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martedì 30 settembre 2014

Sostiene De Magistris

Cicuta o abiura? Resistere o abdicare? Sono tante le domande che ruotano attorno alla vicenda De Magistris. Dopo la condanna a un anno e mezzo per abuso d'ufficio in merito all'inchiesta Why Not, di certo i commenti bi partisan, non vengono a mancare.
"Non si dimette, attacca la magistratura, è come Berlusconi", recitano appassionatamente in coro coloro che, curiosamente, considerano l'ex cavaliere interlocutore primario per le riforme. 


"Si dimetta, ha abusato del proprio ruolo", è invece il ritornello di chi ha considerato sinora la rossa magistratura "un cancro da estirpare".Tra uno starnazzamento e l'altro veniamo però ai fatti. Ripartendo dalla tanto discussa vicenda Why Not: siamo a Lamezia Terme e la Why not, azienda di outsourching che fornisce alla regione Calabria lavoratori specializzati nel settore informatico, finisce nel mirino della Procura di Catanzaro. L'ipotesi di reato è la creazione di un gruppo di potere trasversale tenuto insieme da una loggia massonica coperta, giornalisticamente nota come "La Loggia di San Marino". Da qui le indagini dell'allora Pm De Magistris e del proprio consulente Gioacchino Genchi, che dopo aver iscritto nel registro degli indagati 26 persone, tra cui Luigi Bisignani, consulente della Ilte spa, , il generale Paolo Poletti, capo di Stato Maggiore della Guardia di Finanza, Nicola Adamo (Ds), in quella fase vicepresidente della Regione Calabria, Mario Pirillo (ex-Margherita, poi Partito Democratico Meridionale), assessore regionale all'agricoltura, il consigliere regionale dei Ds, Antonio Acri, incappano casualmente nei parlamentari Prodi, Mastella, Rutelli, Pisanu, Gozi, Minniti, Pittelli e Gentile.Motivo per cui De Magistris e Genchi vengono accusati di aver acquisito tabulati telefonici, senza averli prima richiesti al Parlamento, violando così la legge Boato. Gli inquisitori dimenticano però un piccolo - grande dettaglio: come avrebbero fatto i due a stabilire in anteprima che proprio quei tabulati, rinvenuti fortuitamente da altre conversazioni, corrispondessero ai numeri di telefono dei parlamentari? Concetto evidentemente non compreso dalla maggior parte della stampa, la quale accusa De Magistris e Genchi di essersi avvalsi di intercettazioni illegali attraverso il cosiddetto "archivio Genchi". Niente di più falso: il processo non ha riguardato infatti nessun archivio, considerato regolare nel momento in cui ogni consulente può ricevere tabulati e intercettazioni da diverse procure per indagare su eventuali reati, bensì esclusivamente tabulati telefonici, ovvero elenchi di numeri di utenze a contatto, in entrata e in uscita, con i telefoni degli indagati. 


Un ruolo centrale nella vicenda la gioca poi l' imprenditore Antonio Saladino, allora presidente della Compagnia delle Opere della Calabria, il quale viene intercettato al telefono con Clemente Mastella, all'epoca dei fatti ministro della giustizia del governo Prodi 2. E proprio l'esponente dell'Udeur chiede al Consiglio superiore della magistratura il trasferimento di De Magistris: il CSM dapprima rimanda la decisione a dicembre 2007, ma alla fine, sia de Magistris che i suoi collaboratori vengono rimossi dall'inchiesta, creando di fatto un grave conflitto, senza precedenti, tra le Procure di Salerno e Catanzaro. A questo si aggiunga infine un'inquietante telefonata avvenuta tra Giuseppe Chiaravalloti, ex presidente della Regione Calabria e Giovanna Raffaelli, sua segretaria. I due al telefono parlano del pm partenopeo, nonchè futuro primo cittadino di Napoli: "Questo è un pagliaccio, ha scomodato e dato fastidio a un sacco di gente, clamore mediatico. Se Dio vuole che le cose vadano come devono andare… Lo dobbiamo ammazzare… gli facciamo le cause civili per risarcimento danni e ne affidiamo la gestione alla camorra napoletana." 


E infine la profezia del governatore: "Va bè  ma c’è quel principio… quella sorta di principio di Archimede che ad ogni azione corrisponde una reazione e mò siamo tanti così tanti ad aver subito l’azione che quando esploderà la reazione sarà adeguata.
Bene fa dunque De Magistris ad andare avanti. Bene fa De Magistris a non arrendersi e a dichiarare che a breve renderà pubblici i verbali su quelli da lui definiti poteri forti. Bene fa De Magistris a domandarsi perchè la Procura di Roma abbia emesso una sentenza per mano di un giudice, Achille Toro, coinvolto nei fatti del G8. Bene fa De Magistris a non bere una cicuta intrisa di ipocrisia e malaffare. In attesa di un appello che stabilirà finalmente che non è il sole a girare attorno alla Terra, bensì il contrario.

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(30 settembre 2014)


Villagrande Strisaili: un pezzo di mondo dove respirare è più facile

Ogni giorno ci si ritrova qui a discutere di quanto sia salutare bere tre - e solo tre - caffè al giorno, dell’autostima da migliorare con l’ipnosi, del rischio ictus e infarto e di come – qualche studio americano condotto su larga scala è sempre pronto a dare i suoi frutti – si possa dimezzare il pericolo con chissà quali segreti tanto stravaganti quanto utili, della piaga della depressione, dei disturbi alimentari e chi più ne ha più ne metta.


La verità è che vi ho più volte seccato con i miei decaloghi di consigli su come vivere bene senza darvi una notizia fondamentale: l’unica vera, autentica, garanzia di salute è l’essere di Villagrande Strisaili. Ebbene sì: questo paesino, attraversato da numerosi corsi d’acqua e affiancato dal Gennargentu, detiene la maggior concentrazione di ultracentenari in proporzione alle nascite. Non è inusuale uscire di casa ed incontrare un 90enne che, barcamenandosi tra strade strette e macchine parcheggiate un po’ a caso, guida felicemente verso la rotta di casa. Non è strano che una nostra prozia, anch’essa 90enne, ci inviti a bere un caffè in quel salotto dove – si sa, qui siamo ospitali – caffè ne sono stati offerti tanti. E non è bislacco, qui, essere invitati, di tanto in tanto, alla festa di compleanno di qualcuno che, con piglio saggio ma soddisfatto, spegne la candelina con il numero 100.


È vero: le abitudini alimentari e la nostra dieta mediterranea sono un pilastro portante di questa esaltata longevità; se a nostra nonna – lei che da una vita imposta la sveglia con il gallo alle 5 del mattino per preparare certe prelibatezze che ingrasso solo a pensarci - raccontassimo di ciò che si mangia al McDonald’s sverrebbe, e sono orgogliosa se penso che i nostri bambini sono ancora attratti da cibi pressoché sani; ma, scusate, mi rifiuto di pensare che questa nostra perla sia dovuta solo a come e quanto bene si mangia. Non so, ci deve pur essere qualcosa in questa aria buona, e in questo modo che abbiamo di essere tutti un po’ una grande famiglia. Sarà che ora ci sono solo io, il mio cane e la tv con il muto ma che, se mi affacciassi alla finestra, faticherei a sentirmi sola: in ogni piccola luce ancora accesa che si osserva c’è qualcuno, più o meno conosciuto, che riuscirebbe anche solo con una frase a farti sentire circondata di amore.


Sarà che respirare qui è così naturale – soprattutto in quelle sere d’estate dove altrove si muore di caldo e qui c’è una brezza leggera – che viene da pensare come facciano, nelle grandi città, a sentirsi liberi sotto una cappa di fumo, e smog, e odore di spento: qui, lo sguardo rivolto verso la cupola del cielo, si inala aria pura. Sarà che le strade pullulano, nei pomeriggi primaverili, di biciclette e nell’aria si espande quel rumore di risate, di scherzi, di bimbi… di bello. Sarà che se, di domenica sera, ti finisce il prezzemolo puoi sempre affacciarti alla finestra per chiederlo al vicino di casa. Sarà che ho 23 anni e una manciata di mesi e posso dire di non aver mai – mai – ricevuto un no ad una richiesta, anche silenziosa, di aiuto. E sarà che benché tutti pensino di voler scappare da un paese con sole 3300 anime alla fine chi ci riesce e parte lascia il suo cuore qui: lo si vede dagli sguardi spauriti, dalle espressioni corrucciate, dai musi e dai pianti, perché, checché se ne dica, questo posto lo amiamo un po’ tutti. E forse bisogna nascere di Villagrande Strisaili, per sentirsi di Villagrande Strisaili.


Come ogni altro paese del mondo ha la sua storia, le sue tradizioni, il suo clima, il suo dialetto, le sue bizzarre storie – di quelle che non ci stancheremo mai di sentire, seppur conosciute a memoria – e il suo essere unico, e particolare, e chiuso – perché no, mica è sinonimo necessariamente di arretrato. D’altronde proprio nel suo essere isolato dal mondo basa la sua vita.
Un piccolo paradiso dove respirare è più facile.


(30 settembre 2014)




Serie A, quinta giornata: Juventus e Roma a braccetto

Juventus e Roma si preparano al meglio allo scontro diretto della prossima giornata. Successi meritati negli anticipi al cospetto di Atalanta e Verona. Udinese e Sampdoria, immediatamente a ridosso, sono le grandi sorprese di inizio torneo. Milano appannata. Il tracollo interista fa rumore: l’1-4 subito in casa dal Cagliari di Zeman ridimensiona i piani di Walter Mazzarri. Alibi di poco conto l’espulsione di Nagatomo nel primo tempo: troppo repentino il crollo per non suscitare malumori.


Va un po’ meglio al Milan: a Cesena è pari in rimonta. Prestazione a due facce per i rossoneri, buoni nel primo tempo ed assai opachi nella ripresa. Sempre in zona Europa la Fiorentina coglie a Torino un punto prezioso nonostante le molte assenze in attacco. Prezioso e scacciacrisi anche il colpaccio del Napoli sul non facile campo del Sassuolo. Pari nello scontro salvezza fra Chievo ed Empoli. Il Palermo sprofonda in casa al cospetto della Lazio (tutti i gol qui).



Questo il quadro dei risultati della quinta giornata:

Atalanta - Juventus 0-3
Cesena - Milan 1-1
Chievo - Empoli 1-1
Genoa - Sampdoria 0-1
Inter - Cagliari 1-4
Palermo - Lazio 0-4
Roma - Verona 2-0
Sassuolo - Napoli 0-1
Torino - Fiorentina 1-1
Udinese - Parma 4-2




Classifica
Juventus 15
Roma 15
Udinese 12
Sampdoria 11
Inter 8
Milan 8
Hellas Verona 8
Napoli 7
Fiorentina 6
Lazio 6
Genoa 5
Torino 5
Cesena 5
Cagliari 4
Chievo 4
Atalanta 4
Empoli 3
Palermo 3
Parma 3
Sassuolo 3


(30 settembre 2014)



lunedì 29 settembre 2014

Il cous cous bolognese firmato Chiara Maci, professione foodblogger


Food blogger ormai conosciuta in tutta Italia, giurata alla trasmissione Cuochi e fiamme per ben sette edizioni, l’abbiamo vista a The Chef accanto a due grandi cuochi del calibro di Davide Oldani e Filippo La Mantia e ora si troverà sicuramente in qualche parte d’Italia ad assaggiare un paio di specialità da riportare poi nel suo blog.
Lei è la ragazza della porta accanto, quella dai capelli ramati, biondi, castani, a seconda del momento, quella del sushi ma anche dei tortellini e delle zucchine alla scapece. Lei è quella di Agropoli, quella di Bologna, quella di Milano, quella del mondo. 

Nel suo blog racconta: “Ho lavorato prima in agenzia di comunicazione, poi in azienda, nel marketing aziendale, poi ho mollato tutto e ho iniziato a cucinare. Cucino torte, da sempre. Cioccolatini, da quando mi sono licenziata. Tutto il resto, da una decina di anni. Prima per sopravvivenza fuori casa, poi per invitare gli amici a casa, a volte per farmi compagnia nei momenti di solitudine e infine per migliorarmi, sempre”.
Lei è Chiara Maci, o Macy per gli amici.
Simpatica, alla mano, sorridente, timida, Chiara è tutto questo e molto altro ancora.

Sabato 20 settembre alle ore 18.30 ci ha stuzzicato il palato con uno showcooking all’interno di una concessionaria poco fuori il centro storico di Bologna. Bologna, città dove vivono ancora i suoi genitori e città dove lei ha studiato. Una laurea in Giurisprudenza e una passione smisurata per il cibo si sono magicamente unite. Come lei stessa scrive: “Una laurea in Giurisprudenza per darmi un metodo, un master in Comunicazione per imparare a venderlo quel metodo, un lavoro nell'azienda televisiva dei miei sogni per capire che ci sono persone nate per non averlo, un metodo”. 


Lei lo ha trovato, quel metodo, o forse lo ha sempre avuto.
Armata di sorriso e di tutti gli ingredienti necessari per lo svolgimento della ricetta, Chiara è subito diventata una “di casa”. Ha voluto preparare un piatto semplice, veloce, moderno, ma allo stesso tempo autentico e genuino. Cous cous con gamberi e formaggio stracciatella, un pizzico di fantasia, pochi minuti e la cena è servita.

Ricetta:
- Gamberi freschissimi q.b.
- 1 arancia
- 1 lime
- 1 limone
- Zenzero
- Olio
- Pepe
- Sale
- 200 gr di cous cous
- Formaggio stracciatella q.b.


Preparazione:
Mettete in una pentola o in una ciotola 200 grammi di cous cous e 200 ml di acqua calda, ma non bollente. Aspettate qualche minuto. Intanto in un piattino ponete a marinare i gamberi con il succo dell’arancia, il succo del lime, poco succo di limone, un cucchiaio di olio extravergine di oliva, sale, pepe e un pizzico di zenzero grattugiato. Nel frattempo occupatevi nuovamente del cous cous. Sgranatelo con una forchetta aggiungendo un filo di olio. Impiattate il cous cous con sopra un paio di gamberi e la stracciatella. Terminate a vostro piacimento con una spolverata di pepe nero e, ad ultimo, un filo di olio di oliva.


Un piatto per chi non ha tempo da perdere, ma allo stesso tempo non vuole rinunciare al gusto del buon cibo. Un piatto per giovani e per meno giovani. Un piatto in cui, quando lo assaggi, senti tutti i sapori del mare, del sud, ma con un pizzico di bolognesità che, a dirla tutta, ci sta come la ciliegina sulla torta.


(29 settembre 2014)



In Egitto addio privacy, le comunicazioni online saranno controllate

Le autorità egiziane hanno avviato il monitoraggio degli utenti egiziani di Facebook, Skype, Twitter, WhatsApp, Viber ed altre piattaforme di comunicazione online, mettendo in atto una pratica senza precedenti.


Secondo BuzzFeed News, nota agenzia di informazione del web, l’Egitto si sarebbe rivolto alla See Egypt chiedendo il permesso di accedere alle comunicazioni private online. La See Egypt è una compagnia associata alla Blue Coat, azienda statunitense adibita al controllo della sicurezza cibernetica degli USA. Esponenti del governo hanno avvalorato la collaborazione tra lo Stato e la compagnia di sicurezza, la quale fornirebbe al Paese una tecnologia di investigazione che permetterebbe di ricavare le informazioni private desiderate, per poi selezionarle ed analizzarle.
In un’intervista rilasciata al BuzzFeed News, l’amministratore delegato del See Egypt, Ali Miniesy, ha confermato le capacità della propria azienda di mettere in atto un piano di investigazione e scrutinio degli strumenti social di comune utilizzo come WhatsApp, Viber e Skype. La notizia sul monitoraggio dei mezzi di comunicazione online giunge a tre mesi dalla dichiarazione del governo di avviare un piano di controllo e messa in sicurezza del Paese, a cominciare da elementi risultanti pericolosi per la società.


Il Ministro degli Interni egiziano, Mohamed Ibrahim, ha successivamente dichiarato che tale pratica ha come scopo l’individuazione e lo smantellamento di eventuali attività criminali rintracciabili in rete. Inoltre, secondo Ibrahim, il controllo online servirà a ricavare informazioni riguardo le discussioni che si sviluppano in rete su tematiche illegali o contro la morale pubblica e le tradizioni del Paese. Secondo la nota testata egiziana Al Ahram, tale pratica di sicurezza aiuterà il governo nella creazione di un database in cui saranno inclusi soggetti più carismatici ed influenti del web e la loro rete di connessioni e conoscenze.


Risulta piuttosto ovvia la reazione dell’utenza mediatica egiziana, la quale si è opposta fermamente a questa pratica di controllo invasiva ed in netta contrapposizione con le basilari norme sulla privacy. Una volta avviata la messa in sicurezza del sistema comunicativo online, nessun cittadino egiziano godrebbe più di alcun tipo di libertà né di espressione personale. Non sarebbe, ad ogni modo, una novità per l’Egitto, dove la censura e la privazione della libertà di parola sono fortemente utilizzate da qualunque fazione al governo. Per citare un caso più recente ricordiamo, ad esempio, la vicenda dell’ottobre dell’anno scorso, quando otto studenti vennero arrestati per un “mi piace” e diversi commenti promotori dell’ateismo su una pagina Facebook. 


Margherita Sarno
(29 settembre 2014)




 

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