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Destra senza chiavi e Sinistra senza porte

Continuiamo a seguire le disavventure di destra e sinistra nella politica italica, fatta di perbenisti, usurpatori, futuri leader già iniziati al comando, ma, soprattutto, di sindacalisti.

Più si va avanti e più si inizia a vedere la politica italiana come l’impasto di una torta con a destra le gocce di cioccolato bianco e a sinistra quelle di cioccolato fondente (guai ad attribuire il “nero” alla destra) a cui è stata data una vigorosa mescolata: così il nero è diventato bianco e viceversa.


Fra i bianchi, angeli scesi per portare ricchezza e amore fra le terre che un tempo furono calpestate da Cesare, Pericle e Annibale, possiamo annoverare Forza Italia e l’estrema Destra (il nuovo centrodestra, a partire dal nome, è un ossimoro vivente, un antitesi ammirabile da tutti). Questi partiti in pratica non hanno un leader unitario. Perché è pur vero che Salvini, con le sue idee libertarie ed eteree, è un politico molto apprezzato nella penisola, ma ci sono ancora gli affezionati al Nazareno di Forza Italia (alcuni saranno passati all’NCD, come dire dalla padella alla brace) che non si vedono rappresentati.


Silvione sta quindi cercando, ultima stoccata prima del k.o. da lui stesso annunciato, di proporre un leader condiviso dal centrodestra. Ma Forza Italia non serve più alla Lega, che ormai ha i suoi numeri e poi, siamo sinceri, quando uno dei possibili leader è Mara Carfagna, ti passa un po’ la voglia di dialogare. E la Carfagna stessa dichiara che prima di divenire leader, bisogna ricostruire il centrodestra (stia tranquilla signorina, non c’è fretta).
Parallelamente alle vicende dei destrorsi, i mancini fondenti lavorano alacremente sulle prossime riforme da approvare (tutto molto velocemente mi raccomando, su). Fra un decreto di legge e l’altro però, Matteo Renzi trova un momento per presentare Vincenzo De Luca come candidato per il PD alla presidenza della regione Campania, dicendo frasi poetiche, coadiuvato da De Luca stesso, come: “I veri impresentabili sono quelli che tolgono la speranza a un’intera generazione” (detto da De Luca poi è molto convincente).
Fra una cosa e l’altra però, super-Matteo dice anche di volere un giorno un sindacato unico. E lì giù la grandine.


L’ayatollah Camusso, regina suprema dei sindacati uniti e dell’Italia tutta, ha definito le idee di Renzi “adatte ad un regime totalitarista”, in totale accordo con i leader di CISL e UIL, rispettivamente la signora Furlan e il composto Barbagallo. La triade dei miracoli.
Quale pugno sfonderà la porta dell’elettorato, il destro di Silvio o la carezza di Matteo? Io, fossi in voi, inizierei a chiudere la porta a chiave, non si sa mai con i ladri che ci sono in giro.


(25 maggio 2015)


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