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Oltre tre milioni di visualizzazioni: cosa c’è dietro “Non c’è due senza trash” di Fedez?

Provocatorio. Ironico. Politicamente scorretto. Il video del singolo Non c’è due senza trash, estratto dall’album doppio disco di platino Pop-Hoolista del rapper Fedez - al secolo Federico Leonardo Lucia - è in rete da due mesi e ha raggiunto quasi quattro milioni di visualizzazioni. Ma cosa c’è dietro a questo successo?


Da Matteo Salvini alla Santanchè (in versione bambola gonfiabile) passando per Brumotti e la Mussolini, il rapper milanese ha una parola per tutti. Prende in giro la cosiddetta “tv del dolore”, che tanto sembra essere di moda negli ultimi anni e non lesina neppure i “colleghi” del Volo. Il video, che si scaglia contro quel tipo di televisione e politica che fa leva più sulla pancia che sulla testa, parte da un finto scoop confezionato ad arte dall’inviato del programma trash di turno per poi elencare una serie di sfottò ai talk show più famosi. E chi se non la tanto amata e criticata regina del genere, Barbara D’Urso, per rappresentare al meglio tutto questo? Ad Alessandra Mussolini (raffigurata con il busto del nonno) e la “bambola gonfiabile” Daniela Santanchè, si affiancano i tenorini del Volo, seguiti da un’orda di fan attempate, con una delle quali scatta anche un bacio.


È Salvini e la sua felpa di “Salò” ad essere però inevitabilmente il centro del video: nella riproduzione della famosa scena di Jack e Rose sul Titanic, abbraccia un immigrato su un pedalò. Cinque minuti di video che fanno sorridere, seppur amaramente e che prendono in giro l’Italia della tv, del qualunquismo, della politica becera e dei falsi moralismi e perbenismi. Che vi piaccia o meno Fedez, non si può negare che nella promozione di sé stesso sia davvero talentuoso, soprattutto perché ha ben capito quali sono i “punti” da toccare e che in questo periodo toccano facilmente l’opinione pubblica.


Nonostante il video sia stato criticato da qualcuno, le visualizzazioni parlano da sé, le vendite pure. Insomma, volenti o nolenti, dopo aver guardato Non c’è due senza trash sarete costretti ad ammettere che nell’odierno panorama televisivo e soprattutto musicale, ultimamente abbastanza piatto, un po’ di divertente provocazione (seppur ben studiata) non fa mai male.


(19 giugno 2015, aggiornato il 13 settembre)





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