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domenica 2 agosto 2015

Il business dei funerali in Giappone

Nel paese del Sol levante si sta diffondendo una tendenza abbastanza particolare e in un certo senso macabra: come in Occidente troviamo i wedding planner che si occupano del matrimonio, nel Paese nipponico è possibile trovare degli “esperti” che si occupano di organizzare il tuo funerale, ti consentono di provare la bara prima del decesso, ti mostrano gadget e ti offrono la possibilità di fare (perché no?) un viaggio nello spazio dopo la morte, oltre ovviamente ai fiori e al servizio fotografico post-mortem.


Nello scorso anno sono stati più di un milione i morti in Giappone e si stima che il numero crescerà ancora negli anni a venire. Questo nuovo e macabro business vuol essere sempre più creativo e innovativo per i clienti che si apprestano a entrare nell’altra vita, ma anche vantaggioso: l’alto numero di decessi porta ad un problema di spazi e di conseguenza a un innalzamento del prezzo del singolo funerale.


Grazie al funeral planner è possibile anche compiere un tour per vedere il luogo dove essere sepolti, così da sceglierlo prima della dipartita.


(2 agosto 2015)


La ricetta: Pancake light

Avete letto bene, pancake light: sono senza uova e senza latte e allora? Per caso vi è passato per la mente che potrebbero non essere buoni e soffici?
Cari lettori di Prima Pagina On Line, oggi vi sfido! Questi pancake sono davvero buoni: golosi, soffici come una spugna e velocissimi da realizzare. Io li ho accompagnati con un gustoso sciroppo d'acero per essere ancora più american, ma quella buongustaia di mia mamma ha optato per la crema di nocciole.


INGREDIENTI
- 150 GR DI FARINA 00
- 50 GR DI ZUCCHERO DI CANNA
- 200 GR DI ACQUA
- PIZZICO DI SALE
- 2 CUCCHIAINI DI OLIO EXTRAVERGINE D'OLIVA
- 1 CUCCHIAINO COLMO DI LIEVITO PER DOLCI
- SCIROPPO D'ACERO, MARMELLATA, CREMA DI NOCCIOLE...


PROCEDIMENTO
In una ciotola unite farina, lievito, zucchero e sale. Aggiungete poi l'acqua e l'olio poco alla volta sempre mescolando con una frusta a mano per evitare che si formino i grumi. Riscaldate un padellino leggermente unto e versate tre cucchiai di pastella per ogni pancake. Quando compaiono le bolle e i bordi cominciano ad asciugarsi potete rigirare il pancake. Sarà cotto quando si riuscirà a staccare bene dal padellino. Preparate così tutti i pancake (a me ne sono venuti sei di media misura) e serviteli con marmellata, sciroppo d'acero o quello che più vi piace.



Altre ricette qui. Seguite Elena anche sul suo blog personale.


(2 agosto 2015)


Italiani in vacanza fra rallentamenti, file e disprezzi

Siamo ormai nel mese d’agosto e da ogni parte dell’Europa gruppi di viaggiatori, italiani e non, si mettono letteralmente in moto in vista delle agognate e desiderate vacanze.


Masse di vacanzieri (o se vogliamo chiamarli ironicamente “avventori”) s’immettono in questi giorni nelle autostrade sprezzanti del rischio di calura, delle lunghe code e tamponamenti che puntualmente si ripropongono ogni anno sulle strade e autostrade italiane. Un recente sondaggio sembra però smentire i pronostici della tradizione dichiarando che nei pressi di Roma si avrà un solo giorno veramente brutto e da bollino nero per la circolazione, mentre chi vuole dirigersi verso il Sud troverà “bollino rosso” fino ai primi nove giorni di agosto.
Diciamoci la verità, quando si tratta di ferie e vacanze gli italiani non si tirano certo indietro e, in barba a crisi e alle varie difficoltà quotidiane, vogliono godersi il loro mese di riposo; che sia in spiaggia libera o un camping vicino a un lago o ancora una montagna, poco importa.


Peccato che per alcuni non è andata proprio bene e, contrariamente alle previsioni, hanno dovuto rimandare di qualche giorno l'aspirata vacanza: questo è il caso di chi, optando per l'aereo, inaspettatamente si è trovato bloccato nell’aeroporto di Fiumicino per ben 24 ore prima di trovare un'adeguata sistemazione. Naturalmente c'è stato chi, munito di pazienza e rassegnazione, si è addormentato in sala d'attesa sopra le proprie valigie, mentre chi, a causa dell'esasperante attesa e ritardo, si è lasciato andare a qualche spintone, grida e lamentela di ogni sorta contro il personale addetto ai voli e perfino la polizia aeroportuale.
Giustamente l'immobilità e l'impossibilità di svagarsi e allentare lo stress quotidiano può diventare motivo per inasprirsi e disdegnare un’Italia che, in alcune situazioni, sembra non funzionare proprio per il verso giusto: basti ricordare le vicende che hanno reso protagonista Alitalia negli anni addietro, fra cui anche un incendio in una pineta vicina a uno scalo che ha bloccato per diverse ore i voli (e di conseguenza anche le finanze nelle tasche della compagnia).



Che sia colpa delle compagnie di volo low cost o di agenzie di viaggi che lasciano a desiderare? Non è chiaro ma, dopo questo ennesimo fattaccio, sembra che la società voglia prendere le distanze dallo sventurato scalo di Fiumicino, accusandolo di aver investito su voli a basso costo e servizi di poca qualità e di essere in pratica inadeguato ad affrontare le effettive esigenze della clientela “volante”.
D'altronde come già si sa, quando ci si organizza da soli e con mezzi di convenienza, l'ostacolo e l'imprevisto può essere sempre dietro l'angolo e, inevitabilmente, la vacanza, inizialmente serena e  sognante, si trasforma in una fila stremante, in attriti e disprezzi fra clienti e società erogatrici sia di servizi che “disservizi”: similmente, ahinoi, a quanto accade negli ultimi periodi fra cittadini italiani e politicanti.


Massimiliano Rosini
(2 agosto 2015)



Presidenziali USA: democratici vs repubblicani, la lotta si inasprisce

Più la campagna elettorale per la presidenza USA va avanti, più le discussioni fra il partito democratico e quello repubblicano si accendono. Ad inasprire le opinioni sono i grandi temi che stanno guidando la campagna da entrambi i partiti: ripresa dell’economia, diritti civili, sanità ed emergenza climatica.
La scorsa settimana Scott Walker, governatore repubblicano del Wisconsin, ha firmato una legge che impedisce l’aborto successivo alle venti settimane di gravidanza, salvo pericolo di vita per la madre. La legge è il risultato della legislatura repubblicana dello Stato e non fa eccezione per le anomalie del feto o per le vittime di stupro ed incesto. A denunciare l’assurdità della legge è Hillary Clinton, che affianca al nome del governatore quelli di Bush, Rubio, Paul, Cruz, Graham, Jindal e Santorum, tutti i candidati repubblicani che supportano le leggi anti-aborto; per non parlare – scrive lo staff della Clinton in un’e-mail rivolta agli elettori – di Rick Perry, che addirittura ha appoggiato una legislazione che impedirebbe anche le più comuni forme di contraccezione.


Altro punto spinoso è quello dei cambiamenti climatici, che i repubblicani continuano a negare adducendo spiegazioni tutt’altro che scientifiche. Purtroppo indimenticabile l’imbarazzante sceneggiata del senatore Jim Inhofe, che a marzo aveva voluto fronteggiare “l’isteria del surriscaldamento globale” portando davanti al Senato una palla di neve raccolta proprio a Washington. E questo basti a spiegare che di freddo ce n’è abbastanza.
Su toni decisamente più seri Hillary Clinton ha fatto della questione un punto fondamentale della propria campagna elettorale. Risale a pochi giorni fa un video che esorta la popolazione a rendersi conto del problema concreto che i cambiamenti climatici rappresentano.


La proposta comprende una serie di incentivi per l’espansione dello sviluppo dell’energia solare ed eolica, nonché altre risorse prive di carbonio che consentano all’America di produrre un terzo dell’energia attualmente necessaria per il Paese; un numero sufficiente – si legge – a coprire i bisogni di ogni abitazione degli Stati Uniti. I progetti comprendono il lungo termine di dieci anni di attività, ma per la fine del primo possibile mandato presidenziale, Hillary prevede l’installazione di almeno mezzo miliardo di pannelli solari in tutto il territorio. Non solo, dunque, un programma che pensa al futuro, ma che guarda anche al presente, alla creazione di nuovi posti di lavoro e alle possibilità di movimento di capitale negli investimenti per le energie rinnovabili. Attualmente la percentuale delle risorse rinnovabili è bassa, appena il 13%, contro la quasi totale predominanza del gas naturale, petrolio ed energia nucleare. C’è perciò largo spazio per le energie rinnovabili e la Clinton intende marciare su questo terreno con grande forza. Manca tuttavia un accenno - per quanto l’idea sia invece prevedibile - di una possibile tassa o una qualche altra forma di pagamento sulle emissioni di carbonio.


Altra nota dolente sono i commenti razzisti di Donald Trump, ormai nel pieno della propria – seppur assurda – corsa presidenziale. Alla fine di giugno aveva infatti tristemente commentato la questione dell’immigrazione latina durante un discorso tenuto alla presenza del National Council of La Raza, la maggiore organizzazione per i diritti civili degli ispanici negli Stati Uniti. Più che attenersi ai fatti, Donald Trump si è scagliato contro gli immigrati messicani, definendoli criminali e stupratori. Davanti a queste parole si è sollevato non solo l’orgoglio latino ma anche il buonsenso americano. I commenti, oltraggiosi di per sé, sono ancor più gravi se provenienti dalla bocca di uno dei maggiori candidati per la presidenza USA. Forse Donald Trump dovrebbe prima riflettere su quelli che sono i principi di libertà e rispetto che fondano la nazione della quale si vuole mettere alla guida. E non solo: dovrebbe anche riflettere sul ruolo fondamentale che l’ormai enorme fetta di popolazione latina gioca nell’economia degli Stati Uniti.


Insomma, la popolazione repubblicana resiste e promette il proprio voto, ma i volti dei candidati di destra continuano a rendersi protagonisti di gaffe incredibili, nonché di assurde esternazioni. Al momento sembra che a guidare la corsa alla presidenza sia il partito democratico con Hillary Clinton. Che il buonsenso e diritti civili finalmente abbiano la meglio?


(2 agosto 2015)



2 agosto 1980: una macchia incancellabile nella nostra storia

Ricorre oggi l’anniversario della strage di Bologna: la mattina di sabato 2 agosto 1980 una bomba uccise 85 persone e ne ferì oltre 200. Quel giorno ero partito con amici imolesi per una breve vacanza e la notizia ci colpì profondamente in quanto la stazione di Bologna era la meta, una specie di amorevole “complice” in quanto nostro punto di arrivo e di ripartenza delle “fughe” dal collegio imolese che ci ospitava durante le scuole superiori.


Via dell’Indipendenza, poi il centro di via Rizzoli, le due Torri e la piazza Maggiore con San Petronio, poi di corsa di nuovo verso la stazione passando ormai senza fiato davanti a quella sala d’aspetto di seconda classe, mandata in frantumi dalla valigetta piena di esplosivo, poi giù nel sottopassaggio per non perdere la coincidenza per Imola.
Eccellenza didattica, essendo uno degli atenei migliori al mondo, laboriosità ed accoglienza incomparabili hanno sempre fatto della città felsinea il luogo ideale dove sognare e raggiungere i propri obiettivi e, fino a quel sabato di 25 anni fa, nessuno avrebbe mai potuto immaginare un attentato del genere.


Quel 2 agosto è stato il più grave atto di terrorismo della nostra storia repubblicana e ha lasciato, lascia e lascerà per sempre un ricordo misto di rabbia ed orgoglio dentro quelle persone che hanno vissuto, anche solo per qualche anno, in quella zona di Bologna; la moltitudine di persone di ogni età, donne e uomini di ogni razza e ceto sociale, che per lavoro o diletto ha fatto fermata in città, non è potuta rimanere indifferente all’aria che si respirava a quei tempi, un mix di laboriosa sobrietà culturale dovuta alle varie sinergie dei luoghi e delle persone che ci vivevano.
Disse la madre di una delle vittime: “I terroristi hanno commesso un solo errore, compiere la strage a Bologna”, e forse è vero. I responsabili dell’attentato dinamitardo credevano di “cominciare un nuovo inizio” ma la strage alla stazione di Bologna è invece stato l’ultimo atto di quella “strategia della tensione” iniziata tempo addietro con Piazza Fontana (1969), sequestro Aldo Moro (1978) e omicidio Pecorelli (1979), ovvero anni di delitti (e misteri) perfetti nella loro criminale imperfezione dove l’obiettivo non si esaurì nell’istante dell’esecuzione ma produsse i propri frutti migliori nel tempo che seguì, sotto forma di ricatti e veleni da capitalizzare e gestire che provocarono altri misfatti sia politici che giudiziari.
Dopo la strage alla stazione di Bologna invece quest’albero genealogico di guai non ebbe seguito, i neofascisti Giusva Fioravanti, la Mambro e Ciavardini furono identificati come responsabili la strage e, malgrado episodi di depistaggio, per questo condannati.


Bologna “la dotta” e antifascista, laboratorio globale d’eccellenza a 360 gradi, tanto culturalmente multirazziale quanto vetrina artigianale felsinea: ecco forse il motivo della scelta da parte dei terroristi neofascisti, in essi vi era la volontà di eliminare uomini e donne di quella zona e ciò che essi rappresentano.
La missione del corteo dei parenti delle vittime della strage ricorda ogni anno a quelli che hanno vissuto quella tragedia, ma soprattutto alle nuove generazioni, che la strada da seguire invece è di tutt’altra natura ed insegna ad avere successo nella vita civile e democratica senza svaporarsi sulla pedana delle folli ideologie e avversando i pazzi disegni criminali come quelli che hanno causato la strage alla stazione di Bologna.


(2 agosto 2015)



 

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