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L’omosessualità ai giorni nostri: la rivoluzione vera avviene dentro di noi

Che cos'è oggi, nel terzo millennio, l'omosessualità? Come viene sentita, percepita, vissuta nella società? Se ci soffermiamo per qualche attimo sull'antichità notiamo, in modo evidente, come l'omosessualità caratterizza la Grecia antica marcatamente e liberamente a tal punto che alcune città-stato, in special modo Sparta e Creta, hanno fatto dell'omosessualità addirittura un'istituzione riconosciuta dalle leggi. Un gran numero di reperti archeologici mostra la frequenza e la normalità di rapporti amorosi fra uomini e anche fra donne. Il banchetto fa spesso da contesto ai tentativi di seduzione degli amanti mentre, in misura maggiore, molte rappresentazioni al riguardo sono ambientate nella palestra e nel ginnasio. In mezzo ad atleti nudi e giovani, uomini più adulti (gli erastai) giocano il ruolo di "cacciatori". L'amato (l'eromenos) abbraccia il suo amante e più tardi, insieme, si dedicheranno forse ad un rapporto sessuale più spinto. E non dimentichiamoci della poetessa Saffo di Lesbo che accoglieva ed educava le ragazze sue amanti nella famosa scuola di poesia così tanto decantata nel tempo.


Tempi remoti, si dirà, altri modi di vivere e di pensare; sì, sicuramente è così. Le cose cambieranno col passare dei secoli e dei millenni quando l'amore fra persone dello stesso sesso non sarà più un modello sociale e uno stile di vita ma verrà demonizzato, condannato e perseguito dall'opinione pubblica, dallo Stato, dalle leggi, dalla religione. Non siamo più al tempo dello scrittore Oscar Wilde o dei poeti Paul Verlaine e Arthur Rimbaud quando, appena qualche secolo e mezzo fa, venivano perseguitati e messi al bando per essersi apertamente dichiarati omosessuali, ma di sicuro la società è ancora piena di pregiudizi nel capire, nell'accettare, nell'integrare chi ama o è attratto da una persona del suo stesso sesso.


Da cosa può dipendere ciò, forse da secoli di Cristianesimo integralista e bigotto, da una morale rigida ed intransigente? Da una mentalità spesso ottusa, limitata, ipocrita e conformista? Forse, almeno in Italia, pure se molte leggi cercano oggigiorno di tutelare e di proteggere le coppie omosessuali anche in questo Paese. Ma il problema rimane ed è, a volte, scottante per non dire imbarazzante. È forse civile, libera, moderna una società che discrimina un uomo o una donna soltanto per i suoi gusti o le sue tendenze fisiologiche sessuali? Se un personaggio famoso (attore, cantante, showman, scrittore, poeta, in una parola, star dello sport o della cultura) ha ancora difficoltà e forse anche paura a dichiarare apertamente e a vivere in tutta serenità la propria omosessualità (e non contano, talvolta, nemmeno i suoi soldi e il suo successo a metterlo al sicuro); se un giovane o un ragazzo appena (studente, operaio o impiegato) arriva addirittura a togliersi la vita a causa della propria omosessualità perché gli altri (i compagni di scuola, gli amici o i colleghi) lo prendono in giro, o peggio, lo emarginano a cosa può servire una legge, a cosa una protesta o anche una rivolta per cambiare? Ne va della dignità della persona umana e soprattutto della vita umana.


La rivoluzione vera, in fondo, è quella che avviene dentro ciascuno di noi. Nessuno escluso.


Francesca Rita Rombolà
(14 luglio 2015)



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