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Terminator Genisys: si salva solo Schwarzenegger

La regia è di Alan Taylor e il ritorno di Arnold Schwarzenegger vale il prezzo del biglietto; accanto a lui troviamo Emilia Clarke, Jai Courtney, Jason Clarke e J.K. Simmons.


Il regista dà il via ad una nuova trilogia, i capitoli successivi usciranno nel 2017 e nel 2018. La storia mantiene un legame con i capitoli precedenti per avere un appeal maggiore ma l’idea non è riuscita, infatti raggiungere la perfezione dei primi due capitoli firmati James Cameron è praticamente impossibile; un’operazione tra la nostalgia e il futuro che incatena il film in una pozzanghera narrativa.


La storia ci porta nell’anno 2029 dove John Connor (Jason Clarke) scopre che l’intelligenza artificiale Skynet ha inviato nel passato, nell’anno 1984, un terminator con l’obiettivo di togliere di mezzo sua mamma Sarah (Emilia Clarke) addirittura prima di riuscire a concepirlo. Per proteggere la madre, John manda indietro nel tempo un suo luogotenente, Kyle Reese (Jai Courtney); quando questi giunge a destinazione vede che Sarah è già al corrente del suo destino e ha così imparato a sparare e a difendersi; inoltre può contare sull’aiuto del terminator per eccellenza, quel T-800 (Schwarzenegger) che le sta vicino da quando aveva 9 anni. Per giustificare i capelli bianchi e qualche logorio fisico di “Schwarzy”, gli sceneggiatori Laeta Kalogridis e Patrick Lussier sono ricorsi ad un escamotage tecnologico, ovvero il cyborg T-800 invecchia solo nella sua parte organica.


Il film parte bene e lascia ben sperare ma man mano invece denota un plot ordinario e senza sussulti. Certo le sequenze spettacolari non mancano e gli attori comprimari sono tutti bravi, per non parlare della presenza mastodontica del mattatore Schwarzenegger che è in gran forma e nel film è nel pieno dell’esercizio di autoironia, ma non basta al film che risulta privo di freschezza e di vere novità. Inoltre si è fatto un pasticcio con tutte quelle date, il 2029, il 1984, il fatidico 1997 e alla fine per giustificare il titolo “Genisys” non si è venuti a capo della trama che risulta veramente confusa e approssimativa. La regia di Alan Taylor è banale e nel lanciarsi nelle sotto-tracce di un approfondimento interiore rischia davvero la parodia. L’unica nota positiva è ovviamente il terminator Schwarzenegger T-800 che, loquace più del solito, sforna tormentoni ad hoc, virando un po’ nella commedia, il che salva tutta la barca.



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(13 luglio 2015)



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