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Jobs: inventare il futuro in un garage

Jobs è un film biografico sulla vita di Steve Jobs, fondatore della Apple Computer. In particolare, il film narra la vita del personaggio dal 1971, l’anno in cui frequentava il Reed College, fino al 2000 in cui ci fu l’invenzione dell’iPod.


All’inizio della storia il protagonista viene presentato come un ragazzo con poca ambizione, una persona che apparentemente non ha obiettivi nella vita. Tuttavia nel corso delle vicende trattate, Jobs diventa uno spietato uomo d’affari, capace solamente di sfruttare il talento delle persone che gli stanno vicino. Una chiara dimostrazione di questo comportamento la troviamo all’inizio del film quando Steve sta lavorando ad un progetto per l’Atari (una società che realizzava videogiochi). Il protagonista riesce a coinvolgere un suo amico, Steve Wozniak, che lo aiuta a completare il progetto. Invece di dividere a metà il costo della commissione, Jobs riferisce al proprio compagno di studi che il costo totale del progetto è di 700 dollari (in realtà era di 5000).


Jobs dimostra di essere un uomo senza scrupoli quando decide di dedicarsi esclusivamente agli affari e abbandonare la fidanzata incinta. In un primo momento non riconosce la figlia, accusando la compagna di averlo tradito con un altro uomo, tuttavia dopo la crisi della Apple e l’uscita del protagonista dal Consiglio di amministrazione, Steve ricomincia un'altra vita con la seconda moglie e i figli. Una delle frasi chiavi di questo film è quando Steve si rivolge al suo amico e gli chiede: “Come mai non riesco a lavorare per gli altri? Io voglio la mia indipendenza”. Da ciò si capisce il carattere e la personalità del protagonista.


Steve Jobs non è mai stato un genio dei computer, come la gente crede, ma una persona che ha intuito il momento favorevole per posizionare determinati prodotti nel mercato dei personal computer usando il talento dei suoi amici per ottenere successo e potere. Oltre agli aspetti negativi del carattere di Jobs bisogna ricordare anche quelli positivi. Questi emergono da molte scene del film. Una di queste è quando Steve, insieme ad alcuni colleghi di università, si riunisce in un garage e, partendo dalla creazione delle prime schede madri, riesce a progettare dei personal computer. Tutto ciò può essere compreso grazie alla famosa frase di Jobs, tuttavia non presente nel film: “I musicisti suonano gli strumenti. Io dirigo l’orchestra. Mi sono chiuso in un garage e ho inventato il futuro”. Una cosa del genere può essere considerata impensabile in determinati contesti, soprattutto se pensiamo ad un Paese come il nostro.


Una persona come Steve, senza un titolo accademico, è riuscita a reinventare il futuro dei computer, iniziando la propria carriera in un piccolo garage. Inoltre, se esaminiamo bene il film, l’unico suo compagno ad avere una laurea era Wozniak. Facendo un confronto tra il periodo in cui è vissuto Jobs e il nostro, emerge che viviamo in un periodo storico in cui viene preso in considerazione solamente il titolo accademico e non il talento e l’esperienza delle persone che ci stanno accanto. Un aspetto positivo del carattere di Steve Jobs era la capacità di non arrendersi mai nonostante le difficoltà che ha incontrato nella sua vita, basti pensare a quando Steve abbandona la Apple e fonda una nuova società: la Next. Partendo di nuovo da zero, Steve comincia una nuova vita credendo in sé stesso e nelle proprie capacità personali.


Claudio Laricchiuta
(17 agosto 2015)




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