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Vitalizi: si salvi chi può, ma qualcuno prenda i soldi

Democrazia Cristiana, Forza Italia e PdL. Sono in pochi i “prescelti” che hanno fatto parte di questi tre partiti politici che, inutile dirlo, hanno caratterizzato diverse epoche della nostra storia.
Angelino Alfano è uno di questi. Da anni è un fedele servitore di centrodestra, presso il quale ha recentemente operato una scissione interna. Da una parte Berlusconi e la “vecchia guardia”, dall’altra Angelino e i nuovi parlamentari. Proprio di parlamentari e di Nuovo Centrodestra si parla, ma non in positivo.


Per chi non lo sapesse, un vitalizio è un assegno che viene dato ad ogni parlamentare in pensione che si può ottenere solo dopo aver completato metà della legislatura. Questo ampio contributo (duecento milioni l’anno spillati da tasche comuni) vale per tutta la vita del suddetto.


Il 22 settembre nell’ordine del giorno del Senato della Repubblica Italiana fra le varie proposte, una è saltata all’occhio attento e vigile del Movimento Cinque Stelle: alcuni parlamentari del partito guidato da Alfano hanno proposto di estendere il vitalizio anche nell’ipotesi di un prematuro scioglimento della legislatura. La simpatica masnada (in formazione: Pietro Langella, Giuseppe Esposito, Federica Chiavaroli e Laura Bianconi) ha pensato bene di tenere un materasso gonfiato prima di saltare dal palazzo in fiamme.

Il documento in questione

Pronti a tutto, i coraggiosi (come definiti dall’M5S) parlamentari, che, pronti per ogni evenienza, vogliono assicurarsi un pasto a tavola. E perché no, magari appoggiare il governo Renzi… o forse votare per farlo cadere… l’importante è che il salvagente sia ben allacciato.
Ci pensano i grandi a sistemare le cose, come sempre. Poco dopo, infatti, il coordinatore Quagliariello, difende il partito: “È stata un’iniziativa individuale e non coordinata con il gruppo”.
Insomma, si salvi chi può. Ma qualcuno prenda i soldi.


Angelo Cataldo
(25 settembre 2014)


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