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L’ISIS distrugge la storia antica

I siti archeologici nei territori conquistati dall’ISIS sono stati pesantemente danneggiati oppure totalmente distrutti; i miliziani del fondamentalismo islamico non accettano i simboli di altre religioni e di altre culture, anche di quelle antiche, perché credono che solamente l’Islam sia l’unica religione da professare.


Le ultime antichità cadute sotto il controllo dei fondamentalisti sono quelle del sito di Palmira, che nei giorni scorsi è stato addirittura minato, non si sa se per bloccare l’avanzata dei nemici oppure per distruggerlo, come è già accaduto per le antiche città di Ninive e di Nimrod.
È insita negli uomini del Califfato la volontà di cancellare tutto ciò che appartiene al passato pre-islamico; non ci devono essere tracce del miscuglio di culture e tradizioni che per tutta l’antichità fu il medio oriente. Non c’è spazio per gli antichi templi con le loro splendide rappresentazioni degli antichi dei e non c’è posto nemmeno per i moderni cristiani che vengono perseguitati, uccisi o costretti alla fuga mentre le loro chiese vengono saccheggiate e distrutte.


I cristiani vengono considerati dai fanatici islamisti come politeisti ed idolatri e per questo la loro cultura, secondo i folli piani del Califfato, deve essere cancellata; le croci delle chiese vengono divelte per fare posto alle bandiere nere, quadri e statue sacre vengono rimosse e distrutte. Nel loro delirio di conquista e supremazia i miliziani islamici cancellano un pezzo importante della loro stessa tradizione perché la cultura mediorientale deve molto al suo passato e alle antiche tradizioni, di cui i resti antichi sono una bellissima testimonianza.
Il patrimonio artistico siriano è importantissimo perché proprio in questa nazione ci furono i primi tentativi di agglomerati urbani e venne inventato il primo alfabeto della storia nel 1200 a.C.; nell’antichità il territorio siriano era un crocevia di popoli con culture molto diverse tra loro e un vero e proprio ponte per i contatti tra Oriente e Occidente.


In Iraq i musei sono stati saccheggiati ed i reperti venduti per comprare nuove e più potenti armi e anche in questo Paese moltissimi siti archeologici sono stati vandalizzati e distrutti in un assurdo tentativo di cancellare la storia. La cultura ed i beni culturali in genere uniscono i popoli e allargano la mente, i fanatici invece vogliono dividere e costringere con la forza tutti a pensarla come loro.


Valeria Fraquelli
(23 giugno 2015)



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