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giovedì 30 ottobre 2014

A trent’anni dalla morte Napoli ricorda il suo profeta Eduardo

Il 31 ottobre del 1984 moriva il Maestro Eduardo De Filippo, voce e anima della Napoli del dopoguerra, testimone e narratore di una realtà colorita, disperata, viva. Trent’anni dopo la morte, Napoli lo ricorda con una serie di eventi ed iniziative che rendono onore alla famiglia De Filippo e alla sua eredità teatrale, oggi rappresentata dal figlio Luca.



Quest’ultimo durante un’intervista ha ricordato la figura di Eduardo come padre, ma ancor prima come maestro della drammaturgia che ha donato al panorama teatrale italiano un patrimonio tanto solido da essere ricordato e riprodotto costantemente a trent’anni dalla scomparsa. Tra i ricordi di Luca emergono quelle scene di vita vissuta sulle tavole del palcoscenico nella famiglia De Filippo, dove veniva “fatto” il teatro, eseguito come un lavoro, con passione, anima, trasporto. Eduardo, nominato Senatore a vita  da Sandro Pertini nel 1981, profuse, inoltre, il suo impegno nell’ambito politico, riportando l’attenzione popolare sulla morale e sull’etica, troppo spesso zittita dalle coscienze imbrattate dai tempi che si evolvevano. Durante una seduta del Senato nel 1982, aveva letto una propria lettera nella quale toccava proprio questi punti, riprendendo la tematica dalla sua celebre opera “Napoli Milionaria!”, ambientata nella città partenopea dilaniata moralmente durante la Seconda Guerra Mondiale, quando il contrabbando, la malavita, la corruzione e la disonestà avevano permesso alle classi sociali indigenti di “mettersi a posto” a scapito della propria coscienza. Già nell’opera Eduardo rappresentava la voce di quella recalcitrante coscienza che non si piegava all’arricchimento raggiunto ai danni della propria morale, inveendo contro chi si era fatto sedurre dall’effimera gioia proveniente dal denaro facile e sporco. Nella lettera presentata in Senato, Eduardo affermava “Mi sembra che in questa "Napoli milionaria" siano stati profeticamente indicati problemi importanti, da prendere in considerazione ancora oggi: il rapporto cittadino-Stato; la necessità di responsabilizzare l'individuo facendolo partecipare attivamente alla ricostruzione della società, che poi di individui è fatta”. Dunque una drammaturgia messa al servizio del cittadino e del bene comune. Trent’anni senza Eduardo ma è come se non fosse mai andato via: nelle sue opere ha lasciato una grande eredità, che viene riportata in vita ad ogni rappresentazione, rincalzando quel senso nuovo che aveva infuso al teatro.





Quante cose era ed è Eduardo. Oggi l’Italia ricorda la prominente figura di questo padre del teatro, attraverso eventi culturali, rappresentazioni teatrali e trasmissioni televisive, fino alla rilettura in Senato di quella lettera di monito ed esortazione.

Margherita Sarno 
(30 ottobre 2014)

Rimedi per tenere i ragni fuori casa

Scacciare i ragni dalla propria stanza da letto, cucina o ambiente di lavoro in maniera del tutto naturale è possibile; esistono differenti rimedi per liberarsi di questi animaletti ritenuti da molti fastidiosi. È bene sapere che la maggior parte delle specie di ragni preferisce vivere all’aperto ma capita spesso di trovare delle visite inaspettate in casa; questi animali infatti sono alla continua ricerca di cibo e a volte anche di un riparo.


Come spesso accade prevenire è meglio che curare, quindi è opportuno tenere chiuse porte e finestre e controllare che non ci siano spifferi o aperture verso l’esterno di cui ignoriamo l’esistenza.
Altro consiglio utile riguarda l’effetto luce; anche se è vero che i ragni non sono attratti dalla luce è altrettanto esatto affermare che ne sono attirati gli insetti di cui si cibano. Risulta utile quindi tenere spente le luci esterne della casa e abbassare al minimo il consumo di quelle interne. Sigillare per bene gli avanzi e tenere ben puliti gli armadietti e i ripiani soprattutto della cucina.


Un rimedio casereccio utilizzato è quello dell’ippocastano, più comunemente albero di castagne. Alcuni ipotizzano che posizionando delle castagne in disparati angoli della casa si riesca a tenere lontano i ragni, grazie ad un principio di odore particolarmente odiato da questi animaletti; credenza popolare o non, sta a noi dimostrarlo.


(30 ottobre 2014)


Trash di Stephen Daldry

Alla nona edizione del Festival del Film di Roma a trionfare nella sezione Gala con il Premio del Pubblico BNL è Trash, quinto film del regista britannico Stephen Daldry. Già tre volte candidato all’Oscar come miglior regista, dopo l’esordio dedicato al piccolo danzatore Billy Elliot (2000) e l’ultimo Molto forte incredibilmente vicino (Extremely Loud and Incredibly Close, 2011), Daldry torna ad esplorare il mondo infantile spostandosi, questa volta, in una favela di Rio de Janeiro.


La trama
Adattamento dell’omonimo romanzo scritto dall’autore inglese Andy Mulligan, Trash è la storia di tre ragazzini che un giorno trovano un portafoglio contenente qualche banconota, ma soprattutto alcuni indizi per seguire le tracce di un oggetto ricercato da un importante e corrotto politico locale, poiché da esso dipende la sua sopravvivenza non solo come uomo di potere ma soprattutto la vittoria nelle imminenti elezioni. Scoperta l’importanza dell’oggetto ritrovato, i protagonisti Raphael, Gardo e Rato decidono di scoprire da soli quale mistero nasconde anziché consegnarlo alla polizia corrotta ed ottenere una ricompensa. Sono tre ragazzi cresciuti nelle favelas, abituati alla spazzatura delle discariche, ma non allo sporco morale in cui vivono. Interpretati da attori non professionisti, sono gli unici portatori di valori solidi come l’amicizia, la lealtà verso ciò che “è giusto” e costituiscono l’elemento trainante di tutto il film. In Trash il suo non trovare un giusto equilibrio tra romanzo e realtà lo porta ad un bivio che conduce lo spettatore a prendere due strade di pari importanza: da una parte l’improbabilità delle azioni, l’assurdità delle situazioni e le relazioni giovani-adulti, può creare un forte disturbo a chi cerca quel realismo preannunciato e che però, si perde dopo pochi minuti e si fa latitante; d’altra parte, lo stesso motivo può costituire principio di godimento e piacevole fruizione per chi invece ne accetta le condizioni e si lascia guidare da una trasposizione romanzata della realtà.


Commento
Il prodotto finale riesce comunque ad essere perfettamente empatico non solo al grande pubblico, ma anche a numerosi votanti, inclusi i giovani giurati della sezione autonoma “Alice nella Città” che gli ha assegnato il suo premio speciale.
Nonostante una mancata interezza, una coerenza audiovisiva gravata dalle musiche che per quanto trascinanti forse non sono sempre usate nel migliore dei modi, che Stephen Daldry sia bravo a lavorare con i bambini trova comune accordo: dapprima con un giovanissimo Jamie Bell, poi con il neo-attore Thomas Horn, ora con tre talentuosi ragazzi scelti dopo tre mesi di Workshop a Rio de Janeiro. Questi riescono a gettare ombra sui grandi volti di Martin Sheen e Rooney Mara che li affiancano, portando un po’ di simpatia in un contesto tanto violento e corrotto: cornice probabilmente troppo familiare agli spettatori italiani che non hanno potuto fare a meno di premiarlo, spinti da un forte spirito di solidarietà. Forse una vittoria poco meritata, ma facilmente comprensibile.


Il Brasile in questi mesi è sotto i riflettori: i campionati mondiali di calcio, le elezioni presidenziali, ma soprattutto per il piccolo miracolo economico che gli ha permesso di migliorare la salute economica complessiva. Ma come ogni crescita economica, il prezzo da pagare è stato duro per i più poveri, creandosi una frattura evidente tra le classi sociali, le cui disugualianze frenano l’esplosione definitiva della potenza sudamericana. Uno dei simboli universali di questa realtà sono proprio le favelas di Rio de Janeiro, fra le colline accanto al Cristo Redentore, sulle spiagge splendenti e i quartieri ricchi. Proprio da questa disuguaglianza e dalle recenti manifestazioni di protesta contro la corruzione è basato Trash, la cui uscita nelle sale cinematografiche italiane è prevista per il prossimo 27 novembre distribuito da Universal, e che ha deciso di devolvere il denaro del premio alle famiglie che vivono nelle favelas carioca.


Beatrice Paris
(30 ottobre 2014)


Palermo: consegnati 530 immobili confiscati

“L'aggressione ai beni criminali è una strategia che fin qui ha funzionato alla grande”. “Insieme al carcere duro, la confisca e il sequestro dei beni ai mafiosi sta dando risultati straordinari”.



Lo ha dichiarato il Ministro dell’Interno Alfano ieri, mercoledì 29 ottobre, a Palermo nel corso della cerimonia di consegna di 530 beni immobili confiscati alla criminalità. Gli immobili -si legge sul portale del Viminale- saranno destinati alla questura, ai Carabinieri, alla Guardia di finanza, al Tribunale, all’archivio notarile dello Stato, alla Regione Sicilia, al comune di Palermo ed a altri comuni della provincia. Attraverso il Fondo unico della giustizia finanziamo le forze che combattono la mafia con le risorse sottratte alla mafia -ha aggiunto il Ministro. 


La cerimonia si è tenuta presso l’Hotel Palace, bene confiscato alla mafia. Proprio rivolgendosi al luogo prescelto per la cerimonia, Alfano, ha parlato di prova di un meccanismo che si è messo in moto da pochi anni grazie a delle leggi di cui porta anche la titolarità e che ha determinato un’aggressione molto significativa nei confronti del patrimonio mafioso.


(30 ottobre 2014)

mercoledì 29 ottobre 2014

Resoconto Consiglio dei Ministri n. 35: il governo riguarda il DEF

Si è svolto ieri, martedì 28 ottobre 2014, il Consiglio dei Ministri n°35 presieduto dal premier Matteo Renzi. L’unico punto all’ordine di lavori è stato la Relazione di modifica alla nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza (Def) che rivede gli obbiettivi di finanza pubblica riportati nel BBP (Draft Budgetary Plan, ndr) inviato alle istituzioni europee. Il CdM ha deliberato la Relazione di variazione su proposta del premier Renzi e del Ministro dell’Economia Padoan.



La modifica, a seguito delle osservazioni formulate dalla Commissione Europea, recepisce gli effetti delle misure aggiuntive che il Governo italiano ha indicato nella lettera dello scorso 27 ottobre inviata da Padoan al Vicepresidente della Commissione UE. “Il miglioramento complessivo del deficit atteso per il 2015 è pari a circa 4,5 miliardi di euro che porta l’indebitamento netto nominale al 2,6% del PIL. L’indebitamento netto strutturale registrerà un miglioramento di poco superiore allo 0,3%, sostanzialmente in linea con quanto richiesto dalle istituzioni europee”.



La struttura del disegno di legge di stabilità per il prossimo anno rimane identica prevedendo -si legge nella nota di Palazzo Chigi- interventi  per rilanciare la crescita economica supportando la domanda aggregata e la competitività del Paese. La Relazione ora passa all’esame delle Camere.


(29 ottobre 2014)

 

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