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Paesi baltici, sale la tensione tra NATO e Russia

Il 23 giugno a Tallinn, capitale dell’Estonia, si è svolto un importantissimo vertice tra i rappresentanti della NATO e dei Paesi baltici, preoccupati dalle mosse aggressive della Russia di Putin proprio a ridosso dei loro confini.


Il Segretario Generale dell’Alleanza Atlantica, Jens Stoltenberg, d’accordo con il Segretario della Difesa degli Stati Uniti d’America, Ashton Carter, ha annunciato che aumenterà il numero di effettivi della NATO nell’Europa centrale e orientale da tredicimila a trenta/quarantamila unità; inoltre i soldati saranno addestrati per essere pronti ad entrare in azione nel giro di ventiquattro ore in caso di aggressione russa. I Paesi in cui verranno installate le basi militari saranno soprattutto dell’est Europa: Estonia, Lettonia, Lituania, Bulgaria, Romania e Polonia, a cui potrebbe aggiungersi anche la Germania.


Gli Stati Uniti invieranno in questi Paesi non solamente uomini ma anche mezzi corazzati, ben duecentocinquanta carri armati, veicoli pesantemente armati ed altro equipaggiamento militare che dovrebbe bastare per un battaglione. Il rappresentante permanente degli Stati Uniti presso la NATO, Douglas Lute, ha smentito la notizia circolata in precedenza secondo cui sarebbero state installate anche postazioni per il lancio di missili con testata nucleare.
Secondo i vertici dell’Alleanza Atlantica, si tratta di una risposta al comportamento aggressivo della Russia in Ucraina, sfociato nell’annessione della Crimea; più uomini e più mezzi garantiranno meglio la sicurezza nei Paesi baltici e permetteranno alle truppe NATO di avere maggiore mobilità in Europa e un maggior controllo del territorio.
Ovviamente la Russia non è rimasta a guardare: il Ministero della Difesa di Mosca ha subito dichiarato che reagirà con forza a qualsiasi atto ostile e che considera la mobilitazione della NATO in Europa uno degli atti più aggressivi nei confronti del Cremlino dalla fine della guerra fredda. Il governo russo ha anche fatto sapere che presto aggiungerà altri quaranta missili con testata nucleare al suo arsenale.


Mentre sale la tensione ed in Ucraina continuano i combattimenti tra ribelli filorussi ed esercito regolare di Kiev in piena violazione degli accordi di Minsk, sembra di essere ritornati agli anni della guerra fredda, dell’URSS e della cortina di ferro che divideva l’Europa e il Mondo intero in due blocchi contrapposti.


Valeria Fraquelli
(26 giugno 2015)



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