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Strage di Charleston: l'America soffre ancora

Nove vittime sono il prezzo da pagare per un'America che soffre ancora il problema del razzismo. Una violenza senza senso, che ha alle proprie spalle una storia che si vorrebbe dimenticare ma che non si può dimenticare. Dylann Roof, accusato del massacro della chiesa di Charleston, è il responsabile della morte di nove persone, il cui unico errore è stato quello di trovare sulla propria strada l'esaltazione maniacale della "razza bianca" di un ragazzo, mai fermato, mai corretto, ma armato.


La prima domanda che la nazione, e con essa il mondo intero, si pone è come sia possibile un accesso alle armi così immediato e semplice per chiunque. È davvero accettabile continuare ad essere testimoni di massacri su massacri, senza che nulla avvenga? Il Presidente Obama è fermo nel sostenere l'urgenza di un intervento rapido ed efficace. Accanto a lui Hillary Clinton, che chiede a gran voce una discussione sul possesso delle armi che non sia polarizzata da ideologie e dall'appartenenza ad un partito politico o ad un altro, ma sia basata sui fatti e sulla necessità evidente del Paese di guarire queste numerose ferite. Il buonsenso suggerirebbe un maggiore controllo per l'accesso all'acquisto delle armi, ma l'America è ben lontana da vincere la battaglia contro l'abuso delle armi e contro il razzismo.


Alcuni fatti riportati nel discorso di Hillary Clinton circa la strage di Charleston sono da tenere in considerazione: la possibilità di vedersi negato un prestito è tre volte superiore per la popolazione afroamericana rispetto alla popolazione bianca; nel 2013 la ricchezza media di una famiglia di colore ammontava ad 11.000 dollari, contro i 134.000  di una famiglia bianca; quasi la metà delle famiglie afroamericane negli Stati Uniti ha vissuto per almeno due generazioni in quartieri poveri, davanti ad uno scarso 7% per le famiglie bianche; secondo le statistiche del sistema federale, le persone di colore ottengono pene dieci volte superiori ai bianchi per gli stessi crimini.
Come è possibile? Come è possibile che questa sia la grande nazione di Martin Luther King e di Rosa Parks? La più grande democrazia del mondo che però soffre quasi come soffriva negli anni Sessanta. Che la sparatoria di Charleston fosse motivata da odio razziale è ormai fuori discussione. Ma il perché rimane ancora difficile da decifrare.


La sparatoria ha inoltre sollevato un'altra questione: il mantenere o meno la bandiera degli Stati Confederati d'America dopo il ritrovamento della foto di Dylann Roof, autore della strage, con suddetta bandiera e simboli della supremazia della "razza bianca". La madre adottiva del ragazzo, separata ormai dal padre, sostiene che il 21enne Dylann fosse un bravo ragazzo portato sulla cattiva strada da quel "diavolo di internet". L'accusa nei confronti del ragazzo include l'ambiguo comportamento che l'avrebbe portato ad aspettare in tranquillità per tre quarti d'ora prima di aprire il fuoco, sostenendo le proprie azioni poiché la popolazione afroamericana avrebbe "stuprato le donne e conquistato la nazione".


Dove intervenire? Le armi e il razzismo. Gli Stati Uniti sembrano essere sopraffatti dall'urgenza di un cambiamento. È davvero possibile?


(23 giugno 2015)



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