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Un collirio speciale contro le malattie degenerative del cervello: possibile cura per Alzheimer e sclerosi multipla?

Si mette negli occhi ma cura il cervello: è il collirio NGF, una soluzione speciale che, agendo direttamente a livello celebrale, aiuta le cellule progenitrici presenti in quella zona a produrre nuovi neuroni, sostituendo quelli danneggiati.


Il farmaco, scoperto dalla scienziata Rita Levi Montalcini negli anni ’50 e premiato con il titolo più prestigioso, il Premio Nobel nel 1986, ha come principio attivo il fattore di crescita neuronale Nerve Growth Factor, sostanza che ripara le lesioni della cornea grazie ad efficaci proprietà neuroprotettive e rigenerative. Questo collirio speciale, riscoperto da un gruppo di ricercatori dell'Ibcn-Cnr di Roma, è dunque molto utile per trattare condizioni degenerative come l’Alzheimer o la sclerosi multipla e ancora malattie meno aggressive dovute a virus o infiammazioni, quali l'herpes e l'irritazione della cornea a causa di un uso improprio delle lenti a contatto.




L’uso del medicinale sarà regolato secondo prescrizioni mediche ben precise, anche perché la percentuale di persone colpite da disturbi di questo tipo è una su centomila. Tuttavia, poter agire in modo diretto sulle cellule celebrali senza dover operare e ricorrere al trapianto di cornea, e somministrando una terapia indolore e priva di effetti collaterali, è un traguardo molto importante per la medicina. Più precisamente, come spiegato dalla dott.ssa Paola Tirassa, co-autrice della ricerca, il farmaco agisce sulla zona subventricolare dei ventricoli laterali, “considerata la più ricca sorgente di precursori neuronali nei mammiferi”.




I primi test di laboratorio condotti sul collirio NGF hanno dimostrato come il farmaco sia in grado di dare nuova vita al tessuto cellulare in poche settimane. I risultati migliori sono stati ottenuti con l’encefalopatia diabetica e l'infiammazione cronica da agenti chimici, come riportato dalla rivista European Journal of Neuroscience. La prima verifica circa la sicurezza ed efficacia del collirio sull'essere umano dovrebbe essere effettuata entro la fine dell’anno. Si tratta di uno studio clinico guidato da Stefano Bonini, direttore del dipartimento di oftalmologia del campus biomedico di Roma, e vedrà coinvolti ben 35 centri ospedalieri.


(15 luglio 2015)



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