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Il suicidio di Crocetta e la resurrezione di De Luca

Il governatore della Sicilia Rosario Crocetta dice di aver pensato al suicidio subito dopo lo scandalo delle intercettazioni sulla figlia di Borsellino. Intanto Berlusconi sproloquia e De Luca sboccia.

Grandi rivelazioni anche oggi. È stato confermato l’accoglimento del ricorso di De Luca, governatore della Campania (eletto dal popolo, ricordiamolo perché ci tiene tanto) che si è visto decadere dalla sua carica in seguito ad un’ordinanza di Renzi che ha applicato la Severino al suo caso. Prima però ne ha appoggiato la candidatura.


De Luca e i suoi legali si dicono contenti del trionfo della giustizia. Per festeggiare, come riferiscono alcune voci, si pensa che i tre abbiano organizzato una festicciola per pochi intimi assolti nella quale pare siano state cantate canzoni partenopee e anche un canto di augurio (perché è un bravo ragazzo, perché è un bravo ragazzo e nessuno lo può negar!).
Parlavamo di giovanotti tormentati, ebbene, giusto per restare in tema c’è Silvio Berlusconi che dice cose strane. Ha infatti detto (notizia riportata da La Stampa che fa pagare anche per digitare il nome del sito su Google) che in futuro si vede a capo del Ministero dell’Economia russo, affianco al suo amico Putin. Mi sto convincendo di come il problema della politica italiana in realtà sia capire quanti futuri abbia Berlusconi e prevenirli.


Durante la puntata di lunedì de La Zanzara, programma satirico di Radio 24 (dove si finisce per parlare di tutto tranne che di politica, meglio così) il conduttore Cruciani intervista, fra una signora imbestialita e l’ascoltatore di turno, Rosario Crocetta che dà la sua versione più recente su quanto accaduto nell’ambito delle presunte intercettazioni pubblicate da L’Espresso in cui il medico di fiducia del Presidente, Tutino, dice che la figlia di Borsellino va fatta fuori come il padre.
Crocetta afferma di aver pensato al suicidio e inoltre fa qualche accenno al fatto che lo stiano perseguitando per la sua omosessualità. Secondo me, invece, a chi fa politica non frega nulla delle preferenze dei nemici del leader corrente. Rosario Crocetta è sempre stato avverso al Governo Renzi, il quale partito sta incentivando le dimissioni del Presidente. Gli amici piddini non vogliono sfiduciarlo forse perché hanno paura di perdere la Sicilia?


Dal mio punto di vista, Crocetta non deve dimettersi, dovrà farlo solo quando e se verranno trovate le intercettazioni citate da L’Espresso (dove sono?) e non deve cedere alle pressioni dei colleghi, che potrebbero benissimo pensare ai loro scheletri nell’armadio senza giudicare quelli degli altri.


(23 luglio 2015)



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