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giovedì 3 settembre 2015

Analisi calciomercato Milan: il “vorrei ma non posso” rossonero

Come ogni anno siamo giunti alla fine del mercato. Molte squadre si sono rafforzate, altre si sono indebolite. Oggi però analizziamo il mercato di una delle big (o meglio, dovremmo dire ex big) d’Italia: il Milan.
Il Milan viene da due stagioni mediocri, non proprio all’altezza del nome della società. Sono state molte le delusioni negli ultimi anni, a partire dalle cessioni di Ibrahimovic e Thiago Silva fino ad arrivare al decimo posto della scorsa stagione, quella più negativa dell’era Berlusconi.


Rifondare è la parola più usata dal tifoso milanista negli ultimi tempi, ma anche la parola che era più nell’aria nei pressi di Milanello. A tutto questo si aggiunge un Berlusconi motivato, anche grazie alla cessione delle quote societarie (circa 480 milioni di euro) a Mr Bee, broker thailandese, pronto a far ritornare il Milan ai vecchi fasti gloriosi. “Voglio un Milan che torni ad essere padrone del gioco”: dice Berlusconi e da lì cominciano le prime voci di mercato. Si parla di un Milan pronto a investire grandi cifre di mercato, circa 100-150 milioni e a prendere come allenatore Carlo Ancelotti, reduce da un esonero (immeritato) a Madrid, sponda Real.
I tifosi sono molto eccitati, vedono finalmente la luce dopo anni di ombre e figuracce. Ma ecco la prima delusione, Ancelotti rifiuta e il Milan rimane a bocca asciutta. Ecco che la scelta del tecnico ricade su Mihajlovic, serbo ex Inter (allenatore in seconda di Mancini) e reduce da due stagioni alla Sampdoria. La notizia viene accolta con molto scetticismo, i tifosi non vogliono un ex interista come allenatore, ma pian piano grazie al suo carisma, il serbo riesce a farsi apprezzare.


I primi nomi fatti sono tre: Jackson Martinez, Ibrahimovic e Kondogbia. Tre top player, colonne portanti del Milan che verrà. Per Martinez sembra tutto fatto, 35 milioni al Porto, per Kondogbia lo stesso, circa 40 milioni al Monaco, i tifosi vanno in delirio, soprattutto perché una delle notizie che più si fa sentire è: Ibra pronto a tornare. Il Milan sembra essere tornato quello di un tempo, tre top player sono in procinto di vestire rossonero, finalmente! Ma è soltanto un’illusione, nel giro di tre giorni Martinez finisce all’Atletico Madrid, Kondogbia viene soffiato dai cugini neroazzurri e il Paris Saint-Germain è intenzionato a tenere lo svedese.
A quel punto il Milan ripiega su: Bacca, attaccante ventinovenne del Siviglia, Luiz Adriano punta dello Shakhtar Donetsk e Bertolacci, centrocampista appena riscattato dalla Roma. Spesa totale: 58 milioni di euro, forse troppi, ma i tifosi e la stampa sembrano fiduciosi. Il Milan è alla ricerca di un difensore, si fanno diversi nomi: Laporte e Romagnoli su tutti. Mihajlovic è convinto: Romagnoli farà fare il salto di qualità in difesa. Ed inizia una telenovela durata circa un mese, dove alla fine il Milan riesce a strappare Romagnoli alla Roma per 25 milioni di euro in 5 rate da 5 milioni l’una.
Grande colpo del condor Galliani, ma adesso è essenziale un regista, qualcuno che sappia impostare, che sappia verticalizzare, qualcuno insomma che manca al Milan dal 2011. Gli obiettivi sono due: Witsel e Soriano, il secondo voluto fortemente dal tecnico serbo che l’ha allenato a Genova. Il Milan però non riesce ad accordarsi con la Samp dopo giorni di trattative, si accorda invece con il Genoa per Kucka per circa 3 milioni. Nel mezzo arriva un clamoroso colpo di mercato: torna Balotelli in prestito secco dal Liverpool, scommessa di Galliani, che prende Balo al posto di Ibra. Le prime due partite di campionato hanno fatto vedere un gioco molto scadente e la mancanza di un regista. Parte l’assalto a Witsel, che si concretizza con un nulla di fatto.



Bilancio del mercato
Sono stati spesi 86 milioni sul mercato per avere una squadra incompleta: era fondamentale comprare un regista, qualcuno che possa dare un’identità di gioco alla squadra. Si registrano troppi soldi spesi (soprattutto per Bertolacci), buon giocatore ma non ancora un top player. Andava fatto un grosso investimento sul centrocampo, per valorizzare al meglio un attacco formato da due diamanti come Bacca e Luiz Adriano che andrebbero serviti al meglio e che invece faranno fatica per tutta la stagione. È il mercato delle seconde scelte: da Ibrahimovic a Balotelli, da Kondogbia a Bertolacci, da Jackson Martinez a Luiz Adriano; questo è un piccolo fallimento per Galliani, che sembra ormai troppo “saturo” per gestire una carica così importante. Sul web sta spopolando un hashtag: #GallianiVattene. I tifosi ringraziano Adriano Galliani per tutto quello di buono che ha fatto in questi anni per il Milan, ma adesso sono stufi. Voto mercato 5.


Giovanni Lorenzano
(3 settembre 2015)



Il libro: scrigno prezioso ed abisso senza fine

Cos’è un libro? E perché leggerne uno? Per William Shakespeare un libro “è prezioso quanto uno scrigno di gioielli e che la sua lettura apre le porte di un abisso senza fine”.
Gli uomini scrivono libri e leggono libri fin dai primordi della civiltà umana. Forse resta pur sempre un luogo comune affermare che i libri aprono la mente e danno una visione sempre più ampia e profonda della realtà che ci circonda, tuttavia tale affermazione risulta un ottimo antidoto contro l'indifferenza, l'ambiguità, l'ignoranza e i pregiudizi che si annidano da sempre in qualsiasi società.


Se il libro non fosse mai stato pensato, concepito e creato, come sarebbe mai stato l'uomo? Migliore? Peggiore? Diverso? Domande alle quali è difficile dare una risposta, anche per il fatto che i libri non hanno mai impedito guerre, violenza, sopraffazione, ingiustizie, torture, distruzione, miseria e povertà. La lettura di un libro è, di certo, un aiuto fondamentale per affinare la mente e l'anima, per coltivare lo spirito e soprattutto per capire e voler capire ancora e ancora, e rendersi conto che esistono gli altri così come esistiamo noi stessi con tutte le nostre paure, i nostri dubbi, la nostra ansia di fare nuove scoperte, la nostra strana ed enigmatica complessità.


Nei periodi di oscurantismo intellettuale non sono mai mancati i roghi di libri in pubbliche piazze o in luoghi appositamente preposti allo scopo. Si mirava alla distruzione “fisica” del libro perché lo si percepiva, apertamente e forse inconsciamente, come una minaccia, quasi una sorta di “agente” pericoloso che è in grado di sconvolgere, di cambiare, di abbattere muri, fortezze, realtà consolidate, privilegi atavici e barriere ritenute insormontabili nonché tabù con radici nel sacro e nel soprannaturale.


Oggi si leggono i libri, e si ha coscienza o si comprende che cos'è un libro? Si leggono molti libri, forse come si indossano molti abiti nel corso della settimana o del mese per ogni circostanza e per ogni evento che lo richiede: così, senza dare troppa importanza alla cosa, quale gesto di routine imprescindibile come tanti altri gesti. “Un libro deve essere come un'ascia che spacca il mare ghiacciato che è dentro di noi”: parole forti di Franz Kafka, partendo dalle quali si può iniziare a prendere seriamente coscienza e a comprendere cos'è un libro. Se leggere l'Amleto o il Macbeth o soltanto un sonetto di William Shakespeare ci fa piangere o gioire, arrabbiarci o meditare e "sentire" come un colpo d'ascia che spacca il nostro cuore e la nostra mente "ghiacciati", allora possiamo davvero tentare di dare una risposta alle due domande iniziali.


Francesca Rita Rombolà
(3 settembre 2015)



La lotta contro lo Stato islamico in Iraq e Siria

Nelle prime ore di ieri diciotto lavoratori di nazionalità turca che lavoravano alla costruzione di uno stadio di calcio sono stati rapiti a Sadr City, un quartiere a maggioranza sciita che si trova ad est della capitale dell’Iraq, Baghdad; secondo l’emittente Al Jazeera, sarebbero stati rapiti anche tre cittadini iracheni.


Secondo fonti delle forze di sicurezza irachene, gli operai sarebbero stati prelevati verso le cinque del mattino da guerriglieri vestiti di nero e pesantemente armati, arrivati a bordo di circa venti pick-up o camioncini che hanno usato per fare irruzione nel cantiere. Non è la prima volta che cittadini turchi vengono rapiti in Iraq; l’anno scorso ostaggi turchi vennero rapiti da combattenti islamisti nel Consolato turco di Mosul quando la città cadde nelle mani del Califfato. Dopo tre mesi di prigionia e lunghe ed estenuanti ore di trattative, negoziazioni e colloqui condotti nel più stretto riserbo, i turchi vennero finalmente rilasciati ma l’immagine del governo di Ankara ne uscì irrimediabilmente danneggiata.


Il rapimento dei cittadini turchi potrebbe essere un segnale di sfida del Califfato nei confronti di Ankara, dopo che Erdogan ha concesso ai militari della coalizione internazionale l’uso della grande base aerea di Incirlik per compiere raid contro lo Stato islamico in Siria.
La situazione in Iraq rimane molto tesa e continuano gli scontri non solamente con i militanti dell’ISIS, ma anche con le milizie dei tanti signori della guerra che si contendono il monopolio dei traffici illegali approfittando della situazione di caos che regna nel Paese.
Anche in Siria la situazione è grave: miliziani dell’ISIS si stanno facendo strada nei quartieri periferici della capitale Damasco scontrandosi con l’esercito regolare e i ribelli anti islamisti. Se dovessero prendere il controllo delle periferie, i jihadisti potrebbero in breve tempo arrivare al centro della capitale e prendere definitivamente il potere in Siria. Al confine con la Turchia si sono registrati violenti scontri tra jihadisti e militari turchi; un militare sarebbe morto ed un altro sarebbe disperso mentre, nella provincia di Sirnak, un medico ed agente di polizia sono rimasti uccisi in un attacco dei militanti del PKK.


La stabilizzazione di Iraq e Siria è ancora lontana; gli Stati Uniti avrebbero avviato una missione segreta guidata dalla CIA, dal Joint Special Operations Command (JSOC) e dal Counter-Terrorism Committee (CTC), con l’ausilio della National Security Agency, proprio per rintracciare ed eliminare il maggior numero possibile di comandanti jihadisti ed evitare così attentati non solo in Medio Oriente ma anche in Occidente.


(3 settembre 2015)


mercoledì 2 settembre 2015

Kenn Colt torna in Italia: il 31 ottobre all'Orsa Maggiore di Lecco

Kenn Colt è uno dei giovani deejay più apprezzati e famosi dell’electronic dance music (EDM) a livello mondiale. Il dj e produttore discografico belga ha conquistato il mondo EDM durante l'edizione 2014 di Tomorrowland, il rinomato festival musicale che si svolge a luglio in Belgio dal 2005 ed è organizzato dalla ID&T nel vasto parco De Schorre vicino alla cittadina di Boom. Kenn Colt, all'anagrafe Kennet Claes, ha partecipato con successo anche all'edizione 2015 di Tomorrowland.


Nel nostro Paese la star internazionale dell'EDM, che è rappresentata dall'Alchimy Group International del manager dei vip Christian Di Maggio, si è già esibita al MIA Clubbing di Porto Recanati, al Goccia Visionnaire di Schiavonea, alla Brocca Ritmoteque di Peschici, all'Orsa Maggiore sul Lago di Lecco e tanti altri locali. Il 31 ottobre prossimo Kenn Colt tornerà in Italia per incantare e far scatenare il popolo della notte dell'Orsa Maggiore. Una serata che si preannuncia spettacolare visto che ci sarà in consolle anche un altro giovane e talentuoso artista: il deejay e produttore discografico polacco Tom Swoon.


Restate sintonizzati su Prima Pagina on line per conoscere tutte le ultime news e indiscrezioni su Kenn Colt!


Domenico Giampetruzzi
(2 settembre 2015)





 

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