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La nuova era delle relazioni tra Stati Uniti e Cuba

Dopo molti anni, ben 54, finalmente sono ripresi i rapporti diplomatici tra Stati Uniti e Cuba; la riapertura delle ambasciate fa sperare in una nuova era nelle relazioni tra le due nazioni e per molti cittadini di entrambe le parti questo vuol dire anche nuove opportunità di viaggiare.


I cubani fino ad oggi avevano sempre cercato di entrare in territorio statunitense illegalmente; adesso potranno varcare il confine nel pieno rispetto della legge e per molte famiglie significa riunirsi, visto che molti esuli non erano mai più potuti tornare in patria per incontrare i loro cari.


Da quando Raúl Castro ha preso il potere nella piccola isola caraibica al posto del fratello Fidel, molte cose sono cambiate; il controllo del regime si è fatto meno oppressivo e sono state concesse delle libertà in più ai cittadini cubani. L'apertura nei confronti degli Stati Uniti significa la possibilità di aprire le porte a nuove opportunità commerciali e finanziarie e probabilmente è anche un primo passo verso la fine dell'embargo. Il sogno del governo cubano sarebbe prendere nuovamente possesso del territorio su cui sorge la base militare della Marina statunitense di Guantanamo, diventata famosa per essere anche la sede della prigione in cui sono rinchiusi i colpevoli di gravi atti di terrorismo internazionale.
Anche per gli Stati Uniti questa è l'occasione per nuovi commerci e molti potenziali turisti stanno già andando a chiedere i visti necessari per entrare a Cuba; proprio il turismo potrebbe essere il business più vantaggioso per entrambe le parti, visto che porterebbe molti nuovi clienti paganti in hotel e ristoranti.
Il regime di Cuba era l'ultimo residuo della guerra fredda che aveva resistito anche alla fine dell'URSS; sull'isola il tempo pareva essersi fermato a quei periodi di altissima tensione degli anni '60 che sono entrati nei libri di storia come i più vicini a scatenare una guerra nucleare tra i due blocchi contrapposti, lo sbarco delle truppe statunitensi nella Baia dei Porci ed i famosi tredici giorni di terrore.


Si spera che questo cambiamento nelle relazioni tra i due Paesi possa essere davvero l'inizio di una nuova epoca di pace e che possa essere di buon esempio anche per altre nazioni che attualmente sono in guerra, ma intanto si può dire con certezza che vedere sventolare la bandiera statunitense a L'Avana e la bandiera cubana a Washington è già un bel segno che con molta buona volontà anche due Paesi che si sono sempre considerati nemici possono andare d'accordo e convivere in pace.


(23 luglio 2015)


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