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Elezioni in Turchia: chi ha vinto e chi ha perso

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Il presidente turco Erdoğan non può certo dirsi soddisfatto dell’esito delle elezioni che si sono tenute ieri; il suo partito AKP, pur avendo vinto con il 41% dei consensi, non ha ottenuto la maggioranza assoluta e quindi per formare un nuovo governo dovrà per forza cercare alleati tra i partiti minori.


Per Erdoğan questo risultato è anche una sconfitta sul piano personale perché con solamente 258 seggi in Parlamento probabilmente non riuscirà a portare avanti il suo progetto di riforma costituzionale che mira a fare della Turchia una repubblica presidenziale.


Anche i mercati finanziari non hanno reagito bene; stamattina la borsa di Istanbul ha aperto in forte calo dell’8,2% e la lira turca è crollata del 5%, tanto che la Banca Centrale turca ha praticato tagli sui tassi di interesse dei depositi in euro e in dollari per frenare la perdita di valore della valuta nazionale.


Il vero vincitore di questa tornata elettorale è il partito curdo HDP che a sorpresa supera la soglia di sbarramento con il 13% dei consensi; per la prima volta nella storia della Turchia il popolo di etnia curda è rappresentato in Parlamento. Per il popolo curdo questo risultato è davvero entusiasmante perché rappresenta un riconoscimento ufficiale delle rivendicazioni di questa minoranza etnica dopo anni di battaglie; nelle aree a maggioranza curda la gente è scesa in strada a festeggiare e si parla di voglia di cambiamento, di maggiore libertà e della fine dello strapotere di Erdoğan.


Valeria Fraquelli
(8 giugno 2015)


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