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A zonzo per il mondo: il Lago d’Iseo

Si dice che il viaggio sia ciò che renda vive le menti e animati i corpi, alimentato dalla curiosità dell'ignoto e dal fascino di calarsi in una avventura. Che sia nei più lontani continenti o a qualche ora da casa, il mondo ci offre meraviglie inestimabili che meritano di essere archiviate nel nostro cuore.
Oggi vi porto non lontano dalla mia Como, verso il Lago d'Iseo. Ci troviamo ai piedi della Val Camonica, famosa per possedere il più vasto patrimonio d'arte rupestre camuna, fra le provincie di Bergamo e Brescia.


Il Lago d'Iseo, conosciuto anche come Sebino, è uno specchio d'acqua maestoso e delicato, diamante incastonato fra le montagne e custode di paesi lacustri che hanno fatto della bellezza del paesaggio e del turismo la loro ragione di vita. È impossibile non lasciarsi incantare da Monte Isola, dopo un breve viaggio in traghetto in partenza da Sulzano o Sale Marasino, nel Bresciano o da Tavernola, nella Bergamasca.


Monte Isola rappresenta la più grande isola lacustre della Penisola e la più alta d'Europa, con le sue stradine strette e pedonali, lontane dalla civiltà del caos e del traffico di cui siamo abituati. Perdetevi tra la natura, dimenticatevi del tempo che passa.


Ma l'Iseo ha in serbo altre sorprese e le scopriamo lungo il percorso che porta all'hotel prenotato tramite Smartbox, presso la località di Zone. La sponda bresciana ci accoglie con un susseguirsi di paesini che, dato il clima e l'orario mattutino, dormono ancora quieti sul lago, per arrivare a Iseo, maggior attrattiva turistica della sponda orientale, fra acqua e terra.
Il mio consiglio è quello di dedicare una mattinata alla ricerca di angoli suggestivi, di vicoli stretti e negozietti, botteghe e ristoranti caratteristici.


Zone: le piramide di erosione e il bosco degli gnomi
Continuiamo il nostro itinerario dal centro industriale di Marone, proseguendo sulla strada per il monte Guglielmo. È dopo una serie di tornanti che rimaniamo affascinati e incuriositi dalle famose piramidi di Zone, sorelle delle altrettanto note Piramidi trentine di Segonzano. È un caratteristico fenomeno di erosione ma qui sono conosciute come “Fate di pietra”. Si tratta di un posto magico, con le loro guglie altissime (arrivano fino a 30 metri di altezza!) e in cima, in un gioco di equilibrio e incastro, ecco un largo cappello di roccia, originato dall'azione erosiva dell'acqua.

Se vi trovate in zona, vi consiglio vivamente di visitare la riserva, il cui accesso è libero e il percorso semplice.


Immersi tra boschi rigogliosi, Fate di pietra e un freddo a tratti pungente, la nostra bussola indica un luogo fiabesco, amato dai bambini e da chi, in fondo, preserva sempre lo stupore e l'innocenza dell'infanzia pur essendo cresciuto da un pezzo.
Raggiungiamo quindi il Bosco degli Gnomi. È incredibile vedere queste sculture che sono vere e proprie opere d'arte installate nel sottobosco. Gnomi innamorati, gufi, grosse matrone, patriarchi e orsi, draghi e gatti. Si contano circa 44 installazioni tutte in legno, lavorate con cura e amore - ci raccontano - da un artista locale meglio conosciuto come il “Rosso”.


Infilate un paio di scarpe da tennis, copritevi bene se lo visitate come noi nel periodo invernale e lasciatevi condurre in questo incantevole luogo. Se rimanete in silenzio potrete forse sentire le storie degli abitanti del bosco, quelle che, con la testa sul cuscino, ci cullavano da piccoli.


“Una volta che hai viaggiato, il viaggio non finisce mai, ma si ripete infinite volte negli angoli più silenziosi della mente. La mente non sa separarsi dal viaggio”.


(10 marzo 2015)

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