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USA, la Corte Suprema salva l'Obamacare

Gli Stati Uniti possono tirare un sospiro di sollievo: giovedì scorso la Corte Suprema ha salvato l'Obamacare, altrimenti conosciuto come Patient Protection and Affordable Care Act, una riforma dell'industria sanitaria che garantisce un accesso economicamente più ragionevole ai servizi sanitari.


“Cinque anni fa, dopo quasi un secolo di discorsi, dopo decine di anni di tentativi, abbiamo finalmente affermato che in America i servizi sanitari non sono un privilegio per pochi, ma un diritto per tutti”. Così si esprime il Presidente Obama dalla Casa Bianca. “L’Affordable Care Act è qui per restare”, aggiunge.


L'Obamacare non vuole sostituirsi alle modalità già esistenti di assicurazione sanitaria, ma vuole fungere da garanzia per aumentare l'accesso, la qualità e la disponibilità delle assicurazioni pubbliche e private e per ridurre la spesa degli Stati Uniti nel settore sanitario, andando a regolamentare l'industria for-profit del settore. In pochi punti l'Affordable Care Act permette ai giovani di essere a carico del piano assicurativo dei genitori fino ai ventisei anni; impedisce alle compagnie assicurative di cambiare o negare la copertura del paziente a seconda del suo stato di salute; previene la discriminazione di genere; espande la copertura assicurativa a decine di milioni di cittadini ridimensionando i costi delle assicurazioni attraverso i cosiddetti "Health Insurance Marketplaces", un metodo efficace per confrontare tra loro i piani assicurativi dello Stato di residenza e la loro qualità, così permettendo di trovare piani più economici all'interno del "marketplace" statale; obbliga le grandi aziende a fornire un'assicurazione ai propri dipendenti; migliora ed espande il "Medicaid", con il risultato effettivo di fornire assistenza sanitaria a più della metà degli americani non ancora assicurati.


La decisione della Corte Suprema è una grande vittoria per il Presidente Obama, che vedrà passare alla storia gli sforzi di una politica dei passati otto anni anche grazie a questa svolta decisiva. Dal fronte repubblicano si sollevano però presto le lamentele, sostenendo l'ingiustizia di aver forzato sulla popolazione americana questa decisione. L'ex governatore della Florida Jeb Bush, ora possibile candidato alla presidenza, si dice deluso dalla decisione della Corte Suprema. "Ma questa non è la fine della lotta contro l'Obamacare", afferma. "Da Presidente degli Stati Uniti renderei la mia priorità rimettere in sesto il nostro sistema sanitario". Dal lato democratico, invece, Hillary Clinton festeggia con Obama per la vittoria con una serie di tweet che affermano l'importanza di rendere più accessibile e disponibile l'assicurazione sanitaria per tutti.


(28 giugno 2015)


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