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Ucraina, non si placano le tensioni

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Pochi giorni fa l’Ucraina ha festeggiato la Giornata dell’Indipendenza; il Presidente ha voluto una grande manifestazione con danze e canti tradizionali e anche una grandiosa parata militare che comprendeva anche i mezzi corazzati. La sfilata di veicoli militari ha rappresentato un avvertimento per la Russia di Putin, che dagli ucraini viene percepita come potenza nemica e invasore della Crimea e della regione del Donbass.


Migliaia di persone a Kiev hanno partecipato alle celebrazioni intonando cori anti-russi e condannando esplicitamente la politica estera di Mosca nei loro confronti; ci sono stati molti appelli all’unità ed è stato ribadito che il governo ucraino farà di tutto per riportare le zone ribelli sotto la sua giurisdizione. Tra i manifestanti c’era tanta voglia di pace e di riconciliazione, anche se la rabbia nei confronti delle regioni autonomiste non si è per niente sopita; i filorussi vengono considerati dei traditori, venduti al governo di Mosca.


Gli accordi di Minsk non sono rispettati e da entrambe le parti continuano gli scontri, anche violenti; colpi di artiglieria pesante si sentono in tutto il Donbass e posti di blocco militarizzati continuano a rimanere ai confini delle città separatiste di Donetsk e Luhansk. La vita della popolazione civile di queste zone è sempre più difficile; sono state interrotte le forniture di acqua, energia elettrica e gas e, con l’imminente arrivo della stagione fredda, la mancanza di riscaldamento rischia di mietere molte vittime.
Mentre a Kiev andava in scena l’orgoglio ucraino, nelle regioni autonomiste gli abitanti manifestavano a favore della Russia, chiedendo di potere costituire una repubblica autonoma, senza più ingerenze da parte ucraina. La gente del Donbass ha ribadito la propria voglia di indipendenza e la sua vicinanza alla Russia; sono stati intonati moltissimi slogan secessionisti ma anche tanti canti patriottici russi.
In Crimea la popolazione si dice molto soddisfatta di essere sotto l’influenza russa e ritiene di essersi finalmente ricongiunta alla madrepatria; la Crimea infatti era stata regalata all’Ucraina dopo il dissolvimento dell’URSS e quindi l’influenza russa è sempre stata molto forte in tutta la penisola.


Ancora oggi l’Ucraina è spaccata in due e lacerata da un conflitto che sembra non avere fine; gli accordi siglati a Minsk sono serviti a poco e sono stati ampiamente disattesi. Nell’est del Paese si continua a combattere e aumenta anche esponenzialmente il numero delle vittime civili, soprattutto donne e bambini. Si spera che presto si possa arrivare ad un vero “cessate il fuoco” accettato da entrambe le parti per fermare quella che da oltre un anno è una vera e propria carneficina di innocenti.


(26 agosto 2015)



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