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Il puro De Luca contro il semidio Matteo

De Luca presenta il ricorso al tribunale di Napoli per quanto concerne l’applicazione della legge Severino ad opera di Matteo Renzi sulla sua elezione a governatore della Campania con una condanna in primo grado per abuso d’ufficio: è guerra. Intanto in Puglia, Emiliano costruisce una piccola grande famiglia col suo staff.


Giunge notizia che il governatore della Puglia, Michele Emiliano Emiliano, abbia nominato la compagna come addetta Stampa. E, nonostante la donna lo avesse già accompagnato nei suoi mandati da sindaco di Bari, sono abbastanza d’accordo con il M5S che definisce la scelta “abbastanza inopportuna”.
Si parla di poca roba comunque, cose all’ordine del giorno se paragonate al caso senza precedenti che sta accadendo in Campania, dove il poliglotta Matteo combatte col casto e puro De Luca (essere fatto di luce, senza macchia e senza paura) per quanto concerne la decadenza di De Luca da governatore della Campania secondo quanto scritto nella legge Severino.


Durante il Consiglio dei Ministri di venerdì scorso, infatti, il nostro Premier non ha modificato la Legge Severino per il caso De Luca (che lui stesso ha creato, ci tengo a ribadirlo) ma si è limitato ad applicarla. C’è già, fra i suoi adepti, chi grida alla beatificazione, una nuova religione con a capo icone inneggianti al sex-symbol toscano, già Presidente del Consiglio. Fra questi, fruitori del già citato sangue di Dudù, portatore di accondiscendenza e scodinzolamento, al pari del mitico Toti, c’è Gennaro Migliore che elogia Renzi dicendo: “Veniva messa in discussione la volontà di Renzi di applicare la Severino, invece l’ha fatto senza indugiare”.


Senza indugiare però, Matteo ha anche candidato il già citato De Luca consapevole di ciò che sarebbe successo. Tutto dipenderà dal tribunale di Napoli. De Luca infatti ha presentato il ricorso alla mossa fatta dal Premier. Il giovinotto avrebbe dovuto convocare la seduta consiliare ieri (29 giugno) ma l’ha rimandata: nella seduta avrebbe dovuto nominare assessori e colui che farà di fatto le sue veci. Sperando però che il tribunale accolga il suo ricorso, Vincenzino ha rimandato le nomine e il Consiglio così, magari, potrebbe aggirare la sua decadenza in quanto governatore ed esercitare ciò per cui è stato candidato ed eletto.
Tutti cercano di fregare tutti. Complimenti.


(30 giugno 2015)


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