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Medioevo Italia: soldato italiano violenta una minorenne ma lei “se l’è cercata”

Due giorni fa un soldato italiano ha violentato una ragazza di 15 anni. Si è finto poliziotto e ha ordinato alla ragazza di seguirlo in commissariato per aver bevuto all’aperto delle birre con altre sue coetanee. A quel punto l’ha violentata in un parco vicino. Questa è la spaventosa verità di quanto è successo. 


Una reazione umana sarebbe stata di solidarietà incondizionata nei confronti della vittima. Ma no, l’Italia è ancora molto indietro nella comprensione del concetto di vittima/stupratore. Un giornale online ha dato la notizia e sono presto seguiti dei commenti agghiaccianti: “Che ci faceva da sola a mezzanotte?”, “Di questi tempi vanno in giro mezze nude”, “Provate ad essere meno provocanti”, “Non è giusto, ma se l’è cercata” e infine “Se l’è cercata: solo le prostitute sono in giro di notte”.


È spaventoso. Come è possibile che qualcuno “se la sia cercata”? Avere la propria vita distrutta, essere per sempre spaventati dall’uscire di casa. Come può essere così facile per qualcuno scrivere queste parole senza neanche pensare che la violenza non può essere mai giustificata? Dire “non è giusto, MA…”. Ecco cosa c’è di sbagliato nella società: far sì che la vittima divida la metà della colpa per come era vestita o per come si stava comportando significa giustificare l’atto in sé. Come può mai essere giustificato?


(3 luglio 2015)






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