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Egocentrico e razzista: lo show di Donald Trump

Da quando Donald Trump ha annunciato la propria candidatura alla presidenza degli Stati Uniti, non un solo giorno è trascorso senza che i maggiori notiziari americani dovessero correre a riportare una qualche sua eccentrica manifestazione di democrazia all’americana che di democratico ha però avuto ben poco.


Cominciando dalle ragioni della sua corsa alla presidenza - “Sono ricco”, cosa si può volere di più”? - e finendo ai molteplici commenti razzisti nei confronti degli immigrati latini, Trump ha portato avanti un vero e proprio show sui generis. Cosa manca? Solo la dignità ed il rispetto che dovrebbe appartenere a chi si prepara per la guida di una nazione come gli Stati Uniti d’America. Saggezza popolare vuole che non tutto il male venga per nuocere ed in effetti Trump sta parzialmente giocando a favore degli avversari democratici. Senza bisogno di attendere i poll, l’aspettativa adesso è che una maggioranza di immigrati latinoamericani si rechi alle urne per evitare disastrosi risultati. Basti pensare ai molteplici messaggi in spagnolo che Hillary Clinton sta usando nella propria campagna elettorale, che spinge fortemente verso una migliore riforma dell’immigrazione che favorisca le famiglie latine.


Non ultimi i commenti sulla Cina, della quale Trump parla spessissimo, tanto da essersi addirittura improvvisato sgradevole imitatore dei businessmen cinesi:


Più che una campagna elettorale, quello di Donald Trump sembra essere uno show televisivo ambiguo e poco democratico. Senza contare il contorno degli altri candidati repubblicani che nelle idee poco differiscono da Trump, con la sola differenza che essi hanno deciso di adottare un approccio più politically correct. Sembra quasi che Trump abbia adottato la strategia del dire quel che pensa senza filtri, anche se il sospetto è che non sia una strategia pensata a tavolino, bensì un’irrefrenabile idiozia che non teme conseguenze. C’è addirittura chi, scherzosamente, afferma che G. W. Bush stia facendo il tifo per Trump, così da non essere “il più stupido presidente americano della storia”, come tanti l’hanno definito.


Forse nel caso di Trump essere tolleranti non è la risposta esatta. Davanti a comportamenti così poco democratici e così ricchi invece del più becero razzismo, bisognerebbe domandarsi la ragione per la quale sembri guidare in prima fila i repubblicani. Cos’ha Donald Trump che gli elettori più conservatori vogliono? Saranno forse i suoi famosi capelli.



(29 agosto 2015)



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