Ultime Notizie

L’era dei cyborg: l’età dell'innocenza tradita e del disinganno velato

Tecnologia e benessere, crisi economica e liberalismo diffuso in tutti i campi della realtà quotidiana. Eppure dietro queste evidenti dicotomie qualcosa non va. Vi è ovunque un latente, e spesso palese, disagio sociale.


“Tutto scorre, nulla permane” era la massima più conosciuta del filosofo presocratico Eraclito più di duemila e cinquecento anni fa. Mai come alla società di inizio ventunesimo secolo si adatta maggiormente questo sapiente e antichissimo detto. Muta ogni cosa dall'oggi al domani. Muta, a velocità impressionante, il senso delle cose e la loro percezione: il modo di pensare, di rapportarsi all'altro, di vestire, di agire, di parlare; fors’anche il modo di gioire e di soffrire, i parametri di ogni valore e di ogni ideale, di ogni radice e di ogni sentimento o passione.


Cosa pensavamo, fino a pochi decenni fa, del terzo millennio? Magari dopo una lettura, né molto attenta né troppo distratta, di 1984 di George Orwell o di Brave new world di Aldous Huxley? Nel primo libro un mondo utopico dove il controllo della privacy di ogni essere umano è divenuto insopportabile e una sorta di totalitarismo asfittico, abulico e asfissiante ha ormai schiacciato ogni cittadino annientando le sue libertà fondamentali. Nel secondo un mondo avveniristico dove la perfezione di ogni cosa alberga ovunque, la vita sembra scorrere piacevole per l'avanzato sviluppo tecnologico, ma si è diventati esseri in serie, clonati su misura e su richiesta dove neppure la gioia ha più un senso perché il dolore, come stimolo fisico e spirituale, è stato eliminato. Pensavamo forse che la società sarebbe stata sicura, fiore all'occhiello di ogni estetica possibile e sostenibile, perfetta da tutti i punti di vista? Che lo spettro della fame, della disoccupazione, della precarietà sarebbe stato sconfitto per sempre, almeno nelle società occidentali? O magari che il mondo non sarebbe esistito più, causa una guerra atomica planetaria o un'invasione di extraterrestri?


Com’è strano vivere questi anni, questi giorni che sembrano scanditi soltanto dalla scansione in sequela dell'ultimo modello di PC, di iPod, di tablet o di smartphone i quali semplificano in apparenza la vita e alienano l'anima dalla memoria e dall'affabulazione dell'aspettativa futura. Tutto ci viene concesso oggigiorno: in primis l'esplorazione di mondi virtuali ed eterei, asettiche cattedrali di cristalli al plasma per navigare in un mare senza acqua e, per di più, senza nave. E intanto il disagio intorno a noi cresce trasformandosi, in aggiunta, anche in disagio psichico, interiore, umano; e nemmeno, a volte, ce ne accorgiamo (aumenta il numero dei drogati, dei barbari, dei ghettizzati, dei disperati, dei frustrati, degli alienati, e la litania potrebbe continuare a lungo). Chi ci ha rubato l'anima? Chi ce l'ha divorata? Chi ci fa vagare senza meta come dei cyborg( metà robot, metà zombie) privi di ogni potere di immaginazione e di ogni potenzialità di sognare? Qualcuno o qualcosa ci vuole indifferenti, anestetizzati, privi di voce e di parola? Si è aperta l’era dei cyborg: l'età dell'innocenza tradita e del disinganno velato. L'immaginazione che crea e costruisce è da sempre prerogativa dell'uomo. Il sogno ci appartiene fin da tempi non ancora storici. Avremo il coraggio e la forza di riprenderceli, di riappropriarcene al di là di ogni, inverosimile o meno, continua metamorfosi tecnologica?


Francesca Rita Rombolà
(29 luglio 2015)



Prima Pagina on line (www.primapaginaonline.org) - Testata registrata al Tribunale di Bologna, pr. n. 8292 del 06/03/2013. Sito progettato da Templateism.com Copyright © 2011

Powered by Blogger.