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50 anni di Mondadori: 10 copertine da "Oscar" per festeggiare

Era il 23 aprile del 1965 quando uscì Addio alle armi di Ernest Hemingway, un libriccino 15,5x11 cm, la cui copertina richiama il mondo cinematografico: la foto ritrae, infatti, una scena dell'omonimo film interpretato dall'attore Rock Hudson. Le prime 60mila copie vengono esaurite in appena un giorno. Ne vengono ristampate altre 210mila in una settimana e altre 400mila nel giro di due mesi. Nasce ufficialmente una tra le più fortunate scelte editoriali di sempre: la collana Oscar Mondadori.


C'erano già i tascabili certo, ma gli Oscar inaugurarono un nuovo modo di intendere il libro, poiché furono la prima collana editoriale ad essere disponibile anche nelle edicole e a mettere quindi alla portata di tutti l'alta letteratura. Da allora sono passati cinquant'anni e Mondadori ha voluto celebrare l'importante anniversario ristampando 10 importanti titoli corredati da copertine speciali. Per questo progetto, la casa editrice ha coinvolto gli studenti dello IED (Istituto Europeo di Design) affidandogli il compito di ideare delle nuove copertine, nell'ambito del concorso “Match the cover”.


Il risultato, seppur interessantissimo e decisamente "fresco", non è stato indenne dalle polemiche. Il motivo delle critiche risiede nel fatto che alcune copertine, come ad esempio quella de Il Piacere di D'Annunzio, sono completamente sconvolte rispetto agli originali. Sull'onta del successo di Cinquanta sfumature di grigio, il designer deve aver pensato bene di allineare un classico alla moda del momento. Ecco allora che Andrea Sperelli diviene un giovane tatuato, con tanto di orecchino e benda fetish retta da una mano femminile. E ancora, La fattoria degli animali di Orwell abbandona gli iconici maiali per far posto all'immagine di un inquietante individuo che sembra spiare il lettore con un'espressione ed uno sguardo a metà tra Donnie Darko e Alexander DeLarge di Arancia Meccanica.


In realtà più che la provocazione, lo scopo del progetto dovrebbe essere quello di avvicinare anche i più giovani ai classici della letteratura senza che li classifichino come titoli "noiosi" o relegati alla scuola e per far ciò, quale miglior cosa di un impatto visivo del genere? Nonostante sia vero che un libro non si giudica dalla copertina, di fatto, molti hanno storto il naso e non hanno gradito la scelta editoriale. E chissà, se fosse stato ancora qui, cosa avrebbe pensato Gabriele D'Annunzio?


(28 giugno 2015)



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