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Il ricordo di Peppino, primo consigliere comunale fantasma

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Questa è la storia di ciò che poteva essere e di ciò che in parte è stato: la storia di un ragazzo diventato consigliere comunale fantasma.


Nato a Cinisi nel 1948, il nostro consigliere non poteva conoscere il suo destino, era solo un bimbo vivace a cui piaceva ascoltare i proverbi e le storielle dei grandi. Una storiella alla quale era molto affezionato, la sentiva dal pazzo del paese che andava sempre in giro dicendo: “In Sicilia esistono due tipi di alberi, l’albero e il non albero, nascono sempre vicini, ma sono uno il contrario dell’altro”. Nessuno faceva caso al farfugliare di quel pazzo, nessuno ascoltava le sue parole, solo il futuro consigliere comunale fantasma le ascoltava e le faceva sue. Quel ragazzino ormai era diventato abile pensatore, iniziava ad avere problemi con la sua famiglia poiché suo padre non era come lui pensava, apparteneva a qualcosa che a lui non piaceva, del resto come diceva il pazzo in Sicilia “esistono due tipi di alberi, l'albero e il non albero, nascono sempre vicini, ma sono uno il contrario dell'altro”.


Dunque, pensando a quelle parole e scegliendo che albero volesse diventare, quel ragazzino a quindici anni lasciò casa e dedicò la sua vita alla lotta a quello che lui considerava il male della società: il non albero. Il ragazzino iniziò a scrivere per un giornalino e nel 1965 fondò il giornale L'idea socialista. Quelli furono anni importanti per lui, perché una volta fuori di casa, iniziò a dare il nome giusto ad ogni cosa. Il non albero adesso si chiamava mafia. In questa nuova parola trovò il senso della sua vita perché era sempre più convinto che non gli piaceva e voleva cancellarla o, per dirla come il pazzo, voleva tagliare quel non albero che tanto male stava facendo. Da lì in poi diventò sempre più partecipe e attivo: entrò nel direttivo dei gruppi comunisti e aiutò i contadini espropriati a causa della costruzione della terza pista dell'aeroporto di Palermo.


La vera svolta però si ebbe quando quel ragazzino, ormai ventottenne e prossimo a diventare consigliere comunale fantasma, fondò Radio Aut, radio libera e autofinanziata che diventò mezzo di denuncia contro le attività illecite dei mafiosi di Cinisi e Terrasini, ma soprattutto contro il boss del paese, Gaetano Badalamenti.
Nel 1978, all’età di trent’anni, scelse di portare a servizio della città il suo ideale di vita (non si era mai dimenticato del non albero) e così decise di candidarsi alle elezioni amministrative con la lista della Democrazia Proletaria. La sua fu una campagna elettorale che si fece da sola, continuò a fare quello che aveva sempre fatto, ma in veste ufficiale.


Qualche giorno prima delle votazioni, però, successe qualcosa di imprevisto: Peppino, già Peppino era il suo nome, non si trovava. Era il 9 maggio 1978: Peppino era sparito, lo ritrovarono dopo ore di ricerche. Nella sua continua frenesia e voglia di fare, Peppino aveva deciso di imbottirsi di tritolo e adagiarsi su un binario della ferrovia o almeno questo fu quello che vollero far credere; in realtà Peppino fu sradicato alla vita dal non albero, non poteva fare di più, non poteva difendersi da solo perché in Sicilia esistono due tipi di alberi: l’albero e il non albero, nascono sempre vicini, ma sono uno il contrario dell’altro. Qualche giorno dopo Peppino venne eletto dai suoi concittadini consigliere comunale, diventando così il primo consigliere comunale fantasma in grado di cambiare l’approccio con la mafia e di sostenere ideali forti e giusti, seminando speranza e coraggio.

Danilo Napoli
(10 maggio 2014)



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