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Italiani in vacanza fra rallentamenti, file e disprezzi

Siamo ormai nel mese d’agosto e da ogni parte dell’Europa gruppi di viaggiatori, italiani e non, si mettono letteralmente in moto in vista delle agognate e desiderate vacanze.


Masse di vacanzieri (o se vogliamo chiamarli ironicamente “avventori”) s’immettono in questi giorni nelle autostrade sprezzanti del rischio di calura, delle lunghe code e tamponamenti che puntualmente si ripropongono ogni anno sulle strade e autostrade italiane. Un recente sondaggio sembra però smentire i pronostici della tradizione dichiarando che nei pressi di Roma si avrà un solo giorno veramente brutto e da bollino nero per la circolazione, mentre chi vuole dirigersi verso il Sud troverà “bollino rosso” fino ai primi nove giorni di agosto.
Diciamoci la verità, quando si tratta di ferie e vacanze gli italiani non si tirano certo indietro e, in barba a crisi e alle varie difficoltà quotidiane, vogliono godersi il loro mese di riposo; che sia in spiaggia libera o un camping vicino a un lago o ancora una montagna, poco importa.


Peccato che per alcuni non è andata proprio bene e, contrariamente alle previsioni, hanno dovuto rimandare di qualche giorno l'aspirata vacanza: questo è il caso di chi, optando per l'aereo, inaspettatamente si è trovato bloccato nell’aeroporto di Fiumicino per ben 24 ore prima di trovare un'adeguata sistemazione. Naturalmente c'è stato chi, munito di pazienza e rassegnazione, si è addormentato in sala d'attesa sopra le proprie valigie, mentre chi, a causa dell'esasperante attesa e ritardo, si è lasciato andare a qualche spintone, grida e lamentela di ogni sorta contro il personale addetto ai voli e perfino la polizia aeroportuale.
Giustamente l'immobilità e l'impossibilità di svagarsi e allentare lo stress quotidiano può diventare motivo per inasprirsi e disdegnare un’Italia che, in alcune situazioni, sembra non funzionare proprio per il verso giusto: basti ricordare le vicende che hanno reso protagonista Alitalia negli anni addietro, fra cui anche un incendio in una pineta vicina a uno scalo che ha bloccato per diverse ore i voli (e di conseguenza anche le finanze nelle tasche della compagnia).



Che sia colpa delle compagnie di volo low cost o di agenzie di viaggi che lasciano a desiderare? Non è chiaro ma, dopo questo ennesimo fattaccio, sembra che la società voglia prendere le distanze dallo sventurato scalo di Fiumicino, accusandolo di aver investito su voli a basso costo e servizi di poca qualità e di essere in pratica inadeguato ad affrontare le effettive esigenze della clientela “volante”.
D'altronde come già si sa, quando ci si organizza da soli e con mezzi di convenienza, l'ostacolo e l'imprevisto può essere sempre dietro l'angolo e, inevitabilmente, la vacanza, inizialmente serena e  sognante, si trasforma in una fila stremante, in attriti e disprezzi fra clienti e società erogatrici sia di servizi che “disservizi”: similmente, ahinoi, a quanto accade negli ultimi periodi fra cittadini italiani e politicanti.


Massimiliano Rosini
(2 agosto 2015)



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