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Analisi calciomercato Milan: il “vorrei ma non posso” rossonero

Come ogni anno siamo giunti alla fine del mercato. Molte squadre si sono rafforzate, altre si sono indebolite. Oggi però analizziamo il mercato di una delle big (o meglio, dovremmo dire ex big) d’Italia: il Milan.
Il Milan viene da due stagioni mediocri, non proprio all’altezza del nome della società. Sono state molte le delusioni negli ultimi anni, a partire dalle cessioni di Ibrahimovic e Thiago Silva fino ad arrivare al decimo posto della scorsa stagione, quella più negativa dell’era Berlusconi.


Rifondare è la parola più usata dal tifoso milanista negli ultimi tempi, ma anche la parola che era più nell’aria nei pressi di Milanello. A tutto questo si aggiunge un Berlusconi motivato, anche grazie alla cessione delle quote societarie (circa 480 milioni di euro) a Mr Bee, broker thailandese, pronto a far ritornare il Milan ai vecchi fasti gloriosi. “Voglio un Milan che torni ad essere padrone del gioco”: dice Berlusconi e da lì cominciano le prime voci di mercato. Si parla di un Milan pronto a investire grandi cifre di mercato, circa 100-150 milioni e a prendere come allenatore Carlo Ancelotti, reduce da un esonero (immeritato) a Madrid, sponda Real.
I tifosi sono molto eccitati, vedono finalmente la luce dopo anni di ombre e figuracce. Ma ecco la prima delusione, Ancelotti rifiuta e il Milan rimane a bocca asciutta. Ecco che la scelta del tecnico ricade su Mihajlovic, serbo ex Inter (allenatore in seconda di Mancini) e reduce da due stagioni alla Sampdoria. La notizia viene accolta con molto scetticismo, i tifosi non vogliono un ex interista come allenatore, ma pian piano grazie al suo carisma, il serbo riesce a farsi apprezzare.


I primi nomi fatti sono tre: Jackson Martinez, Ibrahimovic e Kondogbia. Tre top player, colonne portanti del Milan che verrà. Per Martinez sembra tutto fatto, 35 milioni al Porto, per Kondogbia lo stesso, circa 40 milioni al Monaco, i tifosi vanno in delirio, soprattutto perché una delle notizie che più si fa sentire è: Ibra pronto a tornare. Il Milan sembra essere tornato quello di un tempo, tre top player sono in procinto di vestire rossonero, finalmente! Ma è soltanto un’illusione, nel giro di tre giorni Martinez finisce all’Atletico Madrid, Kondogbia viene soffiato dai cugini neroazzurri e il Paris Saint-Germain è intenzionato a tenere lo svedese.
A quel punto il Milan ripiega su: Bacca, attaccante ventinovenne del Siviglia, Luiz Adriano punta dello Shakhtar Donetsk e Bertolacci, centrocampista appena riscattato dalla Roma. Spesa totale: 58 milioni di euro, forse troppi, ma i tifosi e la stampa sembrano fiduciosi. Il Milan è alla ricerca di un difensore, si fanno diversi nomi: Laporte e Romagnoli su tutti. Mihajlovic è convinto: Romagnoli farà fare il salto di qualità in difesa. Ed inizia una telenovela durata circa un mese, dove alla fine il Milan riesce a strappare Romagnoli alla Roma per 25 milioni di euro in 5 rate da 5 milioni l’una.
Grande colpo del condor Galliani, ma adesso è essenziale un regista, qualcuno che sappia impostare, che sappia verticalizzare, qualcuno insomma che manca al Milan dal 2011. Gli obiettivi sono due: Witsel e Soriano, il secondo voluto fortemente dal tecnico serbo che l’ha allenato a Genova. Il Milan però non riesce ad accordarsi con la Samp dopo giorni di trattative, si accorda invece con il Genoa per Kucka per circa 3 milioni. Nel mezzo arriva un clamoroso colpo di mercato: torna Balotelli in prestito secco dal Liverpool, scommessa di Galliani, che prende Balo al posto di Ibra. Le prime due partite di campionato hanno fatto vedere un gioco molto scadente e la mancanza di un regista. Parte l’assalto a Witsel, che si concretizza con un nulla di fatto.



Bilancio del mercato
Sono stati spesi 86 milioni sul mercato per avere una squadra incompleta: era fondamentale comprare un regista, qualcuno che possa dare un’identità di gioco alla squadra. Si registrano troppi soldi spesi (soprattutto per Bertolacci), buon giocatore ma non ancora un top player. Andava fatto un grosso investimento sul centrocampo, per valorizzare al meglio un attacco formato da due diamanti come Bacca e Luiz Adriano che andrebbero serviti al meglio e che invece faranno fatica per tutta la stagione. È il mercato delle seconde scelte: da Ibrahimovic a Balotelli, da Kondogbia a Bertolacci, da Jackson Martinez a Luiz Adriano; questo è un piccolo fallimento per Galliani, che sembra ormai troppo “saturo” per gestire una carica così importante. Sul web sta spopolando un hashtag: #GallianiVattene. I tifosi ringraziano Adriano Galliani per tutto quello di buono che ha fatto in questi anni per il Milan, ma adesso sono stufi. Voto mercato 5.


Giovanni Lorenzano
(3 settembre 2015)



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