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Emendamento sul ddl scuola approvato al Senato: l’aula diventa il purgatorio in terra

Il Senato ha votato positivamente l’emendamento sul ddl scuola perpetrato dalla maggioranza che, tra l’altro, ha posto la fiducia su di esso per il voto ieri avvenuto. In aula succede il finimondo. Marino poi, dall’altro lato, chiede scusa alla destra per le fogne.


Ieri il Senato ha votato per la fiducia posta dal Governo sull’emendamento che concerne la riforma della scuola. I voti a favore sono stati 159 (la maggioranza assoluta al Senato è 161) mentre 112 i voti contrari. Immediatamente prima del voto, dalle fenditure dei sampietrini sono emersi infiniti insegnanti (alcuni dei quali hanno anche aggredito Mineo che non ha neanche votato la fiducia perché in disaccordo con l’esecutivo) con le loro bandiere e i lumini da processione.
Poco dopo il voto ci sono state delle interviste a destra e a sinistra ed è stato molto bello e formativo vedere come la destra ponesse l’accento sul fatto che il Governo non ha la maggioranza assoluta in Senato mentre la sinistra facesse notare di “aver retto bene i malumori della minoranza interna”.


La parte interessante di tutto ciò, al di là del putiferio che accadrà se la legge passerà anche alla Camera, sono state le reazioni delle opposizioni. Credo che se avessero mandato un paio di talent scout avrebbero sicuramente selezionato un paio di comici eccelsi (se Brignano fa il comico possono farlo tutti). In primis è da sottolineare il modo in cui alcuni senatori di Sel scampanellavano come “vacche al trotto” con delle piccole campane dipinte.


In questo clima bucolico, gli adepti del Movimento Cinque Stelle hanno tirato fuori dei lumini da cimitero (copiando gli insegnanti per giunta) e hanno messo in scena un vero e proprio funerale con tanto di bende nere alle braccia (avevo pensato ad una rievocazione fascista da principio) e cartelli con su scritto “RIP SCUOLA PUBBLICA”. Geniale.
Devo dire comunque che il fatto che mi ha stupito di più è stata la faccia della Giannini mentre la commedia andava in scena. Aveva, dipinta sulla faccia, una sorta di amarezza molto tiepida, molto velata ma al contempo era incredula e, come un bambino che si trova davanti alle montagne russe, voleva vedere cosa sarebbe successo dopo.


Fra le altre cose interessanti successe, oltre alla stagione di attentati che si è ufficialmente aperta che vedrà protagonisti gli insegnanti (per fortuna d’estate non si va a scuola e possono riposarsi al mare qualche giorno mentre gli versano comunque lo stipendio sul conto, ciò contribuirà sicuramente a farli calmare) nelle vesti di piccoli urlatori seminatori di morte, Ignazio Marino ha chiesto scusa. Chiede scusa, il sindaco, alla destra e ai suoi elettori per la frase da lui stesso pronunciata alla festa dell’Unità che chiedeva alla destra di tornare nelle fogne ricordando lo slogan “Fascisti carogne tornate nelle fogne”. Una frase a mio parere stupida e razzista. La brava gente esiste anche a destra così come esistono criminali, mafiosi e quant’altro a sinistra. Sarebbe stato bello leggere le risposte di esponenti destrorsi per vedere il degrado delle istituzioni, ma ahimè Marino ha dichiarato che mai più una frase simile uscirà dalla sua bocca e anche che “c’è la stessa quantità di bene a destra e a sinistra”.


(26 giugno 2015)




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