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Ravenna e i conti sballati di Red Ronnie

Il solleone romagnolo gioca brutti scherzi ai forestieri, l’anno scorso il buldèzz, modo di dire prettamente romagnolo che sta a significare un mix fatale di temperatura elevata ed umidità opprimente, giocò un brutto scherzo in quel di Riccione a Gianluca Grignani, ora ci risiamo con il ragionier Gabriele Ansaloni, in arte Red Ronnie.


Il cantante diede motivo di far parlare di sé per una prolungata e deplorevole escandescenza verbale e comportamentale contro chiunque si presentasse al suo cospetto, il “bello e dannato” della canzone d’autore non si fece mancar proprio nulla, anche la rissa coi carabinieri della locale stazione; colpa, disse poi il Gianluca nazionale, di attacchi di panico e troppi drink anche non si è capito bene se i primi siano conseguenza dei secondi o viceversa, poco male si tratta di una “celebrity” e si sa quasi sempre a loro qualcosa si perdona.


Il popolare conduttore di Pieve di Cento invece è riuscito a far di peggio, poche settimane fa ha partecipato ad una serata benefica a Marina di Ravenna, località balneare top per gli under 20 in quanto patria del beach-volley e degli happy hour e, forse colpa del solleone pomeridiano, ha perso la bussola. Non solo in senso metaforico, Red Ronnie si è veramente perso, colpa del buldèzz, dell’età o solo forse per qualche bicchierino di troppo, ha smarrito la “retta via”, supporto satellitare compreso, sballato le indicazioni giuste per ritornare in autostrada e, in barba al suo titolo di studio, ha girovagato senza meta finendo per perdere anche il buon senso e ha “bestializzato” verbalmente in rete all’auditorium social: improperi a raffica contro l’unico a parer suo responsabile del maltorto, ossia il sindaco ravennate Fabrizio Matteucci.


Il video di Red Ronnie con gli insulti al nemico è il solito “vecchio trucco” di condividere disgrazie (proprie) colpevolizzando ad arte, sono “vecchie magie” che soprattutto nel periodo balneare funzionano solo per riempire qualche mezza pagina del rotocalco che la desperate housewife di turno acquisterà per far gossip sotto l’ombrellone e che servirà a riempire i cestini dei rifiuti domani, e nulla più; non è la prima volta che succede e forse non sarà nemmeno l’ultima, anche se la reazione del primo cittadino ravennate è stata immediata: “Anche se uno è ricco e famoso non deve permettersi offese e volgarità contro Ravenna ed i ravennati”.
Atto dovuto, anche se sarebbe servita una “bacchettata” di più spessore almeno per provocare in rete una reazione “uguale e contraria” contro la deplorevole condotta di Red Ronnie, una frettolosa rettifica per quanto siano state stupide le cose che ha detto, sarebbe forse stato il caso.
Ravenna è la città più grande e storicamente più importante della Romagna, il suo territorio comunale è secondo per superficie solo a quello di Roma ma è un esempio di scorrevolezza dei flussi veicolari; il centro storico è collegato a tre vie di grande comunicazione quali la Statale “S. Vitale” da sud, la Statale “Adriatica” in direzione est-ovest e la Statale “Romea” che da nord sfiora il litorale per immettersi alla Statale “Adriatica” a est. In più esistono due “facili” collegamenti a est e ovest della città per immettersi all’autostrada A14, il tutto visibilmente indicato dalla segnaletica del caso. Inoltre servizi ferroviari e autobus asservono da sempre l’utenza del settore in modo soddisfacente.
Polo nautico di rilievo sia commerciale che turistico, Ravenna è un crocevia veicolare a 360 gradi ed in grado da sempre di essere all’altezza del ruolo; è inoltre una delle primattrici della regione Emilia-Romagna sul fronte dell’accoglienza turistica, ben 584.250 sono stati i visitatori del periodo gennaio-giugno 2015 e gli “uffici” turistici mai hanno ricevuto critiche per problemi di “segnaletica”, nemmeno da quei turisti “fai da te” più sprovveduti, solo da parte di Red Ronnie.
Capitale dell’Impero Romano d’Occidente, del Regno degli Ostrogoti e dell’Esercito Bizantino, la città è inserita dal 1996 nella lista dei siti italiani “patrimonio dell’umanità” dell’UNESCO e come tutte le città d’arte d’eccellenza anche Ravenna deve fare i conti con un certo tipo di “mobilità”, ma che ci si possa perdere come è capitato al ragioniere di Pieve di Cento ha del ridicolo. Se ciò fosse capitato ad Andrea Sasdelli (alias Giuseppe Giacobazzi) sarebbe stato piacevole ascoltare le sue “disgrazie”.


L’inutilità sociale e la maleducazione di queste presunte “celebrity” in occasione delle loro escandescenze è ben scritta nei testi dei singoli inseriti nell’album Mondovisione di Ligabue: “Avvocati che alzano i calici al cielo sentendosi Dio”, che sta a sbeffeggiare il chiassoso folclore di queste presunte star del “foro” o, come nel caso di Grignani & soci, di queste del mondo dello spettacolo; grottesche vicissitudini che finiscono sempre bene o male (soprattutto male) per finire sotto l’attenzione dei media, ma che in realtà non servono a nulla.
Servirebbe invece un freno per l’inutile chiasso che le intemperanze di certe persone fanno e qualcuno deputato a ciò dovrebbe far notare a questi presunti vip a cosa sono andati incontro quelli che danno di matto soprattutto se ci provano in Paesi più civili del nostro, chi sgarra paga senza distinzioni di classi sociali. In Italia invece “sono solo trucchi nuovi per i maghi vecchi”, scopo audience, una specie d’italiana “risata dentro il tunnel degli orrori”, come canta (a ragione) il Liga.


(30 luglio 2015)



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