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martedì 2 settembre 2014

Serie A, nuove prospettive e vecchie abitudini

Non è maggio e non parlo dell’eroe dei due mondi, siamo a settembre e si ricomincia a parlar di calcio giocato, quello dei tre punti del campionato italiano. In verità i mille c’entrano, in tal numero (1.153) sono stati i calciatori trattati dalle società di serie A che, bilanci alla mano, hanno chiuso un calciomercato più improntato al business di carattere quantitativo che qualitativo.


Juve e Roma secondo gli esperti sono le favorite mentre Snai, in seconda fascia e in doppia cifra, quota anche Napoli, Inter, Fiorentina e Milan; in tripla cifra Lazio, Parma e Torino prima del restante gruppo di undici squadre a cui nessuna speranza di scudetto è riservata.
Il fascino dei grandi vecchi è offuscato dalla rampante sfrontatezza dei giovani, Totti (anni 38), Di Natale (37) e Toni (37) guidano il manipolo degli “irriducibili”, quelli che ancora giudicano fuori luogo appendere le scarpette al chiodo e non temono chi chiede loro spazio come i giovani Icardi (21 anni – Inter), Keita (19 – Lazio), Destro (23 – Roma), Berardi (20 – Sassuolo) e Pjanic (24 – Roma); nel mezzo i campioni già affermati, Tevez (Juve), Higuain (Napoli) e il fragilissimo Rossi (Fiorentina), nuovamente operato al ginocchio destro.


Affascinante è stato pure il “valzer delle panchine”, i rumors sugli allenatori confermati quali Mazzarri (Inter), Benitez (Napoli) o Garcia (Roma) si sono spostati su quelli new entry, Allegri (Juventus) e Inzaghi (Milan) oppure su vecchie conoscenze del calcio italiano come Zeman (Cagliari); le fin troppo discusse vicende inerenti all’improvviso abbandono di Conte dalla guida dei bianconeri scudettati e alla nomina di quest’ultimo come selezionatore della nazionale maggiore lasciano presagire un percorso di avvicinamento alle qualificazioni Europee e Mondiali pieno di ostacoli extracalcistici.
A margine la chiusura del calciomercato 2014 ha destato scalpore: il trasferimento all’estero del bomber Mario Balotelli, discusso top player già in forza a Inter e Milan dopo lo “stacco” inglese col Manchester City di Roberto Mancini; ora “Supermario” è in forza al Liverpool, una delle società di calcio britanniche fondatrici della Premier League che ha vinto cinque Champions League ed in campo internazionale è la squadra più titolata d’Inghilterra.
Quasi all’unisono le dichiarazioni di Conte che hanno sentenziato sarcasticamente come “Supermario” non rientri nei programmi della nazionale azzurra, un peccato. Balotelli è un giocatore di classe e talento e può giocare indifferentemente come centravanti, seconda punta o attaccante esterno; non da meno è poi la sua abilità nei colpi di testa e calci piazzati, insomma detiene le caratteristiche essenziali del top player combinate alla duttilità tattica e da sempre in Italia siamo stati carenti di atleti così.


Insediato da pochi mesi, il nuovo corso federale, quasi a farlo apposta, ha invece “imposto” agli atleti del gioco maschio per definizione soprattutto etica e moralità e su queste ultime due “Supermario” non eccelle: da sempre il contesto in cui è vissuto non l’ha aiutato granché, per certuni come lui essere “nella norma” è difficile ed a volte per correggere si finisce col far peggio. Mario incarna però anche il sogno (realizzato) di migliaia di profughi e solo per il valore agonistico che ci mette in campo, a parer mio, è un peccato oggi che gli si precluda a priori di vestire la maglia azzurra solo perché non rientra in certi parametri federali extracalcistici.
 “Sono italiano, mi sento italiano, giocherò sempre con la Nazionale Italiana”: disse il 13 agosto 2008 al sindaco di Concesio (Bs) che gli consegnò la carta d’identità italiana, credo che per lui non sia stato solo un sogno realizzato ma soprattutto un punto di partenza per eccellere, e in campo l’ha dimostrato negli anni a venire. Ma alla federazione tutto ciò non è bastato.


(2 settembre 2014)

Festa dell’Unità, il PD prova a ripartire

Come ogni anno con il finir dell’estate, i bolognesi al ritorno dalle vacanze ritrovano la Festa dell’Unità, la festa del Partito Democratico presso il Parco Nord, in programma dal 27 agosto al 22 settembre.


Quest’anno la Festa dell’Unità di Bologna è anche festa nazionale del partito, si evince dalla sfilata di tutti i big del partito. In primis, Matteo Renzi in arrivo il 6 settembre. Qualunque parlamentare (ex parlamentare) di media notorietà, ministro (non solo del PD) sarà presente in uno dei tanti dibattiti programmati.
Maggior attenzione sarà concentrata sull’avvenimento anche per la prossima sfida elettorale regionale, programmata il prossimo autunno. Non è un caso che nel primo giorno di apertura della festa arriva la notizia delle candidature alle primarie, come futuro governatore della regione Emilia Romagna, di Matteo Richetti e Stefano Bonaccini entrambi modeseni e soprattutto renziani. Quindi, parte la corsa alle primarie del 28 settembre, sarà una festa di comizi? Si ritira Manca, sindaco di Imola, che cercava una converngenza totale del partito sul suo nome.



In merito al programma della Festa: da una veloce consultazione al programma pubblicato, si nota la varietà dei temi, tutti di attualità e grande interesse. Si spera sia una base di sviluppo e confronto nel partito e non solo. Da segnalare la presenza di Vasco Errani, governatore dimissionario della Regione Emilia Romagna, in programma un suo intervento l’8 settembre, sul tema della ricostruzione dopo il terremoto. Da segnare in agenda, come curiosità: il dibattito con la presenza di Geppi Cucciari, attrice comica, dal titolo “Dove va la famiglia”, in programma stasera.


La grande affluenza di persone nelle varie edizioni si concentrava negli stand gastronomici, con menu interessanti. Il programma pubblicato della Festa è arricchito dei menu dei vari stand. Speriamo che l’attenzione si soffermi anche sui dibattici, facendo crescere l’interesse per la politica che volendo o no coinvolge tutti noi.


Ben Dico
(3 settembre 2014)



domenica 24 agosto 2014

La “sindrome del marito in pensione”

Loro sono sempre stati una coppia perfetta: a lui è toccato il sostentamento economico della famiglia e a lei l’educazione di figli, spesso numerosi. Ora hanno la possibilità di godere di più tempo da trascorrere insieme: lui si prepara per l’agognata pensione.


All’inizio va tutto bene, ma poi lei inizia a soffrire di alcuni disturbi dapprima lievi poi sempre più pesanti. È stressata, perennemente in ansia, talvolta si sente depressa; dorme sempre meno e il suo corpo ne risente.


Ma cos’è? Beh, semplice. Nei Paesi nei quali la rigidità dei ruoli familiari è sempre stata netta e delineata, è nata la “sindrome del marito pensionato”. E se anche lei lavora, i sintomi si acuiscono. Questa scoperta è frutto di un’indagine condotta dall’Università di Padova e diretta da Bertoni e Brunello, noti studiosi.


(24 agosto 2014)


Specchio, specchio delle mie brame...

Il terrorismo è tornato. Ma forse sarebbe meglio dire che non se n’è mai andato. Spiace deludere le Oriana Fallaci di turno (possa Allah averne cura) ma non quel tipo di terrorismo: così eclatante, barbaro, ignorante, tale da assecondare la morte di migliaia di uomini, donne e bambini.



Ad essere tornato in auge è in realtà quel terrorismo subdolo, simile a una donna a cui piace farsi notare, ma non toccare, che mostra in un vedo-non vedo snervante le proprie parti intime al povero e ansimante uomo di turno. Quello che vuol mostrare, ma che dopo poco censura strategicamente, non certo per senso del pudore, il video di un uomo divenuto per l'occasione pupazzo a cui esseri ignobili hanno appena tagliato la gola. Un terrorismo che attecchisce nelle menti inconsapevoli di quest'era decadentologica, in grado di giustificare e propagandare la dottrina del comunismo tecnologico, dove tutti versano lacrime virtuali, dove la morte è business spettacolare dove, parafrasando il profeta Orwell, la libertà è schiavitù, la guerra è pace e l'ignoranza è forza.

Come lo specchio della celebre fiaba dei fratelli Grimm Biancaneve e i sette nani, falso adulatore, creatore di un qualcosa che in realtà non esiste.
Un terrorismo contro cui è difficile combattere, perlomeno in apparenza. Eppure, la cura contro questo cancro da estirpare, prendendo in prestito le parole di un colorito Nobel per la Pace e di un giullare italiano condannato per frode fiscale, ci sarebbe.
Una medicina, chiamata Storia, che farebbe confessare i propri delitti persino a colei che spocchiosamente ama autocelebrarsi come la più grande democrazia al mondo, nata dal sangue di malcapitate popolazioni autoctone. A cominciare dal consapevole ruolo di protagonista che ebbe nell'instaurazione della feroce dittatura cilena nel 1973, portatrice di quotidiana morte e tortura.
Si scoprirebbe poi che colei che ad oggi si sostituisce impropriamente al ruolo di Dio o chi per esso, condannando a morte presunti o effettivi colpevoli di malefatte, utilizzò uranio impoverito durante la guerra del Golfo nel 1991, in Jugoslavia nel 1999 e più recentemente in Afghanistan.
E via discorrendo, le bombe a grappolo gettate nel Laos tra il 1965-73, in Vietnam tra il 1961-73, in Cambogia tra il 1969-70 e le aggressioni chimiche e batteriologiche in Cina, Corea e Vietnam negli anni '50, con tanto di bombardamenti al napalm. A parlare di ciò non sono solo i libri, ma le migliaia di bambini venuti al mondo deformi.



Chissà, se tra un disperato ed ipocrita cinguettio virtuale e una tanto gettonata doccia gelata, a qualcuno verrà in mente di capire il reale significato del termine terrorista.
Non so perché, ma ho come l'impressione che Samuel Beckett farebbe di questa situazione un celebre spettacolo teatrale.


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(24 agosto 2014)



venerdì 22 agosto 2014

Quanto sale usi a tavola?

Quanto sale dovremmo assumere ogni giorno? Ci sono miliardi di persone che, indipendentemente dall’aver assaggiato o no un alimento, aggiungono del sale; lo fanno così, a prescindere, senza pensare che ogni sostanza per produrre in un organismo benessere deve avere la propria misura.


La dose giornaliera, lo dice l’OMS, è di 2 grammi al dì di sodio: analizzando 187 Paesi del mondo gli studiosi hanno stimato che 1,65 milioni di individui nel mondo ogni anno muoiono per cause cardiovascolari legate al consumo eccessivo di sale a tavola. Una cifra esorbitante, direi. E questa è solo una parte del danno causato dall’esagerazione con questa sostanza: possono insorgere malattie renali e cancri vari.


(22 agosto 2014)





 

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