Ultime Notizie

L'incubo del Ku Klux Klan ancora vivo nel South Carolina

Non è un capitolo di un vecchio libro di storia né il racconto di qualche sciocco nostalgico. È quanto accade oggi nel South Carolina. Il Ku Klux Klan, meglio conosciuto come il KKK, ha sfilato per le strade antistanti il Senato dello Stato al grido di “Potere bianco!”. Motivo della protesta è la rimozione della bandiera degli Stati Confederati a seguito del massacro di Charleston. Il colpevole della strage, Dylann Roof, aveva utilizzato proprio questa bandiera, insieme ad altri simboli, per sostenere la superiorità della “razza bianca”.


Contro il KKK si è schierato il gruppo delle New Black Panther Party, organizzazione politica afroamericana fondata nel 1989 a Dallas (Texas). Il loro nome riprende quello delle storiche Pantere Nere, che però condannano e denunciano lo sfruttamento del nome da parte di questo nuovo gruppo. Tra i maggiori critici del movimento ci sono proprio i fondatori delle vecchie Black Panther, che sostengono come il nuovo gruppo non abbia nulla a che fare con i principi che avevano mosso l’originario partito. “Le Pantere Nere” – dicono Huey P. Newton e Bobby Seale – “non sono mai state un gruppo di giovani militanti arrabbiati e pieni di furia verso il sistema bianco. Il Partito ha operato per l'amore delle persone nere, senza odio per la gente bianca”.


Nonostante le ore di esaltata retorica da parte del KKK e delle New Black Panther, le autorità sono state in grado di mantenere la situazione sotto controllo durante tutto il corso della manifestazione. Eseguiti cinque arresti, con un picco di partecipazione di circa duemila persone divise tra le grida di “potere bianco” o “potere nero”. Oltre alle bandiere confederate, sono state utilizzate anche bandiere naziste, accompagnate da braccia alzate da un lato e pugni tesi dall’altro.
Le proteste, avvenute sabato 18, sarebbero la prima riapparizione del KKK davanti al Senato dagli anni Ottanta. Pur non avendo indossato il celebre cappuccio bianco e avendo negato l’appartenenza ad un gruppo d’odio, i cori e le parole utilizzate sono indubbiamente di appartenenza ad un messaggio di supremazia bianca. “Questa nazione è stata fondata dai miei antenati. Questa è la mia nazione” – ha urlato uno dei manifestanti ad un gruppo di afroamericani presenti.


Che la manifestazione non abbia avuto conseguenze gravi nei fatti è una fortuna, ma essa è il segno evidente che il libero spirito americano è ancora soggiogato da un razzismo che dovrebbe essere ormai sorpassato. Gli Stati Uniti hanno insegnato la democrazia al mondo e hanno voluto dimostrare con la figura di Barack Obama che un nuovo capitolo culturale si poteva in effetti aprire per l’America. Dimostrazioni pubbliche come quella del KKK e delle New Black Panther sembrano far però indietreggiare di decenni quell’ideale di libertà e pacifica convivenza di cui gli Stati Uniti rappresentano il volto. Dopo numerose vittorie democratiche per l’uguaglianza dei diritti – non ultima la decisione della Corte Suprema circa i matrimoni omosessuali – è possibile che l’America sia testimone di scontri razziali?


(19 luglio 2015)



Prima Pagina on line (www.primapaginaonline.org) - Testata registrata al Tribunale di Bologna, pr. n. 8292 del 06/03/2013. Sito progettato da Templateism.com Copyright © 2011

Powered by Blogger.