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Hillary 2016: pronta a gestire le paure degli elettori

Ieri Hillary Clinton ha affrontato i dubbi degli elettori americani in un discorso tenuto a New York City. La sua campagna è ormai iniziata da alcuni mesi, ma la Clinton non accenna a rallentare né a cedere alle critiche dei Repubblicani. Tutt’altro: nel discorso di sabato ha risposto alle preoccupazioni sollevate dagli elettori già dalle prime settimane della sua campagna. Prima fra tutti, come possa una donna della sua estrazione sociale comprendere ed affrontare le problematiche della classe media americana.


Il suo discorso si è mosso tra la sua visione per un nuovo futuro della famiglia americana e l’enfatizzazione, non nuova per Hillary, dei diritti delle donne e dei diritti civili, nei confronti dei quali il partito Repubblicano sembra essere sordo. L’evento, forse il più importante dall’inizio della campagna per la presidenza, ha risposto anche al semi-scandalo delle mail private risalenti ai suoi anni da Segretario di Stato e delle donazioni straniere per l’attività filantropica che coinvolge tutta la famiglia Clinton.


Con lei hanno partecipato al discorso anche l’ex presidente Bill Clinton e la figlia Chelsea, segnando così la fine della prima fase della campagna di Hillary, che l’aveva vista discutere i punti della propria politica attorno ad uno stretto numero di elettori. Nelle settimane a venire, la Clinton presenterà più nel dettaglio gli elementi della sua campagna, di fronte a gruppi decisamente più ampi. Nulla sarà lasciato al caso e le figure coinvolte nell’organizzazione dell’evento sono molte e con esperienze decisive alle spalle: Greg Hale, che ha lavorato per anni con i Clinton; Jim Margolis, il cui curriculum comprende entrambe le cerimonie inaugurali della presidenza Obama; Mandy Grunwald, consigliera di Hillary dagli anni Novanta.
Hillary baserà la sua campagna su quattro principali punti-chiave: rafforzamento dell’economia, aiuti concreti per le famiglie e le comunità, stretto controllo del denaro che ruota attorno alla politica e protezione del Paese dalle minacce esterne. Con la figlia al proprio fianco, sarà inevitabile ricordare agli elettori il suo essere una madre - ora anche nonna - lavoratrice, l’esperienza dedicata al Children’s Defense Fund e, soprattutto, il lavoro che ha assunto sulle proprie spalle negli anni da first lady, senatrice e segretario di Stato per difendere i diritti delle donne e dei bambini.
A tal proposito, tra i suoi ultimi tweet spiccano, per potenza del messaggio e per le critiche sollevate, le poche righe che ribadiscono la posizione di Hillary nei confronti della libertà delle donne:


Contando anche la sua personale ammirazione nei confronti Eleanor Roosevelt, sembra che Hillary voglia proprio richiamare alla memoria degli elettori la politica del presidente Roosevelt, spingendo sulla convinzione che sia compito del governo contribuire all’aumento degli stipendi, alla creazione di nuovi lavori e al rendere più economico il costo per accedere all’istruzione e alle strutture sanitarie.


Hillary non si ferma e la possibilità che diventi il primo presidente donna degli Stati Uniti sono alte. La domanda è se riuscirà a rispondere ai grossi punti interrogativi che si presentano davanti a lei. Una donna forte, con un’esperienza politica alle spalle che pochi hanno. Questo e la convinzione di essere il giusto volto per l’America saranno sufficienti?


Erika Mastrorosa
(14 giugno 2015)



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