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Band Aid Africa: i problemi di un continente abbandonato a se stesso

Libia, Ghana, Sudan, Egitto, Etiopia ed Eritrea, nel continente africo l’unica a salvarsi, pur tra enormi difficoltà, è il Sudafrica dove bianchi e neri stanno cercando di costruire qualcosa insieme. Un personaggio come Mandela in Nigeria non poteva esistere, tanto per intenderci.


Interessante il “post” su un popolare social network pubblicato da una mia compaesana e riguardante il “puzzle” Africa nel 1914 da parte dei colonizzatori belgi, francesi, tedeschi, italiani, portoghesi, spagnoli, britannici, ecc.; ancor oggi per i popoli africani, a causa della loro tribale e corruttibile incapacità di autodeterminazione, è purtroppo così.
Land grabbing, ossia affitti a basso costo a favore delle multinazionali per poi esportare le derrate approfittando della manodopera a basso costo senza preoccuparsi di alcun “ombrello” previdenziale/sanitario, e altre variabili di origine coloniale sono la norma in questi paesi.


Gran parte delle colpe (e dei disastri) però sono storicamente dei colonialisti che, mossi dalle proprie mire imperialistiche, egoismi e interessi economico-militari, hanno combinato un mare di guai a volte in modo spietato; di contro hanno lasciato qualche infrastruttura, strade, acquedotti, ferrovie, anfiteatri, chiese e una lingua per comunicare fra i mille dialetti, ma di approcci alla democrazia nemmeno a parlarne.
Per noi cittadini del XXI secolo l’Africa è solo quella dei grandi alberghi sul Nilo, dei villaggi vacanze in Tunisia e dei safari nel Kenya ma colpevolmente dimentichiamo le imbarazzanti leadership dei Bokassa, dei Menghistu, dei Mugabe o le politiche di altri leader (più o meno sanguinari) che non hanno formato nessuna classe dirigente degna; almeno questo è quello che relazionano i missionari, unici veri grandi esperti di quel continente.


Qualcuno però anche nel mondo laico si sta svegliando: in USA, soprattutto con Al Gore ma anche in Italia con Walter Veltroni, poi ci sono le organizzazioni umanitarie che lavorano da anni con dedizione e fra mille difficoltà. L’idea di abbattere le barriere tariffarie per aiutare le esportazioni africane è apprezzabile, come quella di donare qualche dollaro; peccato che per ottenere qualche effetto degno dovrebbe muoversi il mondo intero e tutto assieme.


(31 agosto 2015)



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