Ultime Notizie

Il dilagare della violenza e del sangue nell'età della decadenza

Durante gli ultimi secoli dell'impero romano d'Occidente quando i valori, gli ideali, lo stile di vita sobrio e leale che avevano caratterizzato il periodo della repubblica erano ormai tramontati da un bel po’, l'unica cosa che sembrava infiammare ancora gli animi, eccitare i sensi, portare a volte anche al parossismo i cittadini comuni insieme ai personaggi importanti (l'imperatore, i generali e le varie gerarchie amministrative) erano i combattimenti fra gladiatori che si svolgevano, con frequenza continua, negli anfiteatri di ogni città, piccola o grande, dell'impero.


La violenza, il sangue, l'allestimento in sé dei combattimenti con scenografie mirabolanti, stupefacenti, sinistre quanto strabilianti e pompose avevano una presa enorme sugli animi ormai incapaci di interessarsi ad una qualche remota idea di patria, di famiglia, di società da migliorare, di civiltà da far progredire. E più i combattimenti erano violenti, le scenografie e le coreografie più grandiose, lo spettacolo escogitato ad arte e preparato minuziosamente e il sangue, umano e non umano, più copioso e più rosso in ogni angolo dell'arena, più l'intera performance veniva seguita, apprezzata, applaudita. Qualcosa di simile (certo con le dovute differenze, se non altro per il cambiamento dei tempi perché sono passati duemila e più anni) sembra si stia verificando nella società odierna (2015 dopo Cristo) in fatto di costume e di predilezione di gusto e di piacere, nel senso che i cittadini comuni, potenti e meno potenti, uomini e donne in carriera come gente della strada impazziscono quasi per ogni tipo di performance dove la violenza e il sangue sono predominanti.


Le immagini di guerra trasmesse dai telegiornali o liberamente circolanti sul web sono fra le più seguite e le più apprezzate. Il sangue, la violenza, gli orrori di ogni genere che le caratterizzano hanno una presa sugli animi davvero grande e spesso inspiegabile. Al riguardo, nemmeno la finzione è molto diversa dalla realtà, anzi sembra una sorta di prassi o quotidianità speculare che si ingrandisce continuamente; infatti i videogiochi con un alto indice di violenza impazzano ovunque fra i ragazzi di ogni età; le fiction televisive con scene, immagini e situazioni violente, dove il sangue scorre a fiumi, la tortura fisica e psicologica è inaudita, la morte appare il solo messaggio possibile, registrano livelli di ascolto (o, come si dice oggi, raggiungono uno share elevato) molto alti e in ogni fascia di età, status sociale, culturale e ideologico. Lo stesso per il cinema, che può contemplare una lunga fila ai botteghini quando la locandina del film promette violenza, sangue, torture e morte a non finire sia nel titolo come nel trailer o nell'elaborazione ricercata delle proprie immagini. Ma la letteratura non è da meno: i generi "letterari" di successo, addirittura a livello planetario con traduzione in molte lingue, sono il noir, il thriller, il giallo, l'horror con protagonista il serial-killer di turno, il detective, anch'esso di turno, e le vittime innocenti e ignare, il mistero, esoterico o giù di lì, la setta segreta con radici storico-occulte, l'intrigo affascinante che cattura, fin da subito, il lettore anche più distratto e meno curioso. E, quasi come "la ciliegina sulla torta", la violenza negli stadi di calcio prima, durante o dopo un incontro importante fra due squadre importanti: né realtà virtuale, né finzione surreale, questa volta, ma sangue e morti veri, verissimi come i combattimenti fra gladiatori nel mondo romano antico.


Cosa dire, per concludere: che nelle età della decadenza, in mancanza di valori, di ideali e di principi, ci si deve per forza "aggrappare" al sangue, alla violenza, alla morte per provare eccitazione, ebbrezza, per essere e sentirsi stimolati, insomma per sentirsi vivi, per continuare a vivere o a sopravvivere?


Francesca Rita Rombolà
(9 agosto 2015)



Prima Pagina on line (www.primapaginaonline.org) - Testata registrata al Tribunale di Bologna, pr. n. 8292 del 06/03/2013. Sito progettato da Templateism.com Copyright © 2011

Powered by Blogger.