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Solstizio d’estate, tempo di oroscopi… e vicoli ciechi

Quale miglior fase dell’anno questa di fine giugno per “distrarci” dalla quotidiana routine lavorativa, goderci le chiacchiere sotto l’ombrellone soprattutto quelle riguardanti le imminenti ferie d’agosto. La congiunzione astrale del solstizio d’estate (21 giugno) rende euforici e lascia spazio all’immaginazione a 360 gradi, si parla di tutto, gossip, wellness e perfino della sensazione comune che il “vento” per il Belpaese sia finalmente cambiato.


Bello, bellissimo, quasi vero, peccato che a romper le scatole ci si metta sempre la cruda realtà che leggiamo sulle colonne dei quotidiani, ad esempio quella sul “buco” dell’INPS che balza alle cronache per bocca del suo presidente Tito Boeri, ormai ricorrente da più di un ventennio e sembra che nulla si possa fare per ridurlo; si tratta di una cifra così mastodontica che si “mangerà” d’un sol boccone l’attuale attivo patrimoniale (18,5 miliardi nel 2014) dell’Istituto.
Così, festeggiando San Giovanni il 23 giugno (da pagani), malgrado tutto avremo un motivo in più per sperare nella buona sorte che il solstizio d’estate potrà portarci e semmai ricevere una “benedizione” ad personam dai fantomatici esperti di piante e cultori presenti a questa tradizionale festa popolare che ci erudiranno in materia di pozioni nella magica atmosfera della notte, spiegandoci tutto di questo rito; peccato che, apprendere a lume di candela come si fa il Nocino e Ratafià, la miracolosa acqua del Santo o i mazzetti di vischio per sognare, non aiuti a consolidare la sensazione che il vento per noi italiani sia veramente cambiato, anzi malgrado i tassi di cambio favorevole, il prezzo del greggio in picchiata e la politica monetaria accomodante, quasi tutti i nostri dati economici sono messi male.


Dieci punti di PIL, ossia la ricchezza del Paese, persi in pochi anni ed una disoccupazione diventata strutturale hanno fatto svanire la crescita economica tanto desiderata dopo l’avvio del piano di riforme avviate dalla leadership di Matteo Renzi; non è che dalla sua azione di governo si pretendesse tutto e subito, una specie di secondo miracolo italiano, fatto di ritmi di crescita cinese e tassi di disoccupazione a stelle e strisce, ma qualcosa in più (da subito) si poteva e doveva fare.
Ad esempio sulla lotta al malaffare, agli sprechi ed a quella (mal)abitudine diffusa e tutta mediterranea di evadere il Fisco. Le tasse ed i contributi che paghiamo servono per far funzionare l’opera di addetti e strutture primarie a disposizione di noi cittadini come ospedali, tribunali, scuole, ma anche a garantire la funzionalità di società di servizi, utenze ed infrastrutture quanto quelli inerenti i settori della sicurezza, carabinieri, polizia e vigili del fuoco.


A poco servono oroscopi, pozioni magiche, sensazioni e atteggiamenti effimeri per cambiare il vento della mediocrità, la psicologia positiva è sì un fattore non da poco ed a questo va dato atto all’esecutivo, ma la reale volontà di cambiar passo (e abitudini) è altra cosa, e purtroppo non sembra portare le scelte di questa nuova (rottamata) politica italiana a percorrere finalmente strade diverse da quelle intraprese da quella vecchia, ma solo purtroppo i soliti vecchi vicoli ciechi.


(19 giugno 2015)


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