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lunedì 24 novembre 2014

Formula 1, GP Emirati Arabi Uniti: Rosberg sfortunato, Hamilton campione del mondo

Lewis Hamilton domina l’evento finale di Abu Dhabi e conquista il titolo. Nel tentativo di inseguirlo, a Rosberg si rompe l’ERS e chiude solo 14° doppiato con la sua Mercedes “gambizzata”. Podio completato dalle Williams, con Massa 2° davanti a Bottas. Agonia Ferrari senza fine: Alonso 9° davanti a Räikkönen.


A distanza di sei anni dal suo primo, sudatissimo titolo, Lewis Hamilton si laurea per la seconda volta Campione del Mondo, raggiungendo Fernando Alonso, Alberto Ascari, Jim Clark, Emerson Fittipaldi, Mika Häkkinen e Graham Hill (in rigoroso ordine alfabetico) nell’albo d’oro. Nulla da fare per lo sfidante e compagno di squadra Nico Rosberg, che nei giorni antecedenti alla gara ha caricato di pressioni l’inglese. Effettivamente, il tedesco aveva meno da perdere rispetto a Lewis, data la situazione di classifica che vedeva quest’ultimo in vantaggio di 17 punti e le speranze del figlio d’arte erano legate innanzitutto ai doppi punti, che gli offrivano qualche possibilità in più, a qualche possibile problema d’affidabilità della Mercedes numero 44 o, in alternativa, all’inserimento di qualche pilota, in particolare delle Williams (vedasi la promessa di una giornata pagata a una spa per Valtteri Bottas da parte da Nico), a frapporsi fra le due Frecce d’Argento. Il destino ha scelto la carta della sfortuna, colpendo, però, la vettura sbagliata, ossia quella dello stesso Rosberg. Ma andiamo con ordine.

Il weekend
Il copione del weekend è stato estremamente simile a quello di tutto l’anno: il venerdì Hamilton domina, davanti a Rosberg e al solito fuoco di paglia Ferrari di Alonso, terzo. Il sabato mattina, invece, Nico fa suo, come di consueto, almeno un turno di libere. In qualifica, Hamilton si porta facilmente davanti a tutti nei primi due turni, ma in quello che conta, ovvero il terzo, commette diversi errori nel giro veloce e Rosberg lo precede in griglia. Seconda fila per le Williams di Bottas e Massa, quinto Kvyat, poi Button, Alonso e Räikkönen. Escluse dalle qualifiche le Red Bull di Ricciardo e Vettel per irregolarità tecniche della vettura (alettoni eccessivamente flessibili): i due partono dalla pit-lane in compagnia di Grosjean.


La gara
Il primo momento chiave del Gran Premio di Yas Marina si registra al via: Rosberg vanifica la pole facendo pattinare eccessivamente gli pneumatici e viene subito sorpassato da Hamilton, facendo saltare, così, tutti i propri piani. Il tedesco tenta di tenere, faticosamente, il passo del compagno, che si porta sì a distanza di sicurezza, ma senza riuscire a fuggire non solo dal tedesco, ma anche da Massa, il quale al via è riuscito, in compagnia di Kvyat, Button e delle Ferrari, a sopravanzare Bottas, rimasto intrappolato nel traffico. Le prime soste arrivano abbastanza presto e già al giro 5 rientra Alonso, seguito la tornata successiva da Kvyat, Button e Räikkönen. La strategia, per quanto obbligatoria dato il degrado delle gomme super-soft, rimane sballata in quanto questi quattro piloti rientrano in mezzo alle Caterham, Lotus e Sauber, con Alonso che ha anche un gesto di stizza verso il debuttante Will Stevens, reo, secondo lo spagnolo, di fargli perdere tempo. Il traffico gioca a favore di Bottas: le Williams trattano gli pneumatici molto meglio delle altre vetture e dopo la sua sosta il finlandese si ritrova davanti al quartetto di piloti che lo avevano sorpassato al via; Valtteri, infatti, rientra 7° alle spalle di Ricciardo e delle Force India, che ancora non si sono fermati e in lotta con Vettel (anche lui ancora senza aver effettuato il pit-stop), Button e Alonso.
Al giro 25, Rosberg perde due secondi a causa di un errore, ma il giro successivo il distacco aumenta nuovamente senza apparente spiegazioni. Poco dopo, viene comunicato al tedesco un problema legato all’ERS, il motore elettrico, che gli causa una perdita di potenza non indifferente, difatti, nel giro di poche tornate, Nico Rosberg gira sui tempi del già citato Stevens, il pilota più lento sul tracciato. Al giro 28, la Lotus di Maldonado decide che è il momento di un bel barbecue all’altezza dell’ingresso della pit-lane, andando a fuoco mentre i meccanici della scuderia se la ridono forse in un impeto di liberazione dai problemi del motore Renault (l’anno prossimo la Lotus monterà i Mercedes).


Per Nico comincia una lunga agonia che lo vede inizialmente passato da Bottas, poi si ferma ai box e scende al 7° posto, continuando a perdere, mentre tutti si fermano per la seconda sosta ad eccezione di Massa, Ricciardo e delle Force India. Sono proprio loro a ravvivare il finale di gara che sarebbe stato altrimenti estremamente anonimo. Massa, ritrovatosi al comando con un buon vantaggio nei confronti di Hamilton dopo il pit-stop di quest’ultimo, sembra poter tentare l’azzardo di non fermarsi più, ma al giro 50 Felipe rientra e il sogno di una vittoria che avrebbe avuto del clamoroso svanisce. Ricciardo è il più rapido in pista dopo aver montato le super-soft, riesce a sopravanzare Button, è autore del giro veloce e completa la sua grande rimonta con una splendida quarta posizione, ma ormai non c’è più da stupirsi della concretezza e della qualità dell’australiano. Le Force India di Hülkenberg e Pérez, che hanno viaggiato a distanza di pochi secondi l’una dall’altra per tutta la gara, con le gomme più fresche si liberano facilmente delle Ferrari e di Vettel, concludendo una gara solida in zona punti.


Ecco, quindi, la classifica completa di oggi e le classifiche finali piloti e costruttori:

GP EMIRATI ARABI UNITI
1- Lewis Hamilton (Mercedes) – 1h39’02’’619
2- Felipe Massa (Williams-Mercedes) - +2.576
3- Valtteri Bottas (Williams-Mercedes) - +28.880
4- Daniel Ricciardo (Red Bull-Renault) - +37.237
5- Jenson Button (McLaren-Mercedes) - +1.00.334
6- Nico Hülkenberg (Force India-Mercedes) - +1.02.148
7- Sergio Pérez (Force India-Mercedes) - +1.11.060
8- Sebastian Vettel (Red Bull-Renault) - +1.12.045
9- Fernando Alonso (Ferrari) - +1.25.813
10- Kimi Räikkönen (Ferrari) - +1.27.820
11- Kevin Magnussen (McLaren-Mercedes) - +1.30.376
12- Jean-Éric Vergne (Toro Rosso-Renault) - +1.31.947
13- Romain Grosjean (Lotus-Renault) - + 1 giro
14- Nico Rosberg (Mercedes) - + 1 giro
15- Esteban Gutiérrez (Sauber-Ferrari) - + 1 giro
16- Adrian Sutil (Sauber-Ferrari) - + 1 giro
17- Will Stevens (Caterham-Renault) - + 1 giro
Kamui Kobayashi (Caterham-Renault), Pastor Maldonado (Lotus-Renault) e Daniil Kvyat (Toro Rosso-Renault) ritirati.

CLASSIFICA PILOTI
1- Lewis Hamilton (Mercedes) - 384
2- Nico Rosberg (Mercedes) - 317
3- Daniel Ricciardo (Red Bull-Renault) - 238
4- Valtteri Bottas (Williams-Renault) - 186
5- Sebastian Vettel (Red Bull-Renault) – 167
6- Fernando Alonso (Ferrari) - 161
7- Felipe Massa (Williams-Mercedes) - 134
8- Jenson Button (McLaren-Mercedes) - 126
9- Nico Hülkenberg (Force India-Mercedes) - 96
10- Sergio Pérez (Force India-Mercedes) - 59
11- Kevin Magnussen (McLaren-Mercedes) - 55
12- Kimi Räikkönen (Ferrari) - 55
13- Jean-Éric Vergne (Toro Rosso-Renault) - 22
14- Romain Grosjean (Lotus-Renault) - 8
15- Daniil Kvyat (Toro Rosso-Renault) - 8
16- Pastor Maldonado (Lotus-Renault) - 2
17- Jules Bianchi (Marussia-Ferrari – 15/19 gare) - 2
18- Adrian Sutil (Sauber-Ferrari) - 0
19- Marcus Ericsson (Caterham-Renault – 18/19 gare) - 0
20- Esteban Gutiérrez (Sauber-Ferrari) - 0
21- Max Chilton (Marussia-Ferrari – 16/19 gare) - 0
22- Kamui Kobayashi (Caterham-Renault – 18/19 gare) - 0
23- Will Stevens (Caterham-Renault – 1/19 gare) - 0
24- André Lotterer (Caterham-Renault – 1/19 gare) - 0

CLASSIFICA COSTRUTTORI
1- Mercedes - 701
2- Red Bull-Renault - 405
3- Williams-Mercedes - 320
4- Ferrari - 216
5- McLaren-Mercedes - 181
6- Force India-Mercedes - 155
7- Toro Rosso-Renault - 30
8- Lotus-Renault - 10
9- Marussia-Ferrari (16/19 gare)- 2
10- Sauber-Ferrari - 0
11- Caterham-Renault (17/19 gare) - 0


Roberto Giardi
(24 novembre 2014)



Lo sciacallo - The Nightcrawler di Dan Gilroy

Trama 
La storia di un giovane ragazzo, Louis (Jake Gyllenhaal), alla ricerca di un lavoro, di un obiettivo nella vita: scoprire in cosa è bravo. Nel film, presto lo scoprirà.
Comincia con i furti ma viene presto illuminato, quando si ritrova casualmente sulla scena di un incidente stradale. Qui scopre la “professione” di reporter, anzi di cameramen di ripresa della scena del crimine e di disastri. La competizione si basa su chi arriva prima sulla scena, riprende più da vicino i corpi e il sangue e negozia meglio la vendita delle immagini ai telegiornali. Louis capirà subito che quello è il suo lavoro. Lo aiuteranno il suo scarso senso etico e morale e la sua capacità di negoziazione. Una di queste riprese gli darà l’occasione di fare un salto di qualità e lui lo sfrutterà al massimo. Nel corso del film si comprende dove la sua ambizione potrà portarlo.


Commento
Ottima sceneggiatura. Dialoghi perfetti, a tratti anche divertenti: vedi quelli tra Louis e la direttrice del telegiornale, soprattutto nelle negoziazioni sul prezzo dei video e alla cena tra i due. Costruzione psicologica del personaggio principale centrata. Louis parla come un manuale di management, che segue alla lettera soprattutto nel rapportarsi con il suo “dipendente”. Lui stesso dichiara di leggere e imparare tutto da corsi on line. Ha un suo personalissimo codice etico che lo porterà al successo.


Una considerazione: davvero negli Usa, chiunque può registrare immagini (anche in proprietà private) di scene del crimine, di corpi o di persone ferite (riprendendo anche il viso, ben riconoscibile) e rivenderle tranquillamente ai telegiornali? 


Come riportato dal protagonista nel film, nel tg solo venti secondi sono occupati da problemi sociali economici e delle minoranze, il resto da fatti di cronaca di crimini subiti da ricchi in quartieri per bene compiuti da minoranze.
Film sconsigliato a chi ha poca etica.

Incasso al 23/11/2014: 636.167 €.


Ben Dico
(24 novembre 2014)



Regionali: Oliverio e Bonaccini nuovi governatori

Mario Oliverio (PD) è il nuovo governatore della Regione Calabria mentre Stefano Bonaccini (sempre PD) della Regione Emilia-Romagna con il 49,05 % dei voti. In Calabria i dati non sono ancora definitivi ma sono pochi i dubbi in merito alla vittoria di Oliverio. Il dato più eclatante, in ogni modo, rimane l’astensionismo.

MARIO OLIVERIO



Classe 1953, a ventisette anni è stato eletto consigliere regionale nelle liste del PCI, nel 1985 è il primo degli eletti nel Consiglio regionale ed un anno dopo viene nominato assessore all’agricoltura, nel 1990 viene eletto sindaco di San Giovanni in Fiore. È stato eletto per quattro legislature consecutive alla Camera (1992-2006), è stato componente del Consiglio d’Europa, dal 1997 al 2001 è stato Segretario della federazione provinciale dei Democratici di Sinistra e dal 2004 al 2014 è stato presidente della Provincia di Cosenza. Ha vinto le primarie del centrosinistra calabrese il 5 ottobre 2014 con il 55,1% dei voti.

STEFANO BONACCINI 




Classe 1967, ha fatto parte della Segreteria nazionale del Partito Democratico guidato dal premier Renzi (per il quale ha curato la campagna nazionale delle primarie del 2013), dal 2009 è stato segretario regionale del PD (sostenuto da 200mila elettori). È stato amministratore pubblico per cinque anni a Campogalliano  e per sette anni a Modena. 

(24 novembre 2014)

domenica 23 novembre 2014

Su Raiuno "Un mondo nuovo": la storia di Altiero Spinelli e dell'Europa

“L’Europa capisce, quando è veramente 'europea', che nessuna idea è 'prima'. Che nessuna idea è degna di essere anteposta ad altre idee. Che nessuna idea merita di far centro, di essere tenuta per più vera, più bella, migliore. Questa è la democrazia delle idee: sola condizione di progresso”. 


Così scriveva Alberto Savinio, in Sorte dell’Europa del 1945,  auspicando un’Europa libera, federalista e laica. Un’utopia, un canto di speranza, un progetto comune a molti intellettuali, che la Rai ha voluto raccontare questa settimana, senza far demagogia o cader nel populismo, attraverso trasmissioni tv ed iniziative speciali. Una breve, ma intensa maratona all’insegna dell’Europa, intrapresa dalla rete nazionale lo scorso lunedì e che terminerà questa sera su Rai1 con Un mondo nuovo diretto da Alberto Negrin, che ripercorre la storia di quel gruppo di giovani relegati al confino dal regime fascista, i quali nel 1941 scrissero il Manifesto di Ventotene, un documento pieno di ardore e coraggio, considerato una pietra miliare per l’europeismo. Prodotta in collaborazione con Palomar, la fiction è già stata presentata in anteprima alla sede del Parlamento di Bruxelles, dove è stata accolta con entusiasmo e commozione. "Non possiamo avere un futuro - ha spiegato all’esordio della serata, Silvia Costa, presidentessa della Commissione Cultura dell'Europarlamentare, - se non conosciamo le nostre radici”. 



Un tuffo negli anni '40 che passa in rassegna alcuni volti e personaggi, che possiamo ben dirlo, ci rendono orgogliosi di essere italiani: Altiero Spinelli, interpretato da Vinicio Marchioni, Ernesto Rossi (Peppino Mazzotta), Ursula Hirschmann (Isabella Ragonese), Eugenio Colorni (Orlando Cinque) ed Ada Rossi (Valentina Carnelutti). Altiero Spinelli, passato alla storia come il padre fondatore dell’Europa, non è stato solo un intellettuale impegnato, ma un vero e proprio maître à penser, autore di pagine diaristiche  intessute di filosofia, di saggezza e di quella poliedricità culturale, che era la caratteristica principale delle grandi e profonde menti del Novecento. 



La lettura dei classici lo porta a restare saldo e coerente anche nei momenti più difficili, in cui esprimere la propria idea significava rischiare la vita stessa. Il Manifesto di Ventotene, scritto in una prosa chiara e lucida, riesce a circolare dapprima clandestinamente, diventando soltanto poi il baluardo del Movimento Federalista Europeo, che Spinelli successivamente fonda a Milano il 28 agosto 1943. Il film tv, che arriva a raccontare fino al 14 febbraio 1984, data dell’approvazione del progetto costitutivo degli Stati uniti d’Europa, ricordato anche come “Trattato Spinelli”, mira a trasmettere nelle nuove generazioni la passione per la politica, affinché  i giovani diventino eredi consapevoli di quel manifesto. La modernità di Altiero Spinelli risiede nella sua umanità, pervasa da una sana curiosità e costituita non solo da certezze ma anche da dubbi. La sua è stata un’ardua scommessa: egli ha creduto nella bellezza dei propri sogni perché diventassero delle solide realtà. E ditemi se questo non è un esempio meraviglioso, un regalo inestimabile da lasciare a noi giovani.



Cristina La Bella                    

(23 novembre 2014) 

Elezioni regionali: segui l'affluenza alle urne

Oggi, domenica 23 novembre 2014, si tengono le elezioni regionali in Calabria ed in Emilia-Romagna. Seggi aperti dalle 07.00 alle 23.00. Di seguito l’affluenza alle urne nelle due regioni italiane.



CALABRIA
Ore 12.00                     ore 19.00                     ore 23.00
Affl. % 8,85                Affl. % 34,63             Affl. % 44,07

EMILIA ROMAGNA
Ore 12.00                     ore 19.00                     ore 23.00
Affl. % 10,75              Affl. % 30,89              Affl. % 37,70


(23 novembre 2014)

 

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