Ultime Notizie

Italia: proteste a perdita d’occhio

Mentre Maroni, Zaia e Toti protestano sugli immigrati clandestini da accogliere e minacciano sanzioni a destra e a manca, un manipolo di insegnanti urla e scalcia al solo udire la parola “riforma”.

In questi giorni, il mistico e rivoluzionario Maroni ha dichiarato di non voler più accogliere clandestini. L’aristotelico animale politico (lascio decidere a voi le quantità) ha anche affermato di voler imporre delle sanzioni (più in particolare un taglio ai fondi) per i Comuni che non accoglieranno con favore la sua proposta.


A lui si è accodato Zaia, compagno di partito e di vita, e Toti, neoeletto presidente della Liguria (che ha evidentemente capito dove tira il vento). La trinità così composta si propone quindi di arginare il problema dell’immigrazione puntando i piedi, squittendo e piangendo davanti a Mamma Italia e Nonna Europa. Papà Matteo, Presidente del Consiglio e seduttore poliglotta (nonché pescatore di uomini) ci ha fatto sapere che i limiti li aveva decisi Maroni a suo tempo e porta altre inconfutabili tesi a suo sostegno, del tipo “non può fare come vuole” e… basta.
Maroni comunque cambia idea molto in fretta, non capita a tutti di iscriversi alla Democrazia Proletaria e poi porre le basi dei movimenti separatisti nello stesso anno (va bene che la distanza fra estrema destra ed estrema sinistra è infinitesimale ma non inesistente).


Renzi ha però altre gatte da pelare. Si è da poco tenuto un incontro con la direzione PD nel quale si è parlato di diverse cose (gossip, calcio, cronaca rosa, rossa e nera) ma in particolare di scuola e regionali. Sulle elezioni da poco avvenute il Premier ha ribadito la sua posizione in merito a chi non grida vittoria (chi non salta disfattista è!). Secondo la sua tesi, 17 regioni su 20 non significa sconfitta (dei voti e degli altri partiti poco importa); Matteo poi, con magnanimità e libertà nel tono, dichiara testualmente: “Metà del sud è nelle nostre mani”. I ben informati dicono che in seguito abbia attinto da un calice col sangue di Dudù (portatore di accondiscendenza, Toti di fatto ne è un gran fruitore) delle gocce di liquido, ma non è nulla di verificato.


Nel frattempo, un manipolo di invasati urlatori, noti ai più come insegnanti in protesta, si sono poi presentati sotto l’edificio in cui la riunione sarebbe avvenuta per manifestare contro il ddl. I signori però stavano manifestando spontaneamente e, citando la tempestiva e affascinante ANSA, alla richiesta dei poliziotti di visionare i documenti, qualcuno di loro afferma: "Siamo liberi o in uno Stato di polizia?". Insegnanti così sapranno formare al meglio i futuri cittadini, viva la libertà!


(10 giugno 2015)


Prima Pagina on line (www.primapaginaonline.org) - Testata registrata al Tribunale di Bologna, pr. n. 8292 del 06/03/2013. Sito progettato da Templateism.com Copyright © 2011

Powered by Blogger.