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Arena di Verona, giostre & rock ‘n’ roll

L’Arena di Verona è l’anfiteatro romano più conosciuto al mondo dopo il Colosseo di Roma e serviva, come oggi, a giostre ed altre attività ludiche; allora andavano in scena i gladiatori, oggi i concerti rock, con la differenza che i gladiatori in gran parte i danni li “subivano” mentre i concerti rock questi danni li “causano”.


La storia antica ci dice che la maggior parte dei danni all’Arena furono colpa di disastri naturali: l’inondazione dell’Adige nel 589, i terremoti nel 1117, 1156, e 1183, mentre quelli odierni li causano i tacchi 12 ai piedi delle signore bene, le centinaia di scarpe antinfortunistiche ai piedi degli operai che montano e smontano palchi e retropalchi, infine le decine di migliaia di scarpe sportive di quelli che battono il tempo del rock sulle gradinate.
I 30mila fan del Liga o del Vasco nazionale non giovano alla salute di quella splendida centenaria creatura che è l’Arena di Verona, porteranno business ma fanno peggio di un terremoto perché un amico presente al concerto di Gianni Morandi di qualche anno fa mi riferì sì dello spettacolo canoro cui aveva assistito ma anche di come la gente sulle gradinate di quel magnifico teatro all’aperto si era scatenata saltando come matti… con Morandi. Immaginiamo cosa sia successo durante i concerti di Liga e Blasco.


Questa stagione 2015 annovera fra i big una serie di “rocchettari” da brividi, oggi i Wind Music Awards, ossia una specie di malacopia “discomusic” dei più famosi Awards (Oscar della musica) di matrice londinese e Usa; l’11 giugno una full immersion di hard rock/heavy metal made in Kiss, storico gruppo Usa anni ‘70 con alle spalle ben 130 milioni di copie vendute, per la buona sorte dell’Arena c’è solo da sperare sul torpore di quelli della band (complice l’anagrafe).
Una pausa “new wawe/new romantic” (6 luglio)  in ambito Spandau Ballet, (ex) celebre band britannica anni ‘80 tanto per riprendersi dai danni che avranno fatto i metallari by Kiss, poi subito dopo (20 luglio) si scatenerà la “torcida” sudamericana col samba di Carlos Santana che a dispetto dell’età, quasi settantenne, è ancora in formissima e il suo rock latino è figlio della musica della Bay Area e del Bill Graham’s Fillmore Auditorium che lui, appena emigrato dal Messico, andava ad ascoltare di nascosto.


Passando poi per un’altra decina di manifestazioni di musica leggera e la solita rassegna lirica e teatrale si concluderà un’altra stagione di passione (e di business!) per lo storico anfiteatro; la giostra della quintana del 1622 vide la partecipazione di cavalieri non solo veronesi ma addirittura provenienti dalla Svezia e fu il primo evento “internazionale” a memoria d’uomo, sicuramente meno deturpante.
Ho ballato e saltato anch’io ai concerti rock, nel luglio 2007 a quello degli Stones eravamo in 50.000 a strapazzare il suolo di quell’anfiteatro calcistico che è l’Olimpico di Roma, lì però il campionato era finito ed abbiamo fatto “torto” solo all’erba.


(4 giugno 2015)



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