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Quanto è gustoso “Il caffè dei miracoli” di Franco Di Mare?

“Il primo ad accorgersi che qualcosa non andava fu Venanzio, lo spazzino, anche se lui preferiva la definizione di operatore ecologico, che diciamo la verità, sembrerà pure esagerata però è una maniera per non mortificare il lavoro di un povero cristo costretto a raccogliere monnezza per portare un pezzo di pane a casa. Alle sei del mattino, con la piazza deserta e il portone della chiesa ancora chiuso, quel coso lì in mezzo sembrava addirittura più maestoso di quanto non fosse in realtà. Venanzio se lo trovò di fronte appena girato l'angolo. […] Lui si limitava a osservare che quel donnone di marmo, il fianco adagiato su un basamento che sembrava un baldacchino, aveva il culo più grosso che avesse mai visto in vita sua. E quell'esagerazione, quell'immenso mazzo nudo, era rivolto, che dio abbia misericordia, proprio verso la chiesa".


Comincia così Il caffè dei miracoli, l’ultimo romanzo, edito Rizzoli, di Franco Di Mare, uno dei volti più amati e noti del giornalismo italiano. Scrittore di successo, inviato di guerra, conduttore televisivo, Franco Di Mare è tutte queste tre cose insieme e, per chi lo conosce, non c’è da meravigliarsi che riesca a eccellere in qualsiasi cosa faccia. Ieri, presso la sala dell'amministrazione provinciale di Frosinone, il romanziere partenopeo ha presentato il suo nuovo libro, che vi consiglio di acquistare in vista dell’estate. Da leggere sotto l’ombrellone per la piacevolezza della lingua, che è viva più che mai, per l’anelito di cambiamento che si respira in tutta la storia e in ultimo per la leggerezza con cui l’autore riflette tanto sulla bellezza femminile quanto sull’interiorità dell’uomo. In proposito lo scrittore ha detto: “Ammiro le donne perché sono positive, hanno il seme della vita, poi sono più predisposte al cambiamento, gli uomini migliori del romanzo, non a caso, sono quelli che si femminilizzano… Quand’è che un uomo si femminilizza? Semplice: Quando si innamora”.


Tenendosi lontano dagli stereotipi televisivi, che propinano alle adolescenti, modelle eccessivamente magre, Franco di Mare ha dichiarato di preferire donne in carne, “del resto avete mai sentito dire i piaceri delle ossa?”, ha commentato sarcasticamente il giornalista, come la Venere Callipigia, splendida statua, situata al museo archeologico di Napoli, da sempre magnificata in tutto il mondo, che è ripresa nell'atto di sollevare il suo peplo per scoprire le sue forme prosperose e le natiche e volgere lo sguardo dietro le spalle per ammirarsi. Questo sedere tanto abbondante non è così lontano da quello dell’enorme statua, stile Botero, di cui si parla nel romanzo, che una mattina appare nel paese immaginario di Bauci (nome che fa il verso ad una de Le città invisibili di Italo Calvino, quella che, sospesa su dei trampoli, arroccata sul mare, se ne sta superba, quasi, a disprezzare tutto ciò che non le appartiene), sconvolgendo la quotidianità dei suoi abitanti, che come ha sottolineato l’autore “sono inventati, ma sono più veri che mai”. Bauci non esiste, eppure potrebbe essere qualsiasi borgo italiano, parimenti i suoi grotteschi residenti. 


Nel corso dell’intervento, l’autore ha raccontato al pubblico in sala la genesi dell’opera: “L’idea è nata per caso. Un caro amico, nonché grande sociologo italiano, Domenico De Masi, mi raccontò la storia vera di Ravello, celebre città della musica, che venne turbata dalla statua di un famoso artista colombiano. Naturalmente di Ravello è rimasto bene poco nel libro, tuttavia la vicenda stuzzicò la mia creatività”. Dedicato alla compagna dello scrittore, il libro racconta di quanto l’uomo pretenda il cambiamento, pur avendone paura. Le novità spaventano, ma alle volte non solo sono necessarie, ma addirittura la miglior medicina. Non voglio anticiparvi nulla, togliendovi il gusto de Il caffè dei miracoli, ma sono certa che non deluderà le vostre attese. Persino i palati raffinati ne resteranno estasiati, perché come ha giustamente sottolineato Francesco, uno degli organizzatori dell’evento, promosso dalla Libreria Ubik del capoluogo ciociaro, la scrittura del conduttore di Uno Mattina, che tornerà in tv con la rubrica Sarò Franco dal prossimo 7 settembre, è simile ad un “cornetto al pistacchio”, una prelibatezza che non ti aspetteresti, ma che lascia in bocca un delizioso sapore di vita. Dopo Il cecchino e la bambina, Non chiedere perché, finalista al Premio Bancarella e il Paradiso dei diavoli, Franco Di Mare vi regala un’altra preziosa perla da aggiungere alla vostra libreria.



Scheda del libro
Titolo: Il caffè dei miracoli
Autore: Franco Di Mare
Editore: Rizzoli
Anno: 2015
Pagine: 285


(27 giugno 2015)



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