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La musica come divertimento: intervista a Tony Lombar

Baffo alla Freddie Mercury, sguardo orgoglioso da pugliese doc e un sorriso da "bonaccione". Così si presenta Tony Lombar, al secolo Antonio Lombardi, ragazzo trentenne nato a Bari il 7 novembre 1985, ma laureatosi al DAMS di Bologna e ormai bolognese d'adozione.


Attore e musicista, Antonio ha deciso di intraprendere un percorso da solista dopo l'esperienza con gli Adakxi interrotta circa un anno fa. Un progetto che nasce dalla volontà di mettersi in gioco, osare senza la paura dell'errore, perché ciò che conta è ritrovare sé stessi, nei suoni, nelle note, nella musica delle proprie canzoni. Insomma, tanta umiltà, amore per la musica e passione perché, come ci tiene a ricordare lui stesso: “Si suona per divertirsi”.

Quando hai avuto in mano il tuo primo strumento musicale e quando hai capito che non avresti più lasciato la musica?
Il mio primo strumento in mano risale al 2006 circa quando avevo 21 anni. Ero da poco arrivato a Bologna ed ero stanco di essere pigro e non saper suonare nulla così decisi, con dei soldi che avevo avuto in regalo dai miei nonni, di comprare la mia prima chitarra acustica folk Stratos, che uso ancora e custodisco gelosamente, iniziando nel frattempo a scrivere i primi testi e musiche. Forse un po’ acerbi, ma poi alcuni son diventati le prime canzoncine di repertorio.


Qual è il genere musicale in cui meglio ti identifichi e quali sono gli artisti che ti hanno guidato alla scoperta del "tuo" genere?
Mah… di preciso non mi piace catalogarmi in un genere, bensì in tante piccole sfumature. Di certo ci sono alcuni generi che prevalgono su altri e questi possono essere sicuramente il folk, le ballate dei cantautori, il progressive rock ma anche il punk demenziale. 



Descrivici Tony Lombar e il suo progetto: ambizioni e propositi.
Il progetto nasce da una voglia di ricominciare quello che era stato messo in stand by per un annetto. Diciamo che dopo anni di musica collettiva in un gruppo, avevo bisogno di riprende e riprendermi, utilizzando testi e musiche nuove, trovando nuovi suoni e sperimentando ancora per la riuscita di questo nuovo progetto solista. Così è nato questo nomignolo Tony Lombar.



Nella tua pagina Facebook citi i vecchi Adakxi. Descrivici chi erano, come sono nati e cosa hanno rappresentato per te.
Adakxi era o meglio è ancora, almeno sulla carta, un gruppo folk rock demenziale creato da me, Amilcare Panico al basso e Andrea El Sabi alla batteria e percussioni. Ci siamo incontrati un giorno di settembre del 2009 così per caso. Ci conoscevamo già da anni ma non avevamo mai pensato che si potesse suonare tutti insieme fin quando proprio Amilcare comprò un basso e disse: “Perché non suoniamo insieme, così, tanto per provare... a da csì (tradotto: così, in pugliese)”? Siamo andati in saletta e, anche se molto acerbi, abbiamo capito che ci piaceva stare insieme e che non importava tanto la tecnica quanto lo spirito punk folk che ci univa e che ci ha portato a creare almeno 30 canzoni in questi 6 anni. Lo spirito è importante in un gruppo e soprattutto per noi fondamentale è l'umiltà e il conoscere i propri limiti. Non lo abbiam mai scordato questo. Si suona per divertirsi.

Sappiamo che sei anche un attore teatrale. Hai mai pensato di unire le due passioni e inserire in un tuo spettacolo qualche canzone di Tony Lombar?
No, onestamente non ci ho mai pensato. Forse in un futuro potrò creare una colonna sonora per i nostri spettacoli però la strada è ancora lunga e c'è molto lavoro da fare. Non ho fretta.




Per saperne di più sui progetti musicali e teatrali di Antonio, seguitelo sulle pagine Facebook Tony Lombar e su LIevitO MADRE.


Marco Mearelli
(22 luglio 2015)


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