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Fiducia sulla buona scuola: Renzi falso autolesionista

Giunge notizia che Renzi vorrebbe porre la fiducia su un emendamento che verrà presentato stamane per quanto concerne la buona scuola. Renzi sembra volersi far male da solo ma, a quanto pare, i numeri potrebbero esserci. Le Muse si voltano verso il fratello di Thor, gli angeli si fanno da parte sostituiti dal Divino Renzi, portatore di riforme e benessere universale.


La leggenda narra di un uomo che, con accento dantesco e un’eccellente padronanza linguistica, non si ferma davanti a nulla, valica i corpi di milioni di urlatori in protesta e di compagni sindacalisti ammaestratori di serpenti e di folle e si schiera persino contro i propri fratelli per raggiungere gli obiettivi che si è prefissato. Sceso sulla terra per portare fratellanza e oceani di riforme inutili, partorito direttamente da Afrodite (magica è stata la dischiusura delle acque e l’agognata apparizione angelica), egli continua imperterrito sulla sua strada inveendo, farneticando e vaneggiando.
L’uomo della leggenda è Matteo Renzi.


Il sopracitato Presidente del Consiglio e Sacro Padrone della Tavola Rotonda mette il turbo sul ddl per la scuola. Dopo aver saltato le proteste di mandrie di invasati posseduti (noti ai più come insegnanti arrabbiati), Matteo tenta di schivare anche la possibile mancanza di maggioranza al Senato. Stamattina, infatti, Renzi proporrà un simulacro di emendamento sul disegno di legge che, secondo alcuni (gli amici del quotidiano comunista che, ne sono certo, ci seguono sempre), sarà semplicemente una trascrizione parziale degli emendamenti già proposti da Sel e dal M5S.
Sul seguente emendamento poi Renzi avrebbe intenzione di porre la fiducia il prossimo venerdì. La cosa in realtà è abbastanza certa (se Renzi è sicuro di farcela non vedo perché non dovrebbe palesare il voto), a meno che il premier si accorga di non avere i numeri in ogni caso. Riguardo ai numeri della maggioranza, il Verdini post-scissione sarebbe pronto, novello Dudù (o Toti insomma, i sinonimi sono ben accetti), a indossare un bel guinzaglio d’oro e riportare il bastoncino al Presidente del Consiglio quando questo può essergli più utile.
Le assunzioni sembrano essere comunque il punto principale del ddl, sulle quali la frontwoman della CGIL, Susanna Camusso, sta dando battaglia con modi comunque abbastanza mesti. La Camusso afferma che le 100mila assunzioni promesse vadano fatte a prescindere dall’approvazione del ddl ma Renzi inizia come al solito a puntare i piedi, piagnucolare e squittire come tutte le volte che non si fa quello che impone il visionario politico.


Matteo ribadisce infatti la subordinazione del piano di assunzioni al ddl (non ti vende il petto senza affibbiarti tutto il pollo, non è mica stupido Susy) e aggiunge che in caso di mancata approvazione di quest’ultimo le assunzioni tanto citate verranno effettuate col metodo di turn-over vigente e saranno all’incirca 20.000.
Le ninfe cantano già davanti a tanto gaudio; nuovi scenari di discussioni si aprono all’orizzonte ma ognuno è pervaso da un continuo suono di sottofondo e infestato da quell’accento inglese tanto perfetto che contraddistingue il nostro Matteo Erre, figlio di Odino.


(23 giugno 2015)



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