rimette di nuovo in gioco tutto, persino la risposta alla domanda che ci poniamo da più di un anno: chi sarà in grado di battere Marc Márquez?

GARA
1. Rossi
2. Dovizioso
3. Iannone
4. Lorenzo
5. Márquez

CLASSIFICA PILOTI
1. Rossi 25
2. Dovizioso 20
3. Iannone 16
4. Lorenzo 13
5. Márquez 11


Maria Di Gaetano
(30 marzo 2015)

  

 

Sottoscrivi Newsletter

Contatta la redazione

Email: redazione@primapaginaonline.org