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Salvini riaccende la protesta in Toscana: quando la contestazione diventa squadrismo

È successo a Livorno poche settimane fa e si è ripetuto ieri, prima a Massa e poi a Viareggio. La “rossa Toscana” sembra non gradire la presenza di Matteo Salvini e certi manifestanti si fanno trovare pronti ovunque lui decida di andare. Si parte dal lancio di uova, di arance, di pomodori e si arriva agli scontri con le forze dell’ordine che tentano di mantenere la calma per consentire il regolare comizio del leader leghista.


In vista delle amministrative del 31 maggio, Salvini sta facendo normale campagna elettorale. Ma diversi contestatori hanno deciso che il segretario della Lega non può parlare e che deve essere respinto ovunque, fregandosene delle persone che vorrebbero ascoltarlo. Si sentono autorizzati in nome della difesa della democrazia dai “fascisti del nuovo millennio”, ma la resistenza è finita e il fascismo è stato sconfitto parecchi anni fa. Adesso si può dialogare, esporre le proprie idee, si può votare.



Il dissenso fa parte della democrazia e le contestazioni dei contenuti da parte dell'avversario andrebbero sempre ascoltate. Quando però il confronto sfocia nel tentativo di non far parlare l’altro, la contestazione diventa squadrismo. E chi vorrebbe denunciare il “fascismo” dovrebbe evitare di utilizzarne i metodi.


Federica Chiappori
(16 maggio 2015)

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