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L’accordo commerciale tra Unione Europea e Stati Uniti

Da parecchi mesi i negoziatori di Unione Europea e Stati Uniti stanno cercando di formulare un accordo commerciale di libero scambio (Transatlantic Trade and Investment Partnership, TTIP) che si spera possa portare benefici ad entrambe le parti.


Secondo i sostenitori dell’accordo, un patto di libero scambio tra i Paesi dell’Unione Europea e gli Stati Uniti porterebbe molti vantaggi soprattutto alle piccole e medie imprese che vedrebbero aprirsi nuovi mercati di sbocco per i loro prodotti e sarebbero incentivate a produrre di più; maggiore produzione vuole anche dire maggiore richiesta di manodopera e quindi anche più occupazione.
I consumatori, se l’accordo dovesse essere chiuso entro la fine di quest’anno, potrebbero trovare molta più varietà di merci sugli scaffali dei supermercati e dei negozi e i prezzi sarebbero indubbiamente molto più bassi; in questo modo i cittadini di entrambe le parti potrebbero risparmiare e fare acquisti vantaggiosi allo stesso tempo.


I detrattori del trattato di libero scambio, invece, sostengono che, se l’accordo sarà approvato così com’è, le uniche a trarne beneficio sarebbero le grandi multinazionali statunitensi che potrebbero invadere il mercato europeo con i loro prodotti e quindi diventare in poco tempo monopoliste. Uno dei punti più controversi è la tutela della salute; negli Stati Uniti sono ammessi nelle carni alcuni ormoni che in quasi tutti i Paesi europei sono vietati, senza contare che sul suolo americano ci sono le più grandi coltivazioni al mondo di cereali OGM. Molti esponenti di associazioni per la tutela dell’ambiente e dei consumatori puntano proprio su questo punto per spiegare il loro deciso “no” ad ogni tipo di accordo commerciale in cui non siano chiare le restrizioni all’uso di mangimi con ormoni ed organismi geneticamente modificati.
In tutte le città in cui i negoziatori si sono incontrati per discutere le varie fasi dell’accordo ci sono state molte proteste di cittadini e associazioni che chiedevano più trasparenza e maggiori tutele non solamente per chi vende e compra, ma anche per le piccole e medie imprese europee. La cosa che più è stata rimproverata è proprio la segretezza delle trattative, che è sembrata a molti un modo di nascondere le parti più controverse del trattato all’opinione pubblica e un modo per avvantaggiare le élite e le lobby statunitensi, a tutto svantaggio dell’economia europea.


In questo momento gli incontri continuano e non si può ancora dire se quello che uscirà sarà un buono o un cattivo accordo perché il lavoro da fare è ancora tanto, ma di certo ci saranno importanti ricadute sia sull’economia dell’Unione Europea che su quella degli Stati Uniti. Si spera che qualunque sarà il trattato finale ci siano davvero garanzie e tutele per i consumatori di entrambe le parti e che la salute venga considerata una priorità. 


(17 agosto 2015)



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