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Come cercare lavoro su internet senza farsi truffare

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Chiunque abbia cercato lavoro con internet si sarà dovuto scontrare con i limiti e non solo con le possibilità offerte dal sistema. Annunci scaduti o dietro ai quali non vi è nessun concreto referente e decine di curriculum inviati che forse non arriveranno mai sulla scrivania di nessuno.
Lo sappiamo, ma la necessità costringe a sperare e a perseverare. Utile allora affidarsi a qualche suggerimento che viene proprio dalla rete. Adecco, una delle principali società internazionali di recruiting, ha pubblicato online il rapporto 2014 su: “L’Uso dei Social Media nell’incontro domanda-offerta nel Mercato del Lavoro”.



L’indagine, che confronta i principali social network quali Facebook, LinkedIn, Twitter e altri di minore diffusione, ci consegna l’immagine di un’utenza che spesso non sa sfruttare al meglio gli stessi servizi cui si rivolge.
Solo il 67%, infatti, poco più della metà di chi già utilizza i social in senso generale, li usa anche per cercare lavoro. Fra gli intervistati LinkedIn ha totalizzato il 41% di preferenze, quasi doppiando il 23% riservato a Facebook.

Il capitale sociale
Un altro dato interessante che emerge dall’indagine è quello che misura il cosiddetto “capitale sociale”, ovvero la quantità e qualità delle figure professionali che rientrano nella nostra rete di conoscenze, sia online che offline, e che a fini lavorativi può tornarci molto utile nella ricerca di un’occupazione.
Anche in pieno ventunesimo secolo infatti poco sembra essere cambiato rispetto al passato, ed “il canale più efficace per l’incontro tra domanda e offerta continua ad essere il passaparola”.
In sostanza bisogna far sapere che si è “su piazza” e più lo si dice in giro, meglio è. Anche in questo caso però i dati dimostrano che chi ha già una rete debole di contatti offline (58,3%) continua ad averne una debole anche online (60%), viceversa chi ha già molte relazioni al di fuori di internet (79,1%) è anche chi sviluppa meglio i contatti virtuali (80,9%).

Tutorial e molta intraprendenza
Per sfruttare al meglio le possibilità offerte dagli annunci pubblicati in rete ma non solo, Adecco e LinkedIn hanno realizzato alcuni tutorial, disponibili su YouTube, che possono dare spunti interessanti in merito. Vi elenchiamo di seguito, quelli che ci sono sembrati i più utili.
- Inviare cv mirati e differenziati a seconda della posizione per cui ci si candida: spesso infatti tendiamo ad inviare a ventaglio, cv in formato standard che se hanno il pregio di farci guadagnare tempo, possono però penalizzarci perché non strutturati a supporto di quella specifica candidatura.
- C.v. europeo e non: disponibile sul sito www.europass.cedefop.europa.eu il cv europeo è senza dubbio un buon biglietto da visita, ma non sempre è richiesto. Il consiglio è di inviarlo solo se espressamente indicato nell’annuncio. In caso contrario meglio prepararlo da noi il curriculum, facendo attenzione ad inserire le esperienze più recenti e più attinenti alla mansione per cui ci si candida.
- Lettera di presentazione: è un elemento fondamentale eppure, a torto, tradizionalmente trascurato. Per chi è abituato a rispondere ad annunci online, si riduce ad una finestra, a cui tendiamo a dare poco peso, per accludere poi in allegato il nostro cv. Una buona lettera di presentazione è invece in grado di fare la differenza perché ci permette di esprimere motivazioni, energia e proattività che spesso gli schemi standard di un comune curriculum non permettono di introdurre. Attenzione però, vige l’imperativo di essere brevi (una decina di righe) ma incisivi.

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Come riconoscere le truffe
Per difenderci contro le tecniche di raggiro più diffuse sul web, vogliamo segnalarvi l’e-book di Roberto Marabini, “L’inserzione imperfetta”, disponibile gratuitamente sul sito www.lavoratorio.it. Fra i tipi di truffe più diffusi vi è quello in cui vengono chiesti soldi in anticipo (in genere non sono grandi cifre, si va dai 10 ai 50 euro) per entrare a far parte di una cooperativa o associazione che ci garantirà poi il lavoro, o per comprare il materiale per lavorare da casa o per partecipare ad un corso; a volte invece è indicato un numero di telefono che, se composto, trasferisce la chiamata ad un altro numero, generalmente domiciliato all’estero, collegato ad una segreteria che solo di scatto alla risposta ci sarà costata 10/15 euro.
Un altro trucco molto usato è quello di indicare nell’inserzione un lavoro che poi non corrisponderà a quello che ci verrà effettivamente proposto durante il colloquio o che andremo a svolgere una volta assunti. In questo caso l’inganno si nasconde dietro ad annunci che mancano di chiarezza, con definizioni oscure e fumose dell’attività proposta ed un inserzionista che spesso resta anonimo.

Cinque pratici consigli
Per evitare di cadere nelle trappole dei più disonesti, sempre dall’e-book di Marabini prendiamo a prestito alcuni utili suggerimenti. Innanzitutto controllare nell’annuncio, la presentazione dell’azienda, in cui deve figurare il settore produttivo in cui opera, il fatturato, il numero di dipendenti, ed il luogo di lavoro (in caso di annunci inseriti dalle Agenzie per il Lavoro autorizzate ed accreditate è sufficiente sia presente l’indicazione dell’Agenzia stessa), la descrizione del contratto di lavoro e soprattutto la job description o descrizione dell’attività lavorativa, fatta in modo specifico, con mansioni chiaramente indicate e la presenza di skill, cioè di abilità e non di requisiti di età, genere ed istruzione che spesso risultano essere solo discriminatori più che selettivi.
E infine, un ultimo consiglio. Avvisare la redazione del giornale o del sito che ha inconsapevolmente pubblicato l’inserzione ingannevole. La segnalazione è infatti l’unico strumento a disposizione per scoprire e disarmare reali e potenziali truffatori. Se siamo stati dunque vittima di un uso scorretto della rete, possiamo sempre usare la stessa per cercare di ripristinare la correttezza violata e per evitare che altri incorrano nelle stesse trappole in cui siamo caduti noi. Un principio di responsabilità collettiva di cui sicuramente ognuno di noi non potrà che beneficiare. E ora... Buona ricerca a tutti.

Lorena Mola

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