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Immigrazione: l’Australia paga gli scafisti per invertire la rotta?

Le leggi australiane sull’immigrazione sono molto severe: senza un regolare visto è praticamente impossibile entrare nel Paese e tutti i barconi intercettati vengono dirottati sull’isola di Nauru oppure in Papua Nuova Guinea. Il governo australiano possiede in questi territori dei centri chiamati “Immigration detention center” in cui vengono esaminate e vagliate molto attentamente tutte le richieste d’asilo.


Negli ultimi tempi la politica dei respingimenti del governo di Canberra si è fatta ancora più rigida ed inflessibile; pare che alcuni ufficiali della Marina Militare australiana abbiano pagato circa cinquemila dollari agli scafisti per invertire la rotta e scaricare i migranti sull’isola di Rote, in Indonesia, a quasi cinquecento chilometri a nord-est dalle coste australiane. A dare la notizia sarebbero stati gli stessi migranti che avrebbero assistito al pagamento tra gli scafisti ed un ufficiale australiano salito a bordo della nave.


Il Premier australiano Tony Abbott è da sempre molto fiero della sua politica molto dura nei confronti degli immigrati e non ha né confermato né smentito la notizia dei pagamenti, dichiarando soltanto: “I’m not going to get into hypotheticals”. Lo stesso Abbott ha aggiunto che farà ogni sforzo per fare sì che i confini australiani rimangano inviolati e che le unità preposte al controllo delle frontiere sono libere di utilizzare anche “metodi creativi”.
L’Australia, proprio per le sue politiche molto rigide di controllo, è finita più volte nel mirino delle Nazioni Unite che l’hanno accusata addirittura di violare la Convenzione Internazionale contro la tortura, a causa del trattamento riservato ai profughi, soprattutto ai bambini nel centro di detenzione di Christmas Island.


Da quando, nel settembre del 2013, è iniziata “Operation Sovereign Borders” il numero di immigrati che riescono a raggiungere le coste australiane è drasticamente diminuito, tanto che nel dicembre dello stesso anno solamente un’imbarcazione con a bordo potenziali richiedenti asilo è riuscita a raggiungere il Paese. Molti barconi vengono dirottati in Indonesia, Birmania o Sri Lanka oppure vengono trainati al punto di partenza.


Valeria Fraquelli
(20 giugno 2015)



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