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30 aprile 2016

Il terremoto del centrodestra a Roma (e non solo)

La guerra interna al centrodestra sembra non avere per ora né vincitori né vinti. La scelta dell’ultim’ora di Berlusconi di mettere da parte la candidatura di Guido Bertolaso al Campidoglio, e di appoggiare Alfio Marchini, ha destato un forte scompiglio nella coalizione. Berlusconi ha sottolineato come da subito lui avesse intenzione di appoggiare Marchini, incontrando però la contrarietà di Giorgia Meloni. Così è stata proposta la candidatura di Guido Bertolaso, ex capo della Protezione civile. A quel punto è stato Matteo Salvini a mettersi di traverso, giudicandolo un nome troppo debole. Per un momento il centrodestra ha avuto in campo tre candidati: Bertolaso, Meloni, Marchini, anzi quattro se si considera anche Storace.


Teoricamente l’esclusione di un candidato accresce le probabilità di vittoria, nella pratica questa mossa, a poco più di un mese dal voto, accresce la tensione nel centrodestra e certifica la volontà di Berlusconi di ostacolare con ogni mezzo l’affermazione del duo Salvini-Meloni alla guida del centrodestra. Perciò il sostegno a Marchini va letto non solo in una logica locale, ma anche in una logica nazionale, in cui si scontrano due tipi di destra. La prima, quella più centrista e liberale rappresentata da Berlusconi, è stata vincente fino all’avvento della crisi economica. Attualmente soffre molto dal punto di vista elettorale non solo per il tramonto della figura di Berlusconi nella scena politica, ma anche per altri aspetti. La crisi economica ha portato ad una maggiore radicalizzazione di una parte dell’elettorato, che si è riconosciuto nella nuova offerta politica di Salvini. Un’altra parte di elettori, quella che è rimasta più centrista, o ha continuato a votare Berlusconi o ha abbracciato il rinnovamento del PD operato da Renzi. Altri ancora sono finiti nel buco nero dell’astensione. La seconda destra è quella più estrema di Salvini e Meloni, per vent’anni rimasta minoritaria sotto Berlusconi, oggi invece divenuta maggioritaria. La destra della Lega e di Fratelli d’Italia sta tentando in ogni modo di “rottamare” Berlusconi. La discesa in campo della stessa Meloni per le elezioni romane va esattamente in questa direzione. Un eventuale successo della Meloni sul candidato sostenuto da Berlusconi equivarrebbe ad un inizio della rottamazione del centrodestra. Perciò Berlusconi si sta ribellando con forza a questo scenario, preferendo un candidato un po’ anomalo come Marchini pur di non appoggiare la Meloni. Marchini è sì un imprenditore telegenico, come lo era Berlusconi, ma ha un passato familiare nel PCI difficile da digerire per la destra più radicale.


Dietro gli appelli di Berlusconi all’unità politica si cela, in realtà, il desiderio di continuare a mantenere le redini della coalizione, ma non avendo più le energie e la forza elettorale di una volta. Uno spostamento a destra della coalizione, secondo Berlusconi, la relegherebbe a forza di opposizione senza prospettive. Ma anche un centrismo indistinto è senza prospettive, come dimostra la sparizione di molti partitini di centro. La soluzione migliore sarebbero le primarie, ma anch’esse molto probabilmente condurrebbero ad una rottamazione di Berlusconi. Quindi il centrodestra resta in un limbo, dal quale non si sa quando uscirà.


Gloria Gattoni

Sistema immunitario: come funziona e come regolarlo

Il sistema immunitario è il sistema difensivo di cui ognuno di noi è dotato; il suo nome deriva dal termine latino Immunis che significa “libero da”. Esso è costituito da un complesso di cellule che comunicano tra loro attraverso sofisticati sistemi biochimici: la sua efficacia non dipende da quanti linfociti, macrofagi o anticorpi sia in grado di produrre ma piuttosto dalla capacità che queste cellule hanno di riconoscere le molecole estranee al nostro corpo e di informare l'organismo della loro presenza consentendogli di attivare le difese specifiche.


Ma come fa il sistema immunitario a riconoscere ciò che è estraneo al nostro corpo? Prima di tutto deve saper individuare le molecole proprie dell'organismo, quindi il suo compito è di distinguere il buono dal cattivo. Ma quando questo delicato meccanismo di riconoscimento risulta difettoso si può andare incontro a due opposte manifestazioni:

- Iperimmunità: Produzione di troppi anticorpi, che può scatenare malattie autoimmuni, dove i troppi anticorpi agiscono contro cellule e tessuti propri e allergie;
- Ipoimmunità: Carenza di anticorpi, che può provocare infezioni batteriche, virali, tendenza allo sviluppo di tumori.



Inoltre alla base di una malattia non c'è solo una causa esterna, ma ci deve essere anche un terreno organico predisposto ad ammalarsi. Il sistema immunitario è profondamente influenzato dal nostro sistema psichico che raccoglie e analizza le emozioni dal nostro sistema nervoso che mette in comunicazione parti distinte e lontane del nostro corpo.
Infatti un atteggiamento negativo può influenzare il sistema immunitario così come un atteggiamento positivo può incrementare la capacità difensiva del nostro organismo, quindi per esprimere al meglio le capacità difensive il corpo deve essere ripulito da eventuali stadi di intossicazione poiché quanto maggiore è la quantità di tossine, presenti tanto più difettosa è l'attività del sistema immunitario. È consigliato quindi depurare il corpo con il drenaggio per far sì che il sistema immunitario funzioni al meglio.


Ambra Leanza

29 aprile 2016

Presentato nella capitale il nuovo progetto "Crescere a Roma"

Che fare per ottenere il bonus bebè? Sono ancora in tempo per iscrivere il mio piccolo alla scuola materna? Come scegliere il pediatra di famiglia o la baby sitter, che mi lascerà finalmente un po’ di tempo libero? Sono soltanto alcune delle domande, alle quali lo straordinario progetto “Crescere a Roma”, patrocinato dalla Regione Lazio, ha cercato di rispondere, pensando ad un aiuto concreto, anzi ad un vero e proprio “kit di sopravvivenza” per genitori e bambini da 0 a 12 anni.



Il DVD, che sarà distribuito in 10.000 copie gratuite negli studi medici pediatri aderenti alla FIMP Roma, aiuterà i genitori a muoversi nella “giungla” burocratica, sanitaria e ricreativa della capitale. A quasi due anni di distanza, reduci dal successo di Nascere a Roma, che era una guida di orientamento alla scelta dell’ospedale in cui partorire, la società di produzione Studiomaker di Sara Ricci e la Leeloo, società di comunicazione di Francesca Romana Gigli e Patrizia Notarnicola, tornano a lavorare insieme, con l’intento di informare, al meglio, le famiglie sulla vasta gamma di servizi e iniziative promosse dall’Urbe. In occasione della Settimana mondiale per l’immunizzazione 2016, ieri mattina, presso la Sala Di Liegro di Palazzo Valentini a Roma, è stato presentato il progetto, supportato dal Policlinico A. Gemelli, dalla FIMP (Federazione Medici Pediatri Italiani) e dalla FIDAL (Federazione Italiana di Atletica Leggera). All’atteso evento, moderato dal giornalista di Skytg24, Gianluca Semprini, sono intervenuti, tra i tanti presenti in sala: Rita Visini, assessore alle Politiche Sociali della Regione Lazio, la quale ha spiegato le misure del Pacchetto Famiglia, un piano regionale che con nuovi strumenti di assistenza, rimette al centro delle istituzioni l’importanza delle persone e delle loro necessità; le ideatrici Patrizia Notarnicola, Francesca Romana Gigli e Laura Ricci; il regista Luigi Rotondi, la dott.ssa Stefania Iannazzo, dirigente medico delle professionalità sanitarie, il dottor Costantino Romagnoli, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Neonatologia del Policlinico Gemelli, Teresa Rongai, segretario della Federazione italiana medici pediatri e il dott. Dino Ponchio della FIDAL (Federazione Italiana di Atletica Leggera).



Durante la presentazione sono state proiettate anche alcune parti del dvd (costituito da cinque divertenti e pratici capitoli: “Mamma mia … Salvami dalla burocrazia!”, “Crescere Sani”, “Pronto soccorso”, “Alimentazione e stili di vita” e “La città dei bambini”), che è stato definito dallo stesso regista Luigi Rotondi come un naturale seguito dei contenuti extra del precedente Nascere a Roma, in cui vi era una sorta di guida, che suggeriva ai neogenitori come comportarsi nei primi mesi di vita del neonato. La giornalista Francesca Romana Gigli ha, ironicamente, presentato il progetto come un’alternativa al Dottor Google, al quale purtroppo la stragrande maggioranza degli Italiani si rivolge continuamente, senza pensare ai rischi e alle conseguenze che l’uso massiccio del web talvolta  comporta. Crescere a Roma, al contrario, si avvale di un personale altamente qualificato e autorevole, che mira ad occuparsi dell’educazione alimentare e più genericamente dello stile di vita del bambino. “Naturalmente non potevamo non suggerire ai genitori come far divertire i più piccoli in una grande città come Roma, perché anche il tempo libero gioca un ruolo fondamentale nella formazione dei nostri figli!” ha spiegato una delle ideatrici, Laura Ricci. Il progetto è stato, infatti, realizzato con l’appoggio di Cinecittà Si Mostra, Centrale del Latte di Roma, PAM Panorama e del Bioparco di Roma, che sono soltanto alcuni per altro dei luoghi raccontati nell’ultima parte del DVD, che vede protagonista il giovanissimo esploratore Leonardo. Accanto a queste aziende, tante altre, tra le quali FORD, Novo Nordisk, Sanofi Pasteur MSD, perché la forza di Crescere a Roma sta proprio nella collaborazione di più enti specializzati, che insieme hanno contribuito, mettendo in campo le singole potenzialità e capacità, per garantire ai bambini le opportunità migliori per il proprio sviluppo. Perché pensare ai più piccoli, rispettandone però i dovuti tempi di crescita, significa gettare basi sane e forti per il nostro futuro, affinché quest’ultimo non sia, non dico malandato, ma nemmeno troppo assonnato. “Un’iniziativa a misura di bambino”, come l’ha chiamata la produttrice e giornalista Patrizia Notarnicola, cui seguirà un altro ambizioso progetto, già in cantiere, destinato ai genitori degli adolescenti romani, che ci fa piacere condividere con i nostri lettori.


E se i pompieri appiccassero il fuoco?

Appena sessantuno anni fa sul secondo, terzo e quarto numero della nascente rivista Playboy veniva pubblicato a puntate Fahrenheit 451 che sarebbe diventato poi il capolavoro dello scrittore statunitense Ray Bradbury (scomparso quattro anni fa). Quello che un anno dopo verrà pubblicato in Italia come Gli anni della Fenice da mezzo secolo è considerato un cult per gli amanti della fantascienza distopica, cioè quel filone letterario che immagina società fittizie o comunità altamente indesiderabili o spaventose (spesso ambientata nel futuro) nelle quali alcune tendenze sociali, politiche e tecnologiche avvertite nel presente sono portate a estremi negativi.


Il protagonista del romanzo è Guy Montag che di mestiere fa il pompiere in un mondo dove gli incendi, anziché essere spenti, vengono appiccati. Montag e i suoi compagni scovano i cittadini “sovversivi” che custodiscono libri (vietati), allo scopo di bruciarli - a volte anche assieme ai proprietari riottosi - ed eliminarli definitivamente. È la legge.
L’incontro con una donna sconosciuta fa scattare in Montag la voglia per un mondo diverso da quello in cui è sempre vissuto, soffocato dal controllo di un governo totalitario e offuscato dalle tenebre della società tecnologica imperante in cui la televisione è l’unico mezzo autorizzato di comunicazione. Nel mondo di Montag i libri sono ritenuti “fucili carichi”, potenziali pericoli per la mente dell’uomo, “ami” con cui non si può “pescare” altro che l’infelicità. Annientare la cultura, condizionare il pensiero può preservare la felicità? Apparentemente sì, ma tutto ciò non fa altro che alienare l’esistenza di ciascuno che, pur credendosi felice, in realtà non lo è.


Montag inizia così a prendere coscienza di sé e del mondo che lo circonda e, grazie all’aiuto di Faber, un vecchio professore incontrato al parco parecchi anni prima, dà inizio alla propria ribellione contro il modello di società in cui vive e contro il Governo. Il protagonista comprende che il vero scopo dei militi del fuoco è evitare che il popolo, per mezzo dei libri, si crei una propria mentalità, rifletta autonomamente e non si lasci condizionare. “Sapere è potere”.
Rischiamo anche noi di fare la stessa fine?






Leggi gli articoli di “Scienza e Tecnologia” di Paolo Antonio Magrì sul blog Frittura di Paranza.




“Mi hanno rimasto solo” al teatro della Cometa di Roma

Il nuovo spettacolo di Michele La Ginestra, Mi hanno rimasto solo, è in scena al teatro della Cometa fino all’8 maggio, uno spettacolo divertente e profondo dove l’attore è su un palcoscenico vuoto e racconta al pubblico la sua storia, il suo sogno: “Poter interpretare ogni sera un personaggio diverso”.


Il teatro diventa un tutt’uno col pubblico, diventa un luogo reale, un luogo magico che ascolta il protagonista di questa storia e gli offre ciò che gli serve: testi, costumi e musiche. Il protagonista dello spettacolo è rimasto solo in un teatro, dimenticato da tutti. L’unica sua possibilità di sopravvivere alla solitudine è di impegnarsi in una recita che ogni sera è diversa, ogni sera un personaggio diverso, anche con i pochi mezzi che ha a disposizione egli può inventarsi qualcosa da recitare, per sognare, per riscattare una vita da anonimo dello spettacolo. Ogni sera il personaggio recita la frase “mi hanno rimasto solo”, che è poi la memorabile frase detta da Vittorio Gassman nel film L’audace colpo dei soliti ignoti. Il protagonista racconta che, dopo aver recitato nei panni di Ciampa nel Berretto a sonagli, è rimasto chiuso nel teatro ormai vuoto, teatro che lui rianima ogni volta che recita.


Michele La Ginestra dà vita a vari personaggi per raccontare la storia del suo protagonista e coinvolge il pubblico in questo sogno e magia che è il teatro. L’attore è accompagnato sul palco dal pianista Paolo Tagliapietra che sottolinea tutti i passaggi più importanti dello spettacolo con l’aiuto anche di tre coriste eccezionali, quali sono Alessia Lineri, Irene Morelli e Alessandra Fineo, due soprani e un contralto che punteggiano le musiche con le loro voci. Il pubblico assiste a vari personaggi rivisitati da La Ginestra come l’irresistibile Archimede, oppure come lo svampito Leonardo, inserendo anche alcuni passi di celebri fiabe per bambini naturalmente riviste dalla grazia dell’attore e anche accennando al suo personaggio visto nella trasmissione televisiva Colorado, dove recita Don Michele che dà strampalati consigli ai suoi parrocchiani.
Mi hanno rimasto solo è davvero uno spettacolo bellissimo e pieno grazie alla verve di La Ginestra sempre umile e confidenziale con il suo pubblico. La Ginestra è un attore bravissimo che regge da solo il palcoscenico con uno spettacolo ben curato e con un messaggio di speranza per tutti: nella vita ci si può sempre reinventare.


 

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