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Il terrorismo arriva sui binari

Un attentato terroristico è stato sventato due giorni fa su un treno ad alta velocità partito da Amsterdam e diretto a Parigi; la paura tra i passeggeri è stata tanta e alcuni sono anche rimasti feriti, per fortuna in modo lieve.


Un marocchino di ventisei anni con armi da guerra è salito alla stazione di Bruxelles e poco dopo ha cominciato a minacciare gli altri viaggiatori e a sparare; a quel punto tre soldati statunitensi in vacanza e un britannico si sono resi conto che la situazione stava rapidamente precipitando e hanno deciso di entrare in azione. I quattro sono riusciti a disarmare e immobilizzare l’attentatore e hanno poi chiamato le autorità competenti che hanno fatto fermare il treno alla stazione della cittadina di Arras per prendere in consegna il potenziale jihadista e cominciare le indagini sull’accaduto.


L’attentatore è in stato di fermo con l’accusa di terrorismo internazionale; è emerso ben presto che era già conosciuto ai servizi segreti spagnoli e francesi e che di recente era stato in Siria a combattere tra le fila dello Stato islamico. Proprio in Siria il giovane sarebbe venuto in contatto con le idee degli islamisti più radicali e avrebbe cominciato a pianificare un attentato sul suolo europeo. Il treno fino ad oggi era considerato un mezzo più sicuro dal punto di vista degli attentati di matrice islamica ma la tentata strage di due giorni fa ha dimostrato che non è così; le autorità francesi hanno subito fatto sapere che aumenteranno le misure di sicurezza in tutte le stazioni e che ci saranno severi controlli per chi sale e scende dai convogli.
Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha telefonato ai tre militari e al loro amico inglese e, ringraziandoli e complimentandosi per il loro atto eroico, li ha definiti dei veri eroi di cui tutti dovrebbero essere orgogliosi. Il Presidente francese Hollande ha insignito i quattro della Legione d’onore, la più alta onorificenza francese, e tutta la Francia con manifestazioni spontanee sta celebrando gli “eroi del treno Thalys”.


Gli altri passeggeri che erano sul treno hanno voluto ringraziare personalmente i loro salvatori e molti hanno dichiarato in un’intervista al quotidiano francese Le Monde che senza di loro a quest’ora sarebbero tutti morti. Altri passeggeri e soccorritori hanno detto di avere notato che l’assalitore è sembrato molto impacciato ed impreparato nell’uso delle armi e del taglierino che aveva con sé e questo, se possibile, lo rendeva ancora più imprevedibile e pericoloso.
L’ombra del terrorismo internazionale si allunga e ormai è chiaro che le forze di polizia e di intelligence occidentali (ma non solo) devono essere preparate per fronteggiare i nuovi rischi di un attentato su larga scala.


(24 agosto 2015)



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