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La Buona Scuola è legge fra urlatori e pederasti

La riforma della scuola è legge, incurante delle proteste di qualsiasi essere vivente. Intanto i leghisti sfoggiano cartelli contro la pedofilia, davanti alla Camera al gran completo. No, al gran completo forse no.

La buona scuola è legge. La tanto discussa riforma della scuola è stata approvata in via definitiva nella giornata di ieri alla Camera. In tutto i voti a favore sono stati 277 ma sono bastati a superare la maggioranza relativa alla giornata di ieri che era di 226. Ma come, non ci sono 630 deputati alla Camera? Sì, però fa caldo…

Foto testimone della costante presenza in Parlamento di ogni deputato. Quasi. (Fonte:Ansa/Repost da Repubblica)

Sono stati 173 i voti contrari: quelli del M5S, Lega Nord, Forza Italia, Sel e anche alcuni cattivi ragazzi del PD, 5 in totale, che appartengono alla minoranza dem secondo quanto ci dice D’Attorre. Sono 39 i piddini che non hanno partecipato al voto e ci sono stati anche 4 astenuti che per vari motivi non hanno voluto partecipare al voto.
Ora, questo è quello che successo durante, e già così fa abbastanza ridere. Però, quello che è successo dopo è la sublimazione della condizione dello Stato italiano. Nello stesso istante in cui hanno finito di contare i voti, scenari apocalittici si sono abbozzati ovunque: in strada le lacrime degli urlatori (meglio noti come insegnanti) che hanno preso a inveire contro il Governo, lanciando libri e mettendo mano ai lauti stipendi estivi guadagnati stando seduti sulla sdraio di una spiaggia qualsiasi. In Aula varie le proteste dell’opposizione ma la più efficace è stata sicuramente quella di alcuni deputati della Lega che hanno alzato cartelli contro la pederastia (che abbiano sbagliato legge?) con su scritto “Giù le mani dai bambini”.


Nella notte poi, un branco di supereroi di periferia, conosciuti alle autorità come Unione degli Studenti, ha imbavagliato con fare fumettistico alcune statue della capitale per rappresentare il bavaglio che il Governo sta mettendo alla Scuola. I nostri comuni amici hanno poi rilasciato una nota in cui rivendicavano le loro gesta, spiegando anche il senso della metafora perché nessuno l’aveva capito (non funziona così, se lo spiegate allora tanto vale dirlo senza far perdere tempo a nessuno).


È iniziata inoltre la sfilata sui social di ministri che si sono detti felici, tristi e stanchi. Fra gli ultimi Renzi che ha definito il lavoro del suo Governo come il più “grande sforzo di riforme strutturali della storia repubblicana”, ma che di fatto vacilla. Numerosi componenti del PD si stanno per staccare dal partito per andare all’opposizione forse con Possibile di Civati. Una mano però è pronta a tenere Matteo fermo al suo posto, è Denis Verdini che, con un piccolo gruppo di riottosi, si sta per allontanare da Forza Italia per entrare in maggioranza ed aiutare il piccolo grande Premier a portare avanti la macchina Italia (ovviamente auto blu) nella strada delle riforme, investendo cani, gatti e anche insegnanti (scusate per la ripetizione).
Buona fortuna a tutti.


(10 luglio 2015)


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