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Si infittisce il mistero sulla morte di Litvinenko

Secondo gli investigatori di Scotland Yard la Russia, nella persona del presidente Putin, è quasi sicuramente coinvolta nell'omicidio dell'agente del KGB, poi FSB, Alexandr Litvinenko avvenuto a Londra nel novembre del 2006.
Litvinenko fu assassinato con il polonio 210, un isotopo radioattivo molto pericoloso che ha la capacità di distruggere in poco tempo gli organi interni; l'agente segreto, infatti, morì pochi giorni dopo il ricovero in ospedale.


La carriera di Litvinenko iniziò negli anni ‘80 nell'allora KGB; l'agente segreto venne mandato in missione in varie parti del mondo e presto gli vennero affidati incarichi di responsabilità che lo avvicinarono sempre di più alle stanze del potere del Cremlino. Quando, con la caduta dell'Unione Sovietica, i servizi segreti furono riformati, il KGB si trasformò in FSB e la spia Litvinenko continuò ad operare per conto del nuovo governo russo soprattutto in Europa, anche in Italia, dove venne in contatto con i vertici dei nostri servizi segreti.


Il governo russo cominciò a chiedere ai suoi agenti di eliminare oppositori politici ed oligarchi diventati scomodi; Litvinenko fu da subito contrario a questa ondata di omicidi e denunciò i complotti dell’élite politica russa in una conferenza stampa. Proprio in seguito alle sue rivelazioni l'agente fu costretto a rifugiarsi nel Regno Unito dove ottenne asilo politico e collaborò con l'MI6 britannico, anche se continuarono le minacce ai suoi danni.
Nel novembre del 2006 in un ristorante nel centro di Londra, Litvinenko venne attirato in una trappola da due agenti russi, Aleksandr Lugovoi e Dmitri Kovtun, che con la scusa di un incontro d' affari avvelenarono il tè verde del loro ex collega con la sostanza radioattiva.
Secondo il giudice inglese Sir Richard Horwell, la Russia non può non essere responsabile dell'omicidio, perché gli assassini hanno agito in modo che la causa del decesso non venisse mai scoperta e le prove suggeriscono che l'unica spiegazione plausibile è che in modo o nell'altro lo Stato russo sia coinvolto.
Lo stesso Horwell, insieme ai detective della polizia londinese, ha sottolineato che quel giorno venne messa in serio pericolo anche la salute di milioni di persone tra residenti e turisti che in ogni periodo dell'anno affollano la capitale britannica, visto che il polonio venne trasportato in centro città nei luoghi più frequentati.


Putin e il governo russo hanno sempre proclamato la loro assoluta estraneità alla vicenda e non hanno mai concesso l'estradizione ai due agenti coinvolti; tutto fa pensare che ci vorrà ancora molto tempo prima che emerga con chiarezza la verità su questa intricatissima storia di spionaggio internazionale.


Valeria Fraquelli
(31 luglio 2015)



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