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San Vincenzo vince ancora: accolto il ricorso di De Luca

Una vicenda che ha dell’incredibile, un cast stellare e una regia magistrale. Il condannato per abuso d’ufficio Vincenzo De Luca in Vince la giustizia, caso umano e giuridico senza precedenti. Solo nei migliori tribunali.


San Vincenzo De Luca, protettore degli impresentabili, può governare la sua Campania. Il tribunale di Napoli ha infatti accolto il ricorso presentato dagli avvocati di Vincenzino riguardo l’applicazione della legge Severino al suo caso che avrebbe portato alla sospensione da governatore della Campania.
Il tribunale ha momentaneamente annullato il provvedimento sulla sua già citata sospensione. Secondo il giudice, infatti, la sospensione di De Luca non può divenire una negazione della volontà popolare e una revoca delle elezioni. Il 17 luglio il tribunale deciderà poi se confermare l’annullamento del provvedimento. Il 20 ottobre inoltre la Corte Costituzionale si esprimerà sulla suddetta legge.
Uno degli avvocati del governatore ci fa sapere che, secondo lui, il tutto è una “vittoria della giustizia” e ovviamente “una grande soddisfazione”, quasi a ricordare la pubblicità dell’Amaro Montenegro con la squadra di ricerca che esclama: “È stata dura ma ce l’abbiamo fatta”.


Prima di parlarne facciamo un breve riepilogo della vicenda: Vincenzo il Santo De Luca si candida per la carica di governatore della regione Campania. De Luca però, essendo stato condannato in primo grado per abuso d’ufficio, per la legge Severino è candidabile ma non eleggibile (gli avvocati di De Luca adesso dicono altro). Cosa fa il poliglotta Matteo Renzi dopo aver appoggiato Vincenzo sapendo che dovrà sospenderlo oppure modificare la legge (prendendosi le proteste di chi ribadirà che a Berlusconi venivano imputate leggi su misura, che Matteo avrebbe piegato a metà e messo al posto della paglia nella stalla dei maiali) in caso quest’ultimo venga eletto? Lo supporta comunque e De Luca poi viene eletto davvero. Panico.
A questo punto il Presidente si vede costretto ad applicare la legge (piuttosto strano direi) ma De Luca si oppone e presenta ricorso. Quello che traspare e si capisce da come la vicenda viene presentata, è che un politico si OPPONGA ad una LEGGE. Sbaglio? Il resto poi lo conosciamo già.
Se Matteo avesse voluto davvero risolvere la vicenda, innanzitutto non avrebbe appoggiato la candidatura di De Luca. Sembrano piuttosto inutili quindi le lodi che i muli da soma del PD rivolgono al loro leader politico e spirituale per aver semplicemente applicato una legge su un caso umano che Renzi stesso ha contribuito a creare.


Tralasciando l’elevatissima misericordia del tribunale di Napoli che ultimamente assolve un po’ tutti, bisogna dirlo, mi ha colpito particolarmente l’ironia dell’avvocato di De Luca, che parla di vittoria della giustizia in una vicenda che ha dell’incredibile. Sarò strano io ma a me non sembra normale che gli standard della nostra classe politica siano così bassi. Si discute se una persona condannata per abuso d’ufficio con altre vicende giudiziarie alle spalle possa governare la terza regione d’Italia facendo passare il tutto come una commedia dai temi biblici in cui il vigente imperatore tenta di bloccare il messia voluto dal popolo (che ha sicuramente scelto il meno peggio alle elezioni).
Un politico senza condanne è un miraggio, è come la carota messa davanti al maiale per farlo correre. Complimenti a tutti i figuranti, le comparse e anche ai due protagonisti e l’aiutante magico: la magistratura. Il sipario comunque, non è ancora calato e le speranze non muoiono anche se, guardando la vicenda nella sua totalità, sono quantomeno in prognosi riservata.


(3 luglio 2015)



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