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La Boschi si esprime sulle intercettazioni: è la prima cavia del ddl sulle droghe leggere?

Percorriamo l’Italia fra allegri chirurghi omicidi e piccole manifestazioni pacifiche contro il razzismo ad opera degli amici di estrema destra.


Giorni di insicurezza generale ma anche di spensieratezza. Sono successi infatti diversi eventi degni di nota, primo fra questi il fatto Crocetta che, per chi non ne sapesse nulla, riguarda le frasi dette dal medico di Crocetta al telefono con quest’ultimo. Le frasi, pubblicate da L’Espresso, trattano della volontà di Tutino (questo il cognome del medico) di eliminare la figlia di Paolo Borsellino, giudice ucciso dalla mafia. Crocetta si è autosospeso. Francamente non ne vedo il motivo (se sei innocente non sospenderti, se sei colpevole dimettiti) fino a quando non ho letto delle richieste di sospensione avanzate dal PD nei confronti di Crocetta (hanno pubblicato delle frasi che potrebbero essere vere? Ok, però De Luca l’abbiamo appoggiato in Campania sapendo che sarebbe decaduto – il teatro dell’assurdo poi ha iniziato lo spettacolo).


Il PD non dà lo stesso peso a tutte le intercettazioni: quelle di un signorino fiorentino dalla perfetta dizione inglese (che per hobby si presenta agli incontri diplomatici con dei giubbotti antiproiettile), nelle quali proprio quel signorino parla del Governo Letta con un generale della Guardia di Finanza, sono state etichettate come “adatti ad appassionati del fantasy” dal ministro Boschi che di fantasy ne sa parecchio, vista l’ultima legge elettorale (non ripetetelo, gufi). Ma come, Maria Elena, mediatrice parlamentare, Renzi no e Crocetta sì? Che fra il colto rottamatore e la dolce meccanica non ci siano interessi comuni?
Parlando di rivoluzione, in Parlamento è stata presentata una proposta per legalizzare la cannabis firmata da 218 parlamentari dopo una lunga seduta (presumo nel cortile preposto a testare la sostanza per verificarne gli effetti e relazionarne sopra, seduti sull’erba, con i sandaletti da un terzo di PIL fra le mani) che ha visto all’attivo parlamentari di molti schieramenti politici. Salvini è intervenuto dicendo sì alla prostituzione ma no alle droghe leggere. Immigrati a casa. Ruspe. Felpa.
Gli amici dell’altro Matteo intanto razzolano a Roma e a Treviso smistando immigrati: nella capitale il prefetto ha destinato una scuola in disuso a diverse decine di profughi, mentre in provincia di Treviso, con una mossa da abili strateghi, sono stati mandati centouno profughi in un condominio.


Quale sarà stata la reazione dei cittadini, dunque? Come sempre, le persone di quelle zone si sono dimostrate molto comprensive e pazienti, dando mostra di tutto il loro autocontrollo, specialmente nei falò alimentati dai mobili delle case destinate agli immigrati: famiglie al completo, con bambini gioiosi e una luce corrusca negli occhi, hanno sfoggiato i loro sorrisi più belli.
Ma non c’è da preoccuparsi. Vi ricordate che nel precedente articolo abbiamo parlato del partito di Tosi? Ebbene, lui è solo uno dei rivoluzionari che ha avuto l’idea meravigliosa di fondare un partito. Insieme a lui ci sono Della Valle, Verdini, Fitto, Rotondi (e i finanziamenti pubblici chi li paga?) che hanno tutti lo stesso obiettivo: salvare l’Italia. Questi politici continueranno ad avere piazza libera e, Italia contumace, a trascinarci sempre più a fondo.


(19 luglio 2015)


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