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La guerra dei droni

Le moderne strategie militari si affidano sempre di più all’uso degli UAV (Unmanned Aerial Vehicle), vale a dire i droni, aerei senza pilota in grado di sorvegliare aree molto estese e scattare fotografie ad alta definizione e anche sganciare bombe sugli obiettivi nemici.


Ad utilizzare più di tutti i droni sono senza dubbio gli Stati Uniti d’America, che possiedono ben settemila di questi aeromobili senza pilota e li utilizzano per individuare i nemici nelle aree più calde del pianeta. Questi velivoli controllati in remoto sono stati e sono tuttora molto utilizzati in varie operazioni militari in Iraq, Afghanistan, Siria, Yemen e nelle cosiddette FATA, le aree tribali del Pakistan, considerate il vero quartier generale dei terroristi di Al Qaeda e dell’ISIS.
L’uso dei droni permette ai militari di controllare vaste aree anche da molto lontano senza correre rischi e questo riduce l’impatto della guerra sull’opinione pubblica che molto spesso è contraria a mandare i soldati in zone molto pericolose con il forte rischio di attentati; grazie a questi velivoli sono stati individuati e disinnescati in tempo molti IED (Improvised Explosive Device), cioè ordigni improvvisati che possono fare molti danni a cose e persone.


Certamente esiste il rischio concreto che la tecnologia dei droni finisca in mani sbagliate; con Internet e la globalizzazione anche le nuove tecnologie fanno in poco tempo il giro del mondo e in futuro non si può escludere che anche le organizzazioni terroristiche come l’ISIS o Al Qaeda ne entrino in possesso e questo significherebbe quasi certamente un’ondata di attentati e attacchi sanguinari. Il ramo di Al Qaeda nella penisola arabica ha già fatto circolare in alcuni tra i principali forum jihadisti su Internet video in cui viene insegnato ad evitare le telecamere dei Predator statunitensi.
Questi aeromobili non sono utilizzati solamente per scopi militari; tanti vengono impiegati per soccorrere persone e intere popolazioni colpite da gravi calamità naturali in zone remote e altrimenti irraggiungibili, per trasportare oggetti, per sorvegliare piante e animali a rischio estinzione e per le riprese di cinema e televisione.


In futuro si può certamente prevedere che l’uso dei velivoli senza pilota sarà sempre più massiccio e quindi sarà sicuramente necessario approntare un aggiornamento alla normativa vigente per minimizzare i rischi di un utilizzo indiscriminato di questi aerei e per proteggere i cittadini da eventuali attacchi terroristici compiuti con questo tipo di mezzi.     


(10 luglio 2015)



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