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Quando King Roger e CR7 non bastano più: meglio la playstation

La piramide dell’attività fisica si è rovesciata: colpa dei bambini o di chi li gestisce? Fatto sta che i nostri giovani stanno diventando una falange di sedentari, soprattutto quelli che hanno appena lasciato la scuola primaria.


È un trend negativo quello che vede i nostri ragazzini polverizzare ogni record in questo campo in quanto il tasso di sedentarietà dei nostri adolescenti è più del triplo rispetto a quello dei coetanei europei, colpa forse dei cattivi esempi che vengono da fatti extra-sportivi come il doping nel ciclismo o gli illeciti legati al calcioscommesse? Meglio forse ripudiare quel mondo ed impegnarsi con tv, pc e smartphone? Dati alla mano, sembra proprio di sì perché ciò occupa almeno tre ore della loro giornata.


Sono finiti i tempi che i campioni, soprattutto nazionali, trascinavano a suon di risultati le folle di sportivi? Adriano Panatta nel tennis ed Alberto Tomba nello sci sono stati i due esempi più lampanti di come l’emulazione possa diventar importante ai fini sportivi; perfino Josefa Idem ha dato il proprio apporto in tal senso anche se in una disciplina “povera” come il kajak, per non dimenticare i tanti “eroi” del ciclismo di casa nostra tutto sudore e lacrime.
Oggi i ragazzi, complice la tecnologia, possono competere sull’erba virtuale di Wimbledon con Roger Federer a suon di smash e volée oppure riuscire a fermare le magie di CR7 riuscendo perfino ad espugnare il Santiago Bernabéu contro il Real Madrid, ma ciò non paga in termini di autostima e benessere fisico e forse così facendo, nel tempo, questa “giovane utenza” si allontanerà irrimediabilmente dallo sport praticato.
Nello sport popolare per eccellenza, ossia il calcio, l’esempio dovrebbe arrivare dal portoghese Cristiano Ronaldo, acronimo “CR7”, che fa i 100 metri in 11” e raggiunge i 33 km orari nello scatto breve. Bello, scultoreo e al tempo stesso latino ha, rispetto all’eccezionalità di Messi, la normalità straordinaria che fa sembrar tutto facile; proprio per questo non può lasciare indifferente alcuno, eppure non basta a muovere masse di giovani a tirar calci nei campetti di periferia o verso i centri federali.


Così nel tennis, 7 trionfi a Wimbledon, 63 tornei vinti consecutivamente “King” Roger Federer (34 anni) è l’essenza di questo sport, la sua classe cristallina ci mancherà quando fra qualche anno appenderà la racchetta al chiodo; le suo gesta hanno attraversato (invano) almeno due generazioni di giovanissimi, un campetto in terra rossa sotto casa c’è dalla Vetta d’Italia a Capo Passero ma di giovani promettenti nemmeno l’ombra, troppa fatica sotto il sole cocente, troppa tecnica ci vuole per ripetere al meglio i soliti colpi, diritto-rovescio-volée e poi daccapo, insomma troppo di tutto: ecco forse perché in definitiva per i nostri ragazzini è meglio la playstation.


(15 luglio 2015)


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