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USA: addio alla bandiera confederata nel South Carolina

Ultimi giorni di gloria per la bandiera degli Stati confederati del Sud. L'8 luglio il Senato dello stato del South Carolina ha votato un legge per la rimozione permanente della bandiera, non senza rumore da parte dei sostenitori dell'orgoglio sudista, che però non hanno potuto impedire la rimozione della bandiera alle 9.45 del 10 luglio. A compiere simbolicamente il gesto è stato il direttore del dipartimento per la Sicurezza Pubblica, Leroy Smith, un afro-americano.


Da oggi la bandiera non svolazzerà più davanti al Congresso del South Carolina, ma sarà esposta nei musei, dove ormai è giusto che appartenga. La senatrice repubblicana Jenny Horne, esausta dalla battaglia in Senato per prendere una decisione circa la rimozione della bandiera, così si è espressa: “Non posso credere che non ci sia il desiderio di compiere un gesto così significativo come rimuovere un simbolo di odio dal territorio di questo stato”.


Le richieste per la rimozione della bandiera si sono fatte pressanti a seguito del massacro di Charleston. Il 17 giugno scorso, Dylann Roof, sostenitore della supremazia della "razza bianca", ha atteso il termine di una lezione sulla Bibbia per poi estrarre una pistola semi-automatica con l'intento di uccidere più afro-americani possibili. Sulle sue mani il sangue di nove vittime. Dopo le indagini, tra i vari simboli utilizzati dal ragazzo per portare avanti la sua idea di supremazia bianca, c'era anche la bandiera degli Stati confederati. Il giorno successivo alla strage, il governatore Nikki Haley ha ordinato abbassare a mezz'asta la bandiera americana e la bandiera confederata, ancora esposta fuori dal Senato. Dai social network un'ondata di sdegno e la richiesta di rimozione della bandiera senza mezzi termini. Dieci giorni dopo un attivista ha preso in mano la situazione e ha rimosso la bandiera, gesto che gli è costato l'arresto, per poi rivedere la bandiera confederata riposizionata sull'asta accanto alla bandiera degli Stati Uniti.


La storia della bandiera degli Stati confederati è lunga e appartiene, appunto, alla storia. Nata nel 1861 durante la guerra civile, è poi ricomparsa dopo la seconda guerra mondiale associata alla segregazione razziale. Senza nulla voler togliere alla storia e a ciò che essa rappresenta, bisognerebbe domandarsi cosa questa bandiera abbia ormai anche fare con l'America di oggi. Un'America che, è vero, lotta ancora per la piena uguaglianza fra bianchi e afro-americani, ma un'America stanca di simboli razzisti che deve guardare al futuro e non al passato.


(13 luglio 2015)



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