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Azzollini, l’urinatore selvaggio, assolto dal Parlamento

Il Parlamento boccia la richiesta di arresto di Azzollini, che tempo fa accennava al “pisciare in bocca” ad alcune suore. Belle persone governano l’Italia.

Azzollini Antonio, il simpatico presidente della Commissione di Bilancio implicato in un caso di “perdite di urina” con protagonisti lui e alcune suore, è stato protetto dagli amici di Palazzo Madama che hanno votato contro la sua richiesta d’arresto da parte del tribunale di Trani.


Sorge innanzitutto spontaneo chiedersi in che modo l’arresto di un figuro che per hobby “piscia in bocca” a delle suore possa paralizzare il Parlamento a tal punto da decidere di non farlo arrestare, ma sorge ancora più spontaneo chiedersi come mai per arrestare deputati e/o senatori bisogni prima chiedere ai loro compagni di festini e spartizioni.


Ricapitoliamo gli eventi. C’è questa casa di cura, “La Divina Provvidenza” di Bisceglie, che è in gravi condizioni economiche e riceve l’aiuto – disinteressato ovviamente, carità cristiana – dell’amico Azzollini, il quale però in cambio vuole assumere il comando di tutto, pena “urinata” in bocca effettuata da lui medesimo. Azzollini, essendo presidente della Commissione Bilancio del Senato ha il potere di stanziare diversi fondi, per questo le suore si sono rivolte a lui (o lui alle suore?).
Che cosa avranno mai fatto i parlamentari? I risultati della votazione hanno dimostrato come buona fetta del PD abbia votato contro l’arresto. Complimenti.
Numerosi i protestanti in aula, fra i quali alcuni parlamentari del Movimento Cinque Stelle che hanno ricordato la gravità (quasi divertente) delle dichiarazioni dell’amico Azzollini apostrofando i votanti contrari all’arresto come “la solita schifezza”, a mio parere in modo non del tutto errato.


Mentre il PD fa un favore all’NCD (che becca un osso ogni tanto da rosicchiare) giusto per tenerselo stretto e Azzollini l’urinatore selvaggio viene salvato, l’Italia è nelle condizioni che è.
Oltre ai problemi del nostro Paese però, bisogna pensare anche a quelli del Nuovo Centrodestra perché, se l’andazzo è questo, le prossime riunioni di partito le organizzeranno direttamente in carcere, per riunire tutti più velocemente.


(30 luglio 2015)


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